Pino Imperatore su La Gazzetta dello Spettacolo MAGAZINE - Settembre 2017

A tu per tu con Pino Imperatore

Pino Imperatore: un incontro fra ironia e saggezza

Pino Imperatore è un giornalista, scrittore, umorista che abbiamo avuto l’onore di intervistare, scoprendo in lui, anche, una persona estremamente disponibile ed affabile.

Pino Imperatore su La Gazzetta dello Spettacolo MAGAZINE - Settembre 2017

“Papà” di tantissimi best seller letterari e non solo, ha risposto alle domande in maniera concisa e chiara, regalandoci in questo modo una simpaticissima chiacchierata che abbiamo il piacere di condividere.

 Iniziamo con una domanda “di rito”: cosa l’ha portata a diventare scrittore?

Il desiderio di regalare sorrisi a chi non trova nel mondo validi motivi per ridere.

Cosa significa per lei scrivere?

Affacciarsi alla finestra della vita e raccontarne le meraviglie. Indagare l’animo umano. E scoprire cosa c’è oltre la barriera del visibile.

Tra i suoi tanti racconti e best seller potrebbe citarne uno a cui è particolarmente legato?

Sono affezionato, come è giusto che sia, a tutto ciò che ho scritto. Se proprio dovessi scegliere l’opera che più ha segnato la mia esperienza di scrittura, opterei per “Benvenuti in casa Esposito”, il romanzo che mi ha dato notorietà e che ancora oggi continuo a presentare nelle scuole e nei circoli culturali. Da un sondaggio effettuato di recente da un portale web, è risultato fra i dieci libri “imperdibili” ambientati a Napoli. Ho accolto con gioia e orgoglio la notizia, anche perché Napoli è il mio più importante luogo del cuore.

Molti riconoscimenti e premi, fra i quali il Premio “Massimo Troisi” per la scrittura comica: cosa ha rappresentato per lei questo encomio?

Il punto di svolta nel mio percorso letterario. Da allora tutta la mia scrittura si è orientata verso l’umorismo e la comicità. Dall’aldilà, Massimo mi ha indicato la strada.

“Allah, San Gennaro e i tre kamikaze” è il suo ultimo successo letterario. Quale messaggio ha voluto inviare?

Un messaggio di pace e fratellanza. Per come l’ho concepito e scritto, il romanzo è un appello rivolto a chi fa ricorso alla violenza: deponete le armi, perché con la prepotenza e gli spargimenti di sangue otterrete solo il nulla.

“Benvenuti in casa Esposito” e “Bentornati in casa Esposito”, due best seller che si sono avvalsi anche della collaborazione di Paolo Caiazzo e Alessandro Siani: come è nato questo incontro di idee?

Paolo e Alessandro sono miei grandi amici. È stato dunque facile lavorare con loro all’adattamento teatrale delle due opere e alla realizzazione della commedia “Benvenuti in casa Esposito”, che è andata in scena per tre stagioni consecutive divertendo migliaia di spettatori. Ma il divertimento è stato anche nostro: ogni sera la compagnia ha apportato variazioni al copione; non c’è stata una replica uguale a un’altra. Per non parlare dello spasso continuo dietro le quinte.

I personaggi da lei descritti nei romanzi sono sempre frutto della sua fantasia?

Sono tutti inventati ma prendono spunto dalla realtà. Spesso mi ispiro a persone che conosco o che ho frequentato; qualcuna l’ha intuito e mi ha chiesto se per questo o quel personaggio mi fossi ispirato al suo modo di essere e di apparire; io, mentendo spudoratamente, ho negato.

Fra i protagonisti delle sue storie ci sono vari animaletti, diventati beniamini dei lettori: Giggetto il coniglio, Sansone e Ivana le iguane, il pappagallo Cico, il gabbiano “Pizzicatore”, il gatto Mustafà… Sbaglio, oppure li ha resi quasi umani nelle vicende da lei descritte?

Sì, a volte sono più umani degli umani. E nella lotta fra il bene e il male hanno un ruolo salvifico, comico e purificatore.

Lei spesso scrive anche di spaccati forti della nostra Napoli. Pensa che una risata, l’ironia possano avere più valenza di una protesta?

Una risata può anche essere di protesta, e una protesta si può esprimere anche con una risata.

Un consiglio per i “giovani scrittori”: cosa non dovrebbero mai perdere di vista?

L’umiltà. Alcuni ragazzi talentuosi si “bruciano” perché vogliono tutto e subito. Nel campo letterario, e più in generale nella vita, per ottenere risultati soddisfacenti bisogna avere pazienza, spirito di sacrificio, tenacia. E non montarsi mai la testa.

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