La libreria delle storie rimaste, di Manuela Chiarottino
La libreria delle storie rimaste, di Manuela Chiarottino

La libreria delle storie rimaste, di Manuela Chiarottino

La scrittrice Manuela Chiarottino è tornata sul mercato editoriale con La libreria delle storie rimaste, pubblicato con More Stories.

A riempire le circa 200 pagine, oltre alle vicende di Amabel, Albert e degli altri personaggi, troviamo la campagna inglese, vecchie librerie, libri, tè e biscotti, gatti, romanticismo e un pizzico di magia. La incontriamo per la nostra rubrica “Libri e Scrittori”.

Manuela Chiarottino, ben tornata su La Gazzetta dello Spettacolo. Partiamo dal titolo molto evocativo… lo hai scelto tu?
Sì, ma in questo caso la scelta era facile, visto che la protagonista del romanzo è proprio una libreria che porta quel nome. Quando Amabel vedrà la vecchia insegna scolorita, la scritta sarà ormai quasi invisibile, ma dietro quel nome scelto da Agnes c’è una storia dolorosa e nello stesso tempo di rinascita.

Sei uscita nuovamente con More Stories, con cui avevi già pubblicato La bambina che annusava i libri. Ci sono delle somiglianze tra le due opere seppure a sé stanti?
Molti lo hanno pensato, è vero, soltanto perché ancora una volta si parla di libri, però in questo caso la protagonista è una libreria un po’ particolare. Non ci sono ex libris o aneddoti storici per risolvere un enigma, ma profumo di tè e biscotti e un mistero che aleggia tra gli scaffali. Non ci sposteremo tra borghi e città, ma impareremo a conoscere Bibery, con i suoi ponti di pietra, i fiori che circondano le case e tutti i suoi abitanti, a volte strampalati.

Sei nota e apprezzata dal tuo amato pubblico di lettori e lettrici anche per i numerosi salti letterari che accogli e compi senza mai lasciarti intimorire. Questa volta il genere si colloca tra il romance e la Up Lit: spiegaci qualcosa di più.
Nel romanzo ci sono amori del presente e del passato che si incrociano, per cui può essere definito come un romance, ma la storia è principalmente una storia di vita, di sentimenti, che vuole confortare chi la leggerà e lasciare una sensazione di serenità. C’è l’amore per i libri, la lettura e la poesia. C’è la semplicità delle piccole cose, il senso di solidarietà che a volte sembra essere smarrito. Racconta di come le paure possano essere vinte, insieme, fidandosi dell’altro e di se stessi. Ecco, queste ultime caratteristiche sono proprie del genere Up Lit, che vuole coinvolgere il lettore con una carezza sul cuore.

C’è un genere con cui non ti sei ancora cimentata e che ti incuriosisce?
Negli ultimi anni sto leggendo molti thriller, mi piace soprattutto il risvolto psicologico e non è detto che prima o poi non mi cimenti.

In chiusura, Manuela Chiarottino hai voglia di raccontarci qualcosa della trama e di cosa deve aspettarsi chi lo leggerà?
Da Londra a Bibery, un paesino nelle campagne inglesi. Amabel non avrebbe mai pensato di finire a lavorare in una vecchia libreria, lei che dei libri ha… paura. Ma Emily, la proprietaria, è una cara vecchietta, che non fa che sfornare biscotti e offrire tazze di tè ai clienti, circondata dai suoi gatti. E poi c’è l’affascinante Albert, il veterinario dagli occhi blu. E tra loro sono scintille dal primo incontro. Riuscirà a insegnarle a sorridere delle piccole cose e farle accantonare le abitudini snob della vecchia Londra? E Amabel può davvero vivere a Bibery? Immersa nei libri, in un posto che sembra sull’orlo della bancarotta e con quelle strane cose che succedono di notte nella libreria, un mistero che vorrebbe proprio svelare… In un caleidoscopio di personaggi divertenti e stravaganti, tra biscotti pronti a cambiare sapore a secondadichi li mangia, torte, libri, gatti e sorrisi prende vita una storia che profuma di amore e magia.

Se volete entrare nel mondo di Emily e cercate una storia senza tempo, potrebbe fare per voi.

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Su Francesca Ghezzani

Giornalista, addetto stampa, autrice e conduttrice di programmi televisivi e radiofonici. In passato ha collaborato con istituti in qualità di docente di comunicazione ed eventi.

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