Benvenuti in casa Esposito

Benvenuti in Casa Esposito: il film che insegna “la famiglia” con la comicità

Tutto pronto per l’uscita del film “Benvenuti in Casa Esposito“, presentato in anteprima a Napoli con il cast in sala.

Benvenuti in casa Esposito

Il film di Gianluca Ansanelli, liberamente tratto dal romanzo omonimo di Pino Imperatore, porta con se la risata “made in Naples“, ma riesce anche a trasmettere un significato importante che solo con un buon trattamento narrativo e con una interpretazione naturale dei protagonisti, si riesce a comprendere fino in fondo.

La storia di Tonino Esposito

Tutto ruota intorno a Tonino Esposito, interpretato da Giovanni Esposito, figlio di un celebre boss della Camorra del Rione Sanità, che con il suo atteggiamento goffo, non riesce a prendere le redini dell’impero lasciato dal padre (Gennaro Silvestro) e sarà protagonista di mille vicissitudini. Antagonista è Pietro De Luca, interpretato da Francesco Di Leva, che per una promessa fatta al padre di Tonino, mantiene il “controllo della zona”, assegnando compiti di poco conto ad Esposito.

Benvenuti in Casa Esposito, tra film e realtà

Il film ruota intorno al concetto ampio di famiglia, dove tra soprusi e rivincite, si scopre quello che di più buono ha dentro un essere umano che vive d’amore e non di ricchezza, e vede nelle immagini sullo schermo, una riproduzione fedele dei concetti delicati che Pino Imperatore ha raccontato nel libro.

Giovanni Esposito

Qualche approfondimento prima di vedere il film, va fatto sul cast. Giovanni Esposito è sicuramente il fulcro della commedia, non solo in quanto protagonista, ma perché riesce a coniugare in un solo personaggio le due sfaccettature chiave del film: quella della comicità (sfruttando sicuramente anche le sue caratteristiche fisiche e mimiche), e allo stesso tempo, quelle del narratore che ci fa capire la morale con una certa emozione.

Francesco Di Leva

Accanto a lui, Francesco Di Leva, che siamo abituati a vedere in ruoli diversi (in chiave recitativa), ma che nel film dimostra come attore la sua versatilità, riuscendo addirittura a far provare simpatia per il personaggio che interpreta, mantenendolo morbido. Allo stesso tempo, però, riesce a dargli la giusta durezza in alcune scene chiave.

Accanto ai due protagonisti, Antonia Truppo che interpreta Patrizia, la moglie di Tonino. L’attrice disinvolta in parte, mette a proprio agio lo spettatore che su quello schermo, si aspetta di vedere proprio una moglie così come “disegnata” dalla Truppo.

Peppe Lanzetta

Una nota di colore nel film, viene data anche dalla simpatica e mai fuori luogo interpretazione di Antonio Orefice, nei panni di Enzuccio, il fidato braccio destro di Tonino Esposito, mentre un plauso va fatto a Peppe Lanzetta, che nelle vesti di Don Raffaele, riesce sempre ad essere il nonno che racconta la storia ai nipoti, senza farli mai stancare, alternando i suoi mille toni interpretativi.

Non hanno bisogno di parole, incastrati alla perfezione nei propri ruoli Nunzia Schiano, Salvatore Misticone, Gianni Ferreri, Elisabetta Pedrazzi e Gennaro Silvestro.

Noemi Piscopo

Buona performance recitativa anche Noemi Piscopo, che è la chiave della storia, per l’aspetto morale, e per Genny Guazzo, che dimostra ormai la sua disinvoltura da attore e che con Alessandro Siani in sala, fa venire alla memoria i momenti che vive già da tempo il cinema (fortunatamente) “Troppo Napoletano“.

Nota sul film è per le musiche, il brano “Ciento rose” cantato da Andrea Sannino è da accompagnamento al film, quando l’intensità cresce e diventa necessario capire che c’è un cuore in tutte le sfaccettature di Napoli.

Il mio invito ad andare al cinema è su una riflessione da fare quando siete in sala: prima di fare una scelta che vi possa cambiare la vita, vi fermate un attimo per pensare alla vostra famiglia?

Su Francesco Russo

Giornalista e mente dietro l’informazione culturale contemporanea. Dal 2012 guida la redazione de "La Gazzetta dello Spettacolo" in veste di Direttore Responsabile, coordinando il racconto di cinema, teatro, musica e televisione. Da sempre convinto che lo spettacolo non sia solo intrattenimento ma lo specchio della società, analizza l'evoluzione dei media e dei trend digitali.

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