Napoleone, di Manuela Chiarottino

La scrittrice torinese Manuela Chiarottino, dopo l’uscita di The Ghostwriter, un rosa tinto di giallo, torna questa volta per parlare ai lettori più giovani con il libro Napoleone (Editore CTL Editore Livorno).

Manuela Chiarottino - Napoleone

Manuela Chiarottino, ben ritrovata su La Gazzetta dello Spettacolo. Di solito scrivi per una platea di lettori adulta, ma ci confermi che non si tratta del tuo esordio nella letteratura per bambini?

Ci sono state altre due pubblicazioni nel passato: “Bea la gatta investigatrice” presentato al Salone del libro di Torino e “Mattia e l’albero” vincitore del Premio nazionale di letteratura per l’infanzia Fondazione Marazza 2019.

Sei stata inserita nella collana Le civette: ha un significato questa scelta?

La civetta è un animale notturno che cerca nell’oscurità per portare alla luce storie poco conosciute, curiose, proprio come ho cercato di fare io con questo romanzo. La civetta in fondo rappresenta la sapienza e l’acutezza, tramite le quali decifra segnali poco comprensibili.

Perché la tua attenzione è ricaduta sul personaggio di Napoleone?

Napoleone, oltre che materia di studio, è una figura storica popolare: si trova in dipinti, opere letterarie, film, anche in forma ironica. Non è possibile non conoscerlo. Di lui poi si possono raccontare aspetti diversi: è stato un coraggioso e indomabile generale, il più grande stratega della storia, ma fu anche sleale nei confronti dei suoi stessi uomini. Un uomo ambizioso che dalla sua ambizione fu sconfitto.

Raccontaci la storia di Andrea e come in lui possano identificarsi i lettori…

Andrea è un bambino come tanti, trova noioso lo studio della storia e vorrebbe solo andare a giocare a pallone. Un giorno non resiste al richiamo di un amico e abbandona il suo libro per la lezione dell’indomani, ma accadrà qualcosa, una conoscenza inaspettata che gli farà scoprire, proprio come le civette, cose sorprendenti.

Porti nella storia personaggi tipici della narrativa per bambini?

Accanto ad Andrea c’è la figura del “cattivo”, detto in questo caso il “vecchio orco”, in realtà è un uomo anziano burbero e solitario che vive insieme a molti gatti. Piccolo indizio: chi ama gli animali troverà molti “personaggi” di fantasia e reali, anche famosi.

Quali facilitazioni e quali difficoltà trovi nello scrivere per i più piccoli?

Abituata a scrivere per un pubblico adulto non è immediato cambiare in un linguaggio più semplice, adatto ai bambini e ragazzini, ma è davvero stimolante. Per me è una sfida divertente che affronto volentieri.

Infine, quale messaggio volevi dare?

Innanzi tutto, come anche la storia possa essere interessante, bisogna affrontare lo studio con curiosità e non fermarsi alle nozioni, a volte noiose. Un altro messaggio importante è poi il valore dell’amicizia e di come si possa trovare in modo inaspettato, scavalcando i propri pregiudizi.

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