Giancarlo Magalli: il legame con Troisi e la Campania

Incontrare Giancarlo Magalli, autore e conduttore televisivo che ricorda il suo legame umano e professionale con la Campania è importante in questi giorni in cui tanto si parla di Massimo Troisi.

Giancarlo Magalli
Giancarlo Magalli. Immagine dagli archivi de La Gazzetta dello Spettacolo.

Aspettando l’assegnazione del premio Dino Verde per la televisione per la 25a edizione del Premio “Penisola Sorrentina Arturo Esposito“, il conduttore racconta: “Sono orgoglioso e felice di avere annualmente una scusa per tornare a Sorrento . Anzi confesso che vorrei diventare cittadino onorario della Penisola Sorrentina. Mi piace il generoso orgoglio campanilistico, con molti comuni a distanza di pochi chilometri: qui è Meta, qui è Piano, qui è Sorrento. Amo in genere la Campania, che ritengo la terra più fertile dal punto di vista culturale. Ha tutti gli indicatori di civiltà e bellezza: la poesia, la musica, la gastronomia. È un territorio cui dobbiamo dire grazie“.

A Giancarlo Magalli, affiancato da Gustavo Verde (figlio di Dino) e da Gino Rivieccio in giuria, toccherà individuare il vincitore per la tv della venticinquesima edizione. Il riconoscimento punterà ad individuare un protagonista della tv di qualità.

Il conduttore continua a dichiarare: “Io ho fatto entrambe le tv. Quella di ieri e quella di oggi, che faccio ancora. Quando è nata la tv, nel 1954, non c’erano autori e presentatori. All’inizio attinse i talenti dal settore teatrale e dalle riviste. Non a caso in tv i primi autori furono Garinei e Giovannini. E quindi Amurri, Verde. Tra i primi conduttori ci fu Mario Riva, un attore di varietà. O ancora Alberto Lupo ed altri. Oggi questo non si fa più: non ci sono gli autori. Oggi ci sono i format. Spesso nascono in Spagna, Olanda, Francia e quindi poi vengono adattati in Italia“.

Tra gli show men più apprezzati dallo storico autore e conduttore c’è Fiorello, il mattatore del Festival di Sanremo 2020 targato Amadeus. “Fiorello è bravissimo. Soprattutto ha una grande fortuna: quella di poter lavorare solo quando gli va. Lui studia continuamente, si fa venire nuove idee. Ha quindi il tempo di elaborare prodotti vincenti”.

In Campania Magalli venne a conoscere anche tre ragazzotti simpatici in veste di autore della trasmissione “No Stop”, un talent ante litteram: “Quando scrissi No stop – ricorda Magalli – pensai ad una pedana di lancio per giovani talenti. Nel 1977 potei attingere ad un serbatoio enorme. Feci una selezione molto accurata e andai in Campania, dove mi avevano segnalato tre bravi ragazzi che si chiamavano “I Saraceni”, che io ribattezzai “La Smorfia”: Troisi, De Caro ed Arena. Presi poi dal nord i “Gatti di Vicolo Miracoli”, una new entry come Beruschi, che faceva il ragioniere alla Galbuseri biscotti. Altri tempi per la TV“.

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