Mirko Jimi e il suo nuovo Planets

Planets è il titolo del nuovo cd di Mirko Jimi, il tastierista e multistrumentista italiano “naturalizzato” brasiliano. Mirko Jimi ci racconta attraverso le sue parole come è venuto fuori questo suo nuovo lavoro all’insegna della musica sperimentale e della fantascienza e come è nata la sua passione per il mondo delle sette note, una passione trascinante che lo ha portato a diventare l’apprezzato musicista che è oggi.

Mirko Jimi e il suo nuovo Planets
Mirko Jimi e il suo nuovo Planets

Benvenuto su La Gazzetta dello Spettacolo a Mirko Jimi. Quando hai deciso che la musica sarebbe stata il tuo mestiere nella vita e non solo un passatempo?

Io ho iniziato da adolescente ascoltando jazz, rock, fusion, bossa, prog, ambient e con il tempo ho coltivato la mia passione per la musica. Iniziai a suonare la chitarra con una Yamaha classica che avevo in casa. Dopodiché comprai una Gibson Les Paul e mi ci divertivo non poco. Inizialmente ho studiato da autodidatta per poi iscrivermi ad una scuola di musica e perfezionarmi.

Riguardando indietro alla tua carriera c’è qualcosa che ti penti di aver fatto o di non aver fatto?

Beh in effetti avrei voluto fare molto di più dopo che ho lasciato la mia band nel 1996. Comunque ho continuato a lavorare nel campo della musica, a scrivere e collaborare con artisti internazionali come Allan Holdsworth, Sergio Mendes, Alex Acuna. Sono abbastanza soddisfatto della mia carriera, anche se ovviamente non sempre si può avere tutto quello che vogliamo.

Tu sei un appassionato della musica del Banco del Mutuo Soccorso. Ti sei mai ispirato a loro per comporre la tua musica?

Si’ amo il Banco Mutuo Soccorso, Sono Cresciuto con loro, siamo originari della stessa città, Marino in provincia di Roma. Proprio li è nato il B.M.S ed io ho sempre avuto amore e rispetto per loro. Ci conosciamo da tempo con Vittorio e Gianni Nocenzi e conoscevo bene anche Rodolfo, Francesco, Pierluigi. Certo le influenze ci sono state ma, la mia ispirazione era diversa. Ho sempre apprezzato la passione di Gianni Nocenzi per la sperimentazione con il Banco e in particolare ho amato quello che ha fatto quando ha lasciato il gruppo. A parer mio il suo primo progetto solista “Empusa ” è un capolavoro di musica elettronica ambient.

Oltre al pianoforte sai suonare anche altri strumenti?

Si chitarre, basso, percussioni, tastiere, SYNTH e Hammond organ.

Qual è il pezzo che preferisci all’interno del tuo nuovo disco e perchè? Domanda Difficile. Direi Gravitational Force, il pezzo dal quale è partita l’idea di fare un concept album che parlasse dei pianeti , della cibernetica, della vita su Marte e delle forme aliene . La mia ispirazione per questo disco nasce a Salvador, una sera che ero in spiaggia e c’era un cielo molto stellato, un vero incanto. Il giorno dopo iniziai a comporre e successivamente a registrare l’album tra Salvador De Bahia (Brasile) e Roma.

Ci hai messo tanto a trovare un titolo per il tuo nuovo album e come lo hai scelto?

No è stato facile. Ho scelto Il titolo Planets perché mi affascinano i pianeti. Preferisci esibirti dal vivo o lavorare in studio? Amo suonare dal vivo, a breve sarò di nuovo a Roma per diversi concerti del Planets Tour, e poi di nuovo in Brasile, un paese al quale sono molto legato sia per l’accoglienza che ho avuto per Planets, sia perché ci vivo dal 2009. Consiglierei Planets a tutti i vostri lettori perché ritengo che sia un album davvero da ascoltare, diverso dagli altri, incredibilmente curato nei suoni, nelle parti ritmiche, nelle tastiere. Un cd complesso ma molto strutturato e godibile. Questa è la mia opinione ma ovviamente preferisco lasciare l’ultima parola agli ascoltatori.

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