Silvia Quondam

Silvia Quondam, Catturandi una serie audace

Faccia a faccia con la bella Silvia Quondam

Si è conclusa pochi giorni fa la prima stagione di Catturandi – Nel nome del padre, la serie di Rai 1 con protagonisti Anita Caprioli, Massimo Ghini, Alessio Boni, Leo Gullotta e Silvia Quondam. La serie, in queste settimane, è stata molto seguita. La Gazzetta dello Spettacolo ha incontrato l’attrice Silvia Quondam, alla fine di questa splendida avventura….

Benvenuta su La Gazzetta dello Spettacolo a Silvia Quondam. Sei in TV nella serie Catturandi, parlaci del tuo personaggio… Ti assomiglia?

Credo che un attore in ogni caso metta suo malgrado una parte di sé all’interno di un qualsiasi personaggio, in particolare con Marina ho cercato di portare il mio lato più gioioso e solare. Con il regista Fabrizio Costa, volevamo portare una ventata di leggerezza nella vita di Palma (Anita Caprioli), mia sorella nella fiction. Immaginavamo che Marina potesse essere per la sorella un rifugio caldo e affettuoso nel quale evadere.

Quale è il messaggio che speri colga il pubblico di questa fiction?

Spero si colga in particolare l’originalità stilistica. Credo infatti che questa fiction abbia degli aspetti molto audaci, dal punto di vista del montaggio, della costruzione delle inquadrature, della sceneggiatura e del suono rispetto ai prodotti che siamo abituati a vedere nella tv generalista. Spero sia un piccolo passo nel condurre gli spettatori verso nuovi linguaggi.

Che esperienza è stata per te?

E’ stata molto formativa, quando ti ritrovi ad interpretare un personaggio secondario, devi saper trovare il giusto equilibrio tra il favorire l’attore primario, in altre parole essere una buona spalla, senza voler primeggiare o cercare di “emergere” e allo stesso tempo non rimanere solo una figura di sfondo ma trovare delle caratteristiche al personaggio che lo facciano risultare ben riconoscibile allo spettatore che deve avere poter seguire bene la storia possibilmente non arrivando a pensare “oddio e questa chi era?!”

E con il cast come è andata?

Ho avuto a che fare in particolar modo con Anita Caprioli, è una vera stakanovista, concentratissima sul lavoro, disponibile, un’attrice da cui imparare molto.

C’è un ricordo o un aneddoto che porti con te delle riprese e di cui vuoi parlarci?

Ero a Palermo, non l’avevo mai vista prima, sul set si stava girando una scena notturna e tutti erano impegnati, decido quindi di concedermi una cenetta romantica da sola con me, in un bel ristorante Palermitano, San Francesco se non erro. Dopo un po’ un artista di strada comincia a suonare la fisarmonica, io gli offro un po’ della mia buonissima pasta ed ecco che questo artista vagabondo inizia a raccontarmi tante belle storie di Palermo, dell’arte, della musica, delle origini della lingua italiana… Ho conosciuto meglio il segreto della magia di Palermo che si può avvertire nell’aria mentre passeggi.

Silvia, parlaci di te. Chi sei quando non reciti?

Uno, Nessuno e Centomila… tanto per citarne uno bravo! Sì, diciamo che faccio parte della schiera di quelli del “mi riposerò quando sarò nell’aldilà”! Non che sia sempre una cosa sana… non prendete esempio da me, il riposo è essenziale per una autentica qualità di vita.
Per ora sto completando i miei studi all’università, frequento l’ultimo anno di laurea magistrale in psicologia presso La Sapienza; una disciplina da cui trarre molte ispirazioni da riportare in ambito artistico, che ne è strettamente affine. Lavoro poi presso il Kino, una bellissima associazione culturale che promuove eventi interessanti legati al mondo del cinema e della letteratura e possiede ha un piccolo cinema con una buona programmazione in lingua rigorosamente originale nel cuore del Pigneto a Roma.

Un ruolo che vorresti interpretare oggi?

Aldilà dell’evidente desiderio di interpretare tutti i personaggi scritti meglio dai grandi autori contemporanei e non. Mi piacerebbe continuare ad esplorare la via della drammaturgia scenica, un processo creativo dal quale è nato uno spettacolo portato in scena quest’estate dal titolo “Affetti Stretti” scritto, interpretato e diretto da me e due colleghe Barbara Cerrato e Alessandra Merico. Ecco, poter condividere un punto di vista attraverso dei personaggi concepiti da me è qualcosa di molto intenso e nutriente come attrice e come essere umano.

Progetti futuri di cui vuoi anticiparci qualcosa…

In questo momento mentre aspettiamo di sapere se ci sarà una seconda stagione della nostra cara “Catturandi”, mi dedico al teatro: porterò “Affetti Stretti” in giro per l’Italia e inizierò proprio oggi le prove di un nuovo progetto, di cui presto vi svelerò i dettagli.

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