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Serena Autieri, il mio Rosso Napoletano

Nei camerini di Rosso Napoletano, una Serena Autieri che spinge la “sua” Napoli

Bella, solare e talentuosa, parliamo di Serena Autieri “napoletana DOC”, con la quale è sempre piacevole avere un incontro, in attesa di vederla in scena per nove giorni nella cornice del Teatro Augusteo di Napoli con Rosso Napoletano tra meno di un mesetto.

Serena Autieri in camerino. Foto di Roberto Jandoli.
Serena Autieri in camerino prima dello spettacolo. Foto di Roberto Jandoli (spettacolo della foto “Diana & Lady D” del 02-03-2017 al Teatro Augusteo)

Durante la tappa inaugurale di Panorama d’Italia tenutasi al Teatro Comunale di Caserta, abbiamo incontrato questa meravigliosa attrice che tra ricordi, passioni e voglia di manifestare la sua carica artistica, ci ha trasportato magicamente, nell’atmosfera di quel 1 Ottobre 1943, quando le Truppe Alleate sbarcarono a Napoli dopo quattro giornate difficili e importanti per la città.

Benvenuta su La Gazzetta dello Spettacolo. Cos’è il “rosso” di questo spettacolo per Serena Autieri?

Il rosso è la passione, è il Vesuvio, il rosso del pomodoro… Rosso Napoletano racchiude tutti i colori e tutte le sfumature, che ci sono e che ci sono state a Napoli, raccontate attraverso le 4 giornate di Napoli. Un momento storico importante per la nostra città, ed io lo racconto attraverso il mio personaggio che è Carmela.

Quali sono le caratteristiche di Carmela?

Carmela è una rivoluzionaria, e secondo me è “veramente Napoli”. Rappresenta una Napoli racchiusa in una donna, che anche nelle difficoltà e nella miseria, nonostante tutto fa la donna e la mamma che, a prescindere da tutto, cerca di “tirare avanti” con grande sacrificio, ma sempre con il sorriso: proprio come siamo noi napoletani e com’è la nostra Napoli. Cammina a testa alta, fiera e non cerca le scorciatoie, rifiuta i compromessi per andare sempre dritta per la sua strada.

Nel momento in cui incontra nella storia, un tedesco, che è però un amore impossibile, tira fuori nuovamente la sua femminilità ed il suo essere donna, che aveva messo da parte per dedicarsi alla bambina in un momento storico particolare. Torna così a rendersi conto di essere nuovamente una donna con tutti i sentimenti, gli istinti e gli impulsi che una “vera femmina” può avere.

La storia non è facile da portare avanti solo con il travolgimento, anche perché accadono tante cose che ricordano dei momenti difficili da superare per questo personaggio.

Si è parlato di 1.500 candidature per questo spettacolo. Chi ti accompagnerà sul palcoscenico?

In scena insieme a me c’è un grande cast di ballerini e performer, attori e cantanti, per citarne alcuni Bruno Cuomo, Antonio Melissa, Lorena Zinno, Miriam Rigione, Naomi Buonomo, Luigi Allocca e tanti altri. Poi ci sono i due “pezzi da 90” del teatro classico Italiano e della tradizione napoletana, che sono Benedetto Casillo e Maria Del Monte, che regalano agli spettatori la volontà di Vincenzo Incenzo, che ha scritto e dirige questo spettacolo per la produzione Engage, di mescolare il classico con il moderno in un contesto storico non proprio attuale.

Il nostro obiettivo è stato quello di mettere insieme la commedia classica napoletana ed il musical contemporaneo.

Serena Autieri in camerino. Foto di Roberto Jandoli.
Serena Autieri in camerino prima dello spettacolo. Foto di Roberto Jandoli (spettacolo della foto “Diana & Lady D” del 02-03-2017 al Teatro Augusteo)

Domanda retorica, forse: in un momento povero di etica, cosa può dare questa Napoli dello spettacolo alla città di Napoli?

Sicuramente può far ritrovare dei punti fermi come la canzone napoletana (protagonista assoluta dello spettacolo). La musica per noi è un vanto ed un’arte che va rispettata e promossa verso le nuove generazioni. E con questa volontà che possiamo migliorare la riscoperta dei valori giusti. Io mi sento di farlo da Napoletana! E penso che il cast, nel caso di Rosso Napoletano, mi aiuta a “sposare” la tradizione ed i punti fermi culturali della tradizione napoletana e campana, come la commedia classica e la canzone napoletana.

Per chiudere, se Serena Autieri fosse una canzone napoletana?

Bella domanda… ma non saprei rispondere perché sono tante le canzoni che mi rappresentano. Potrei essere una canzone allegra come ‘O sole mio, oppure ‘O surdato ‘nnammurato, che mescola la tragedia al comico: corde drammatiche e alleggerimento di un dramma. Ma anche Passione mi rappresenta, perché è un brano che tira fuori la pancia, le viscere della Napoli che io conosco ed ho vissuto da bambina con la mia famiglia e che mi piace sempre recuperare e portare in scena quando devo parlare di Napoli.

Lo spettacolo che vedrà la sua prima nazionale l’8 Dicembre al Teatro Augusteo di Napoli è scritto e diretto da Vincenzo Incenzo con le coreografie di Bill Goodson e le scene di Roberto Crea, con la direzione musicale del Maestro Enzo Campagnoli.

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