Fabio Moresco ci racconta il Banco del Mutuo Soccorso

Alla batteria del Banco del Mutuo Soccorso siede Fabio Moresco, già membro dei Metamorfosi nonchè uno dei musicisti di prog rock più forti della scena italiana.

La batteria del Banco del Mutuo Soccorso non è soltanto ritmo, precisione e groove ma anche cuore e sensibilità. Il tutto condito da un tocco rock potente ed inconfondibile che aggiunge talento al già prestigioso line-up della storica prog band italiana.

Fabio Moresco. Foto di Maria Cristina Napolitano
Fabio Moresco. Foto di Maria Cristina Napolitano

Merito di Fabio Moresco, un musicista altamente preparato tecnicamente e dalle svariate esperienze professionali che è approdato nel BMS nel 2017 e con loro ha registrato il più recente cd, il fortunato Transiberiana che tanto successo ha riscosso sia in termini di critica che di pubblico. Con Fabio Moresco abbiamo parlato delle prime due date del BMS, durante le quali i componenti della formazione ovvero il leader Vittorio Nocenzi, Filippo Marcheggiani (in sostituzione del compianto chitarrista Rodolfo Maltese), Nicola Di Già, Marco Capozi, Tony D’Alessio (al posto dell’indimenticato Francesco Di Giacomo) oltre allo stesso Moresco, hanno dato il meglio di se. E la tournèe di Transiberiana andrà avanti a partire dall’1 novembre prossimo a Velletri – Roma (data zero al Teatro Artemisio), 7 novembre Brescia (Teatro Display), 8 novembre Milano (Teatro Dal Verme), 16 novembre Torino (Teatro Colosseo), 14 dicembre Martina Franca – Taranto (Teatro Verdi), 11 gennaio 2020 Chiasso (Cinema Teatro Chiasso), 31 gennaio Roma (Auditorium Parco della Musica, Sala Sinopoli), doppia data il 1 e 2 febbraio Campobasso (Teatro Savoia), 5febbraio Genova (Teatro Politeama), 27 marzo Avezzano (Teatro dei Marsi), 31 marzo Bologna (Teatro Duse).

Fabio, il Banco 2.0 è ripartito alla grande anche dal vivo con le prime due date del tour a Verona e a Cagliari in Sardegna. Quali sono le tue impressioni al riguardo?

A Verona chiaramente c’era molta tensione essendo una piazza molto importante, eravamo tutti quanti un po’ nervosi. All’inizio ci sono stati anche dei piccoli problemini sul palcoscenico riguardo la disposizione degli strumenti, ma alla fine è andato tutto bene. C’è stato anche Gianni Nocenzi che si è esibito in un paio di brani insieme a noi e il responso dell’audience è stato entusiastico. Poi ci hanno chiamato i fans del gruppo Darwin di Fb che ci hanno fatto una grande sorpresa regalandoci una medaglietta di argento rodiato sulla quale c’è incisa dalla parte esterna la copertina della Transiberiana e in quella interna i nomi dei componenti del gruppo che hanno partecipato alla realizzazione di questo disco. E’ stato davvero un bel regalo, un bel gesto molto apprezzato che non ci aspettavamo. La data di Cagliari, poi, è andata molto meglio perchè non era più la famosa “prima” ma eravamo già nel corso del viaggio del tour, quindi è stata anche migliore a tutti i livelli.

Quali sono state le reazioni del pubblico ai pezzi nuovi tratti da Transiberiana?

Intanto occorre dire che dal vivo i pezzi del nostro album più recente sono un po’ diversi, inseriamo qualche improvvisazione, qualche sezione in più, però devo dire per quello che ne so che sono molto piaciuti. I commenti che ho sentito da parte del pubblico sono stati tutti riguardo al fatto che le versioni live dei brani non sono del tutto ugualli a quelle incise su cd. Per il resto, per mancanza di tempo, non ho potuto confrontarmi con il pubblico a Verona per chiedere cosa ne pensassero. Della data di Cagliari, invece, posso dire che ad ascoltarci è venuto David Cross, l’ex chitarrista dei King Crimson, ha sentito due brani nuovi e so che a lui sono molto piaciuti.

Tu sei soddisfatto di come ti “sei comportato” durante queste prime due date dal vivo?

Come ho già anticipato, devo dire che a Verona ero molto teso, proprio in virtù della location. Poi sapevamo che sarebbero venute a sentirci delle persone della nostra casa discografica, la Sony, della nostra agenzia, quindi giornalisti, addetti ai lavori…Ero un po’ tirato e credo che forse in qualche modo questo si sarà sentito. A Cagliari, invece, ero davvero in grazia di Dio. Ero tranquillo e tutto è venuto fuori al meglio. Comunque sia, in entrambi i casi, non mi sono certo dato la pacchetta sulla spalla dicendomi “bravo bravo”!

Quando ti ha scelto come batterista, il BMS ha preso con se un musicista che aveva già alle spalle ragguardevoli esperienze professionali. Ce n è una di queste che ricordi con più piacere?

Certo, devo dire che porto dentro di me un po’ tutte le esperienze che ho avuto nel mio percorso professionale e che il mio precedente gruppo, i Metamorfosi, mi ha dato tanto. Ma anche i lavori passati, che magari non corrispondevano esattamente allo stilema rock, cose più particolari come il lavoro svolto con Rosario Jermano in Rai. Quello e i Metamorfosi sono state le esperienze più lunghe alle quali ho partecipato e ho sempre cercato di dare il meglio di me nell’attuazione del modo di suonare, di ricercare un certo tipo di sonorità o di cercare un tipo di drumming particolare. Questo in particolare è successo con Jermano. Poi per quanto riguarda la grande parte del mio percorso nel prog, io vengo da molti anni suonati con i Metamorfosi, con Davide “Jimmy” Spitaleri, Enrico Olivieri e Leonardo Gallucci. Quell’esperienza me la tengo stretta, ben conservata nel mio cuore.

C’è qualcuno che devi ringraziare per il successo delle prime due date del nuovo tour dei BMS?

Certo, la nostra tour manager Lorella Brambilla. Lei è sempre stata lì per noi, incredibilmente utile, organizzativa e pronta a risolvere ogni nostro problema. Non posso che dirle grazie per il suo grande contributo.

Una domanda curiosa: c’è una band del passato o del presente del quale ti sarebbe piaciuto fare parte?

Gli Yes o i Marillion, quella era la musica che mi piaceva di più e che ascoltavo maggiormente.

Quindi è questa la musica con cui sei “cresciuto”?

Si’, amavo i Gentle Giant, i King Crimson, gli Yes, i Genesis, i Marillion…Nel 1973-74 oltre al Banco oltre al Banco, ai Metamorfosi e al Museo Rosenbach ascoltavo un po’ tutto il prog italiano.

Puoi darci un’anticipazione sui progetti futuri del Banco del Mutio Soccorso?

Tra breve inizierà il vero tour del Banco e già so che sarà molto duro portarlo avanti. Appena sarà concluso ne riparleremo. Penso che Vittorio Nocenzi voglia mettere subito mano al progetto sull’Orlando Furioso, una grande opera che si comporrà di tre parti. Certo è che la sua realizzazione, proprio per quello che di maestoso sarà, porterà via tante risorse. Ma credo che a questo punto sia necessaria, quindi in futuro ci ritroveremo in studio proprio alle prese con l’Orlando Furioso.

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