Binario 21, Auschwitz-Birkenau

Ieri sera al teatro Gelsomino di Afragola, Napoli, il laboratorio teatrale del Centro Informazione e avviamento alla danza AnyLabAcademy diretto da Antonella Pelliccia ha portato in scena “Binario 21” rappresentazione ispirata ad una delle pagine più brutte della storia.

In Scena con Binario 21 il ricordo di uno sterminio, un olocausto consumatosi nella violenza e nel fanatismo più totale. L’immagine, che prende forma sul palcoscenico, è quella di uno dei luoghi simbolo della Shoa’: il ventunesimo binario della stazione Centrale di Milano, punto di partenza e di non ritorno per migliaia di ebrei italiani deportati tra il 1943 e il 1945, destinazione Auschwitz-Birkenau.

Binario 21, una proposta di riflessione che parte da un cast di giovani artisti in erba costituito da circa venti danzatori di età compresa tra i 6 e i 20 anni, due attori (N. D’Ortona e F. Iazzetta) e un cantante ( F. Iazzetta) in coreografie dai toni introspettivi e vividi monologhi, il tutto diretto dalla stessa Pelliccia con l’ausilio del suo staff docenti. Il sualismo che oppone l’esaltato culto ariano alla sventura dei figli di Davide, è magistralmente interpretato da due grandi artisti: Nicola D’Ortona, nel ruolo del generale Fegelein, un uomo dalla chiara personalità schizofrenica, vittima di un’infanzia tormentata e ormai capace di nutrire solo odio e rancore verso la razza umana, e Ferdinando Iazzetta, nel ruolo di Rodolfo, un umile padre di famiglia  che, mosso dal cieco amore verso sua moglie, di origine ebrea, e i suoi figli, sceglie di essere deportato con loro e di morire nel lager affogando nel dolore e nel suo canto libero.

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