A 4 Uocchie in ricordo di Massimo Borrelli. Foto di Rino D'Antonio
A 4 Uocchie in ricordo di Massimo Borrelli. Foto di Rino D'Antonio

Massimo Borrelli e il corto teatrale nato a quattro mani

Anche quest’anno si è tenuto l’annuale appuntamento per l’attore scomparso Massimo Borrelli, promosso dall’Associazione ONLUS Voglio il Massimo. Questa kermesse che ha visto alternarsi sul palcoscenico tanti artisti partenopei e non per circa 3 ore di comicità e musica, riesce sempre ad assolvere al suo obiettivo primario: raccogliere fondi per la ricerca contro il tumore al pancreas.

A 4 Uocchie in ricordo di Massimo Borrelli. Foto di Rino D'Antonio
A 4 Uocchie in ricordo di Massimo Borrelli. Foto di Rino D’Antonio

Ed è qui che ci racconta James La Motta, del suo incontro con Peppe Laurato, storico amico di Massimo, che insieme alla sorella Rosaria Borrelli (Presidente dell’Associazione Voglio il Massimo), cercano di portare avanti progetti ideati, organizzati e portati a termine in onore dell’attore comico..

Questa conoscenza, andata avanti per mesi tra incontri e confronti, hanno dato vita ad una pièce teatrale breve della durata di 6 minuti circa, dal titolo “A 4 Uocchie“. Il corto teatrale è una occasione per mettere a confronto l’ammalato con “la bestia”, con la sua malattia.

Un testo nato proprio a 4 mani e finito a 2 con la regia di Peppe Laurato, che diventa una sorta di confessionale, dove ci si esprime delicatamente e senza mai esagerare (citazione di Angelo Di Gennaro, ospite della serata di questo 2019).

Qui si raccontao le parole di un ammalato che si chiede “perché” sia capitato proprio a lui e in una corsa contro il tempo, una resa dei conti cadenzata da un “tic-tac” della malattia che ricorda che “la colpa non è sua” ma dell’essere umano, che ha alterato tutto quello che Madre Natura ci ha donato.

Il testo si conclude con un grande applauso sul concetto: “Oggi noi non possiamo essere indifferenti”. E su questa frase James La Motta e Giorgio Borrelli, fratello di Massimo, si sono avvicinati a questo testo, senza essere mai indifferenti ma, con un gran rispetto per il messaggio che sarebbe dovuto arrivare al pubblico e con la grande responsabilità di recitarlo in una serata dove si è riso a crepapelle, grazie ai comici di Made in Sud e gli amici di Massimo e Peppe che si sono alternati per portare la loro testimonianza. qui

Durante l’esibizione tenutasi al Teatro Cilea con due degli attori giovani dell’Accademia, Luca Voccia e Luca Mattia Parisi), è venuto così fuori, che l’amore, la passione, la magia ed il ricordo di un grande artista… solo il teatro le può evocare… e noi de La Gazzetta dello Spettacolo, (in primis nella persona del direttore editoriale Francesco Russo), che abbiamo conosciuto e vissuto da vicino il caro Massimo, non possiamo fare a meno di ricordare quanto sono vere queste parole.

Autore: Redazione

Redazione Giornalistica

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