Daniela De Vita: sono io la “vipera” di Ricciardi

Incontriamo oggi la giovane attrice napoletana Daniela De Vita, che su Rai 1 in prima TV veste i panni di “Vipera” ne “Il Commissario Ricciardi“. Ma sentiamo dalle sue parole, il racconto di questa esperienza.

Benvenuta Daniela De Vita su La Gazzetta dello Spettacolo. Sarai una delle protagoniste del prossimo episodio della fortunata serie “Il Commissario Ricciardi” nei panni di Vipera. Cosa ci racconti di questa esperienza?

L’esperienza de “Il Commissario Ricciardi”, la porterò sempre mio cuore, innanzitutto perché è il mio approdo nel mondo delle serie televisive e in secondo luogo per il magnifico rapporto che il regista Alessandro D’Alatri crea con gli attori. Sul set c’era armonia, senso di squadra, infatti anche gli addetti al trucco, al parrucco e con tutta la troupe in generale c’era un bel feeling. Alessandro gli attori li coglie nel profondo e questo permette di dare il massimo e di riuscire in un buon risultato.

Daniela De Vita. Foto di Roberto Jandoli
Daniela De Vita. Foto di Roberto Jandoli

Si racconta che Lino Guanciale, il protagonista, sia una persona genuina! Che ricordo hai di lui?

Lino Guanciale, come Antonio Milo e lo stesso Enrico Ianniello sono stati dei grandi compagni di scena. È stato bello condividere il set con loro. Sono persone genuine e questo fa la grandezza di un artista secondo me. Quando abbiamo girato eravamo molto presi a dare il massimo per le scene. Ma ho un bel ricordo di lui.

Cosa ti ha spinto a diventare un’attrice?

Non so di preciso cosa mi ha spinto a diventare un’attrice. Credo un grande bisogno di esprimermi. Non mi sentivo vista quando ero bambina e ho cercato di mostrare me stessa e le mie emozioni, la mia anima, con il lavoro più bello del mondo. Mia nonna mi ha sempre appoggiato, mi iscrisse al primo concorso di bellezza dove mi classificai vincitrice, e mi accompagnò a fare il mio primo servizio fotografico. In seguito poi mi sono mossa da sola, presentando vari programmi televisivi e lavorando come fotomodella, ma non era quello che desideravo realmente, volevo recitare e l’ho sempre voluto fare da quando avevo tredici anni, convincendo la mia insegnante d’italiano a fare una recita dove io interpretavo la protagonista. D’allora poi si sono susseguiti esperienze lavorative importanti e percorsi di studio fatti di impegno, passione, sacrifici, ma soprattutto tanta determinazione che non mi è mai mancata.

Daniela De Vita. Foto di Roberto Jandoli
Daniela De Vita. Foto di Roberto Jandoli

Hai iniziato con il teatro, poi sei passata al cinema (ricordiamo Lo chiamavano Jeeg Robot) per sbarcare in TV. Dove ti senti più a tuo agio?

E’ vero ho iniziato con il teatro, per poi passare al cinema e con quest’esperienza alla TV. Mi sento più a mio agio con la macchina da presa. Poiché lo trovo un rapporto intimo, face to face. Un po’ come sono io. Ma ho trovato indispensabile immergermi nel teatro per fare come si suol dire “le ossa”, per cercare di essere un bravo attore, poiché sul palco si percepisce la tua forza, la tua energia, la tua presenza scenica, oltre che la tua verità.

Ultimo lavoro con Alessandro D’Alatri. Prossimo regista con cui vorresti lavorare?

Non so la vita cosa mi riserverà, ma so di proseguire la mia strada inseguendo i miei sogni. In Italia ci sono tanti registi che stimo molto, Gabriele Muccino, Giuseppe Tornatore, Matteo Garrone, Paolo Genovese e Massimo Coglitore. Mi auguro un giorno di avere un’opportunità lavorativa con uno di questi maestri del cinema.

Daniela De Vita. Foto di Roberto Jandoli
Daniela De Vita. Foto di Roberto Jandoli

Sei innamorata della tua città? Cosa ti ha dato per fare questo lavoro?

Da buona partenopea sono molto legata alla mia città. Credo che essere napoletani significa avere una marcia in più, soprattutto dal punto di vista umano. Napoli mi ha dato e mi da la forza di andare avanti, di guardare il lato positivo delle cose. E non mi dispiace interpretare ruoli in napoletano, mi fanno sentire ancora più legata alla mia terra.

Come vedi Daniela tra 20 anni?

Tra vent’anni m’immagino realizzata ancora di più dal punto di vista professionale e perché no anche sentimentale. L’amore è l’essenza della vita.

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