Filippo Marcheggiani la chitarra del Banco del Mutuo Soccorso

Filippo Marcheggiani ha iniziato a suonare con il Banco del Mutuo Soccorso nel 1994, quando aveva soltanto diciotto anni, ma mai come adesso la sua chitarra ha significato tanto per il sound della mitica band portabandiera del rock progressive mondiale.

Filippo Marcheggiani. Foto di Fabrizio Iozzo
Filippo Marcheggiani. Foto di Fabrizio Iozzo

In Transiberiana, infatti, il più recente album del BMS, Marcheggiani è riuscito a dare il meglio di sé l’entusiasmando i fans della formazione Non meraviglia, quindi, che il cd, (che presenta il Banco del Mutuo Soccorso in uno strepitoso line-up che oltre a Filippo comprende il veterano Vittorio Nocenzi alle tastiere e voce, Tony D’Alessio alla voce, Marco Capozi al basso, Fabio Moresco alla batteria e Nicola di Già alla chitarra ritmica), abbia ottenuto un grandissimo successo di critica e di pubblico piazzandosi nella top 20 degli album più venduti e al secondo posto di quella dei vinili più venduti. Tante le novità per la band, reduce da un apprezzatissimo minitour di firmacopie, tra le quali l’annuncio della prima data del Transiberiana tour il 2 settembre a Verona e la candidatura al prestigiosi Prog Rock Awards. Di questo ed altro abbiamo parlato con il bravissimo chitarrista romano…

Filippo Marcheggiani , il recente minitour di firmacopie è stato un successo. Come mai avete dato vita a questa iniziativa?

Abbiamo fatto seguito alla richiesta di molti fans dopo la presentazione dello scorso 10 maggio alla libreria Feltrinelli di Roma con il firmacopie proprio il giorno dell’uscita di Transiberiana. Molti ammiratori volevano che si replicasse e così è stato. Abbiamo toccato tre importanti città del nord Italia: Bologna, Milano e Firenze e devo dire che è stato veramente bello. Ho riscontrato tanto affetto da parte di tutti i fans ed ho avuto anche l’occasione di raccogliere da parte loro svariate impressioni su Transiberiana e per noi sono loro, il nostro pubblico, che rimane sempre la più importante cartina al tornasole.

L’album ha avuto recensioni molto lusinghiere ma poi è sempre il pubblico che decide, sta lì con il pollice alto o verso come gli antichi romani. Sono loro a decidere se è il caso che il disco prenda un posto o no nella loro collezione. Devo dire che mi ha fatto tanto piacere ritrovare nei loro commenti molte cose che noi volevamo trasmettergli. Che dire, missione compiuta per il Banco, visto che sembra che abbiamo trasmesso così bene alcuni messaggi ai quali tenevamo. Questa è l’ennesima conferma che questo disco è riuscito.

E’ andato tutto molto bene ed abbiamo avuto anche dei momenti toccanti, di grande umanità con alcuni nostri ammiratori che ci hanno ricordato qual è il bello di fare il nostro lavoro, di essere in una band come il Banco del Mutuo Soccorso. Non c’è soltanto il rapporto umano ma anche l’aver segnato con la musica delle pagine importanti nella vita delle persone che ci seguono così affettuosamente da tanto tempo. Per concludere devo dire che la sorpresa più bella ce l’ha fatta Gianni Nocenzi l’ultimo giorno a Firenze al Libraccio dove si è unito a noi. E’ stato un partner molto gradito ed ha reso ancora più bello quel pomeriggio.

Da chitarrista inTransiberiana hai rivestito un ruolo molto importante nel sound del BMS. Quali sono state le osservazioni più belle che le persone ti ha fatto a questo riguardo?

Come al solito i complimenti più belli me li fa sempre Vittorio ed è la cosa alla quale sicuramente tengo di più perchè Vittorio e Gianni, fino alla metà degli anni ’80, hanno rappresentato il suono del Banco caratterizzato prevalentemente dalle tastiere. Anche se Rodolfo (n.d.r. Maltese, il compianto chitarrista precedente del gruppo) è sempre stato un protagonista all’interno della band, diciamo che il nostro non è mai stato il classico gruppo dominato dalla chitarra, tipo ad esempio tanto per dirne uno gli AC/DC che per altro io amo alla follia. Mi ha fatto molto piacere che Vittorio, avendomi dato così tanto spazio nelle composizioni, mi abbia ringraziato pubblicamente per come avevo interpretato il mio ruolo di chitarrista soprattutto dal punto di vista emotivo. Io ci tenevo tanto a trasmettere una grande carica emotiva nella mia performance come chitarrista. Poi in generale ho ricevuto tantissimi complimenti e pacche sulle spalle. La gente si è accorta dell’importante contributo delle chitarre, non solo la mia, anche quella di Nicola Di Già.

Una domanda che tutti si stanno facendo: ci saranno altre date di firmacopie, in particolare magari a Napoli, una città che di sicuro vi aspetta a braccia aperte…

Andare a Napoli sarebbe davvero un piacere per tutti noi per ritrovare questa città ed abbracciare i nostri fans napoletani. Magari qualcuno si farà avanti per organizzarla. Comunque tra breve partirà ufficialmente il tour di Transiberiana il 2 settembre al Teatro Romano di Verona ma non è detto che non ci sarà qualche data di rodaggio in giro per l’Italia durante l’estate. Ciò che ci stiamo prefiggendo di fare poi è quello di lasciare uno spazio “istituzionale” per le firme dei dischi dopo il concerto. Faremo in modo, dopo ogni show, di incontrare un po’ di fans. Questo te lo do già per ufficiale. In realtà comunque noi questa cosa l’abbiamo sempre fatta in modo molto spontaneo. In questo caso lo faremo con ancora maggior attenzione perchè abbiamo visto che è un momento che tutti hanno apprezzato molto.

Un’altra soddisfazione vi è arrivata dal venire candidati ai prestigiosi Prog Rock Awards. Dopo il contratto con la tedesca InsideOut questa è un’ulteriore apertura del Banco verso l’estero. Come hai vissuto questa conferma del successo dI Transiberiana dall’estero?

Io la vivo con l’entusiasmo di un ragazzino esordiente. Nonostante i venticinque anni di carriera questo per me è tutto estremamente nuovo. Sono felice perchè si tratta di riconoscimenti importanti, sono felice di potermi confrontare, di essere accostato a mostri sacri del prog, artisti di cui sono fans da sempre come Devin Townsend, Voivoid, Dream Theater, Steve Hackett. Tra l’altro Hackett ha posato in uno scatto con la maglia del Banco. Lui oltre ad essere un grande professionista è un gentleman. Ha l’umiltà dei grandi e la grandezza degli umili. Tornando ai Prog Rock Awards, chissà, staremo a vedere, stiamo in un “girone di ferro” insieme a grandissimi artisti. Speriamo di avere un riscontro positivo. Sarà comunque una bellissima festa alla quale non mancherò di partecipare.

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