Amici per la pelle, con Laganà e Wertmuller. Tragicommedia sulla Resistenza a Roma, l’omaggio a Ugo Forno e l’eredità del cinema italiano.
L’acclamato spettacolo teatrale «Amici per la pelle», scritto e diretto da Stefano Reali, continua a registrare un successo travolgente, emozionando il pubblico con una storia di amicizia, coraggio e dignità ritrovata nell’ora più buia della Storia italiana. I protagonisti straordinari, Rodolfo Laganà e Massimo Wertmuller, danno vita a due personaggi indimenticabili che incarnano l’eroismo inaspettato della gente comune durante l’occupazione nazista di Roma.
La trama si svolge alla vigilia della liberazione, il 5 giugno 1944, quando l’arrivo delle forze Alleate segna la fine dell’occupazione. Tuttavia, le truppe naziste in ritirata stanno mettendo in atto una strategia della terra bruciata, minando infrastrutture vitali. È in questo contesto che entrano in scena Tazio, un orologiaio timoroso, e Otello, uno stagnaro pragmatico e disincantato. Questi due sessantenni «senza qualità» vengono a sapere del piano tedesco di far saltare il ponte di ferro sull’Aniene.
Di fronte alla crudeltà delle ultime stragi naziste, i due amici decidono di compiere un gesto estremo: tagliare le micce dell’esplosivo e salvare il ponte. La loro impresa solitaria, descritta come «più complicata e tragicomica di quanto non pensassero», trasforma l’esistenza grigia di due «anti-eroi» in un atto di pura Resistenza civica.
L’Omaggio agli Eroi Dimenticati e il Ricordo di Ugo Forno
Il testo di Stefano Reali non è solo un racconto teatrale avvincente, ma anche un profondo omaggio agli Eroi della Resistenza che hanno sacrificato la vita per la libertà, molti dei quali rimasti senza nome. L’opera è esplicitamente dedicata alla memoria di Ugo Forno, il dodicenne romano riconosciuto come il più giovane martire della Resistenza, al quale solo nel 2013 è stata conferita la medaglia al merito civile. Un riconoscimento tardivo che sottolinea quanto la storia di quegli anni sia ancora da esplorare e onorare pienamente.
L’attenzione mediatica sulle celebrazioni della Liberazione e sul valore della memoria è sempre alta, come dimostrano i recenti approfondimenti sui quotidiani che evidenziano l’importanza di trasmettere il racconto della Resistenza alle nuove generazioni. La storia di Roma nel 1944, con i suoi drammi e i suoi atti di coraggio, trova nello spettacolo una risonanza contemporanea.
La Scelta dei Protagonisti e l’Eredità del Grande Cinema
Il regista Stefano Reali ha confidato che i ruoli di Tazio e Otello sono stati pensati fin dall’inizio per Laganà e Wertmuller. Nonostante siano noti al grande pubblico come attori brillanti, Reali evidenzia la loro versatilità: «Massimo e Rodolfo sono più conosciuti come attori brillanti, Laganà in particolare, ma si trovano molto a loro agio anche nel genere drammatico. E in questo spettacolo, al di là del suo argomento tragico, ci sono molte risate».
L’ispirazione per i due personaggi affonda le radici nella tradizione del grande cinema italiano degli anni ’50 e ’60, in particolare negli affreschi bellici spesso scritti dalla coppia Age e Scarpelli. Un’«idolatria» per quella scuola cinematografica, definita dal regista come «popolare e colto al tempo stesso», che ha fornito i modelli per questi antieroi capaci di unire dramma e ironia. «Purtroppo oggi sembra non avere eredi all’altezza», chiosa amaramente Reali, sottolineando la perdita di quella maestria narrativa. Il successo di «Amici per la pelle» dimostra, tuttavia, che l’interesse per queste tematiche e per un teatro di qualità, che sappia far riflettere e divertire, è più vivo che mai.
Amici per la pelle
L’occupazione nazista a Roma finalmente volge al termine grazie sia all’arrivo delle forze alleate, che alla Resistenza dei romani. E’ il 5 giugno del 1944, una data storica.
Franco (Massimo Wertmuller) ed Otello (Rodolfo Laganà) sono due amici di 50 anni senza particolari attitudini, i quali vengono a conoscenza della presenza di alcune mine piazzate dai tedesci sul ponte di ferro, che saranno fatte brillare dopo la loro ritirata.
Franco di mestiere fa l’orologiaio avrebbe sempre voluto compiere un gesto eccezionale ma gli manca la materia prima: il coraggio.
Otello è invece uno stagnaro che ha poche mete nella vita: bere e mangiare in primis.
I due amici, dopo aver appreso del piano nazista, decideranno di compiere un atto eroico, un modo per dare un senso alla loro vita e sentirsi orgogliosi: salvare il ponte tagliando le micce alle bombe.
Ovviamente “Tra il dire ed il fare…” c’è talvolta un oceano in mezzo, ed infatti l’azione si presenterà più complicata del previsto dando vita a situazioni tragicomiche magistralmente interpretate dai due bravissimi attori romani.
Amici per la pelle è diretta da Stefano Reali che ne è anche l’autore.
Le scenografia sono di Carlo De Marino; i costumi di Mara Gentile; musiche Stefano Reali; luci e disegno GianMarco Cacciani, tecnico luci Niccolò Santibelli; aiuto-regista Natalia Balestra mentre l’organizzazione è di Alessandro Prugnola.
La Gazzetta dello Spettacolo Il quotidiano dello ShowBiz


