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Carlotta Antonelli, non voglio fermarmi mai

A tu per tu con Carlotta Antonelli

Carlotta Antonelli non si ferma mai. Non vuole farlo e non può farlo. Perchè? Perchè i ruoli si susseguono continuamente, dandole la possibilità di interpretare ruoli femminili sempre più differenti.

Dopo il successo della serie Solo, dove recitava accanto a Marco Bocci, Carlotta sorprende tutti arrivando su Netflix. Sarà, infatti, dal 6 ottobre nella serie TV Suburra. Un vero e proprio traguardo per Carlotta che reciterà accanto ad attori come Alessandro Borghi, Claudia Gerini, Francesco Acquaroli.

Suburra è la prima serie TV italiana ad essere prodotta in esclusiva per Netflix, l’attesa è finita e La Gazzetta dello Spettacolo ha incontrato la giovane Carlotta Antonelli in una chiacchierata piena di verità.

Benvenuta su La Gazzetta dello Spettacolo, Carlotta Antonelli. Sei su Netflix nella serie TV Suburra. Mi presenti il tuo personaggio?

Angelica è una ragazza molto giovane di diciassette anni, abbastanza sfrontata. E’ una persona che resta sempre al suo posto, a causa dei doveri famigliari che ha. Da questi doveri sa che può trarne dei poteri e quindi non si ribella. Angelica vive nel futuro, mai nel presente. A lei importa compiere i suoi doveri di sposa, moglie e donna e di avere una figura importante all’interno della sua famiglia. Pensa sempre al futuro, vede sempre oltre.

Angelica ti assomiglia?

Non penso di assomigliarle. Forse ho soltanto qualcosa di lei. Lei è una bambina con una parte di donna, io sono più donna ma sicuramente ho una bella parte da bambina dentro di me. Questa è la cosa che abbiamo più in comune.

Cosa hai donato a questo personaggio?

Sono riuscita a dare ad Angelica molto della mia furbizia. Era un personaggio già di per sè sveglio e astuto, e ho voluto accentuare questo suo lato. Angelica è una ragazza molto sicura, io invece sono una persona molto insicura. In questa sicurezza, ho messo qualche sfumatura di insicurezza, un’insicurezza che lei non mostra mai ma che il pubblico può percepire. Lei è convinta che nessuno possa distruggerla, invece io ho voluto donarle la mia vulnerabilità. Le ho dato un po’ questo aspetto vulnerabile in modo che lei alla fine sappia che, in un modo o nell’altro, sa e rischia delle cose.

Carlotta, cosa rappresenta per te essere in una serie TV italiana che viene vista su Netflix? E’ una cosa molto importante…

Sai, sono onesta. Sinceramente non ho mai usato Netflix. Non avevo mai pensato a questa possibilità. Quando ho fatto i provini e mi hanno spiegato che la serie tv sarebbe stato un prodotto per Netflix, ho capito la grande importanza della cosa. Quando mi sono poi documentata, mi sono detta: Oh mio Dio. Sono rimasta spiazzata. I provini sono stati tantissimi per questo ruolo, la dinamica del provino è stata lunga e faticosa. Questo per me rappresenta un traguardo. Suburra è un prodotto che viene distribuito in 180 paesi, sono ancora oggi spaventatissima!

Come la descriveresti Suburra?

Sicuramente la descriverei forte dal punto di vista dell’impatto visivo. Suburra è una di quelle cose che guarderemo con il fiato sospeso. Sarà una cosa sorprendente. In questa serie c’è tutto, c’è la storia di Roma e ciò che c’è sotto. Andiamo a scavare in profondità delle cose…

Ora, sei sul set della seconda stagione di Solo.

Sì, sono già sul set. E’ stato tosto e faticoso tornare nei panni di questo personaggio perchè è passato tanto tempo. La cosa bella di Agata sarà che assumerà molta più consapevolezza. Vedrete sin dall’inizio la crescita di questo personaggio. Agata continuerà a non arrendersi e questo scatenerà molte dinamiche nuove e una serie di eventi. Quando feci la prima stagione, ero una ragazza inesperta a livello attoriale, ero più ingenua. Adesso, ho delle consapevolezze in più e questo mi serve per crescere insieme ad Agata.

Poi, sarai in TV con la serie Immaturi.

Sì, interpreterò la figlia di Sabrina Impacciatore. Il mio sarà un personaggio leggero, simpatico, dolce. Sarà una ragazza benestante ma molto semplice e allegra. E’ stato molto bello poter essere sul set la figlia di Sabrina Impacciatore, ci siamo trovate benissimo insieme, è stato pazzesco giocare come mamma e figlia.

Cosa hai imparato da queste esperienze lavorative?

Sicuramente ho imparato a togliermi il giudizio. Sono una persona molto timida e questo è un problema, molto spesso, per il mio lavoro. Ho imparato che sul set posso essere tutto ciò che voglio, e poi di tornare a casa ed essere me stessa. Questa consapevolezza di potermi esprimere al cento per cento, uscendo dalla timidezza è una cosa molto bella che ho imparato da poco. Ti dirò, man mano che vado avanti, sono sempre più sicura del mio lavoro. Adesso c’è una crescita attoriale, una ricerca diversa, una sicurezza personale. Come persona, magari, resto sempre timida ma sul lavoro, mi sto scontrando sempre con qualcosa e questo mi aiuta a dimostrare che posso fare sempre di più e che non sono solo questo!

Ma chi è Carlotta Antonelli?

Posso risponderti sinceramente? Non mi conosco ancora bene! Mi sto conoscendo ancora. Sono fatta in mille modi e non ho un’immagine chiara della mia persona. Sono una ragazza tranquilla, educata, molto timida ma dietro questi aspetti formali si nasconde sicuramente un mondo di cose che vedono solo le persone che mi conoscono davvero. Quello che non faccio vedere a tutti è una continua scoperta, sia per me che per gli altri.

Cosa auguri alla Carlotta che sarai tra dieci anni?

Mi auguro di non fermarmi mai, di non avere mai quel momento statico in cui rifletti e non agisci. Lo dico perché ho avuto molti momenti fermi nella mia vita. Allora mi dico: Vai Carlotta, corri e non fermarti mai.

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