Eleonora Ivone. Foto di Gianmarco Chieregato.
Eleonora Ivone. Foto di Gianmarco Chieregato.

Eleonora Ivone: figlie mie, siate donne libere

A tu per tu con Eleonora Ivone

Arriva al Teatro Sala Umberto di Roma lo spettacolo Boomerang. Scritto e diretto da Angelo Longoni, Boomerang ha debuttato il 16 maggio scorso e sarà in scena fino al 28 maggio. Gli attori Giorgio Borghetti, Simone Colombari, Eleonora Ivone e Amanda Sandrelli portano in scena una famiglia borghese e le loro tensioni.

Tra scontri e contraddizioni, Boomerang regala allo spettatore le contraddizioni dell’essere umano nella società di oggi. La Gazzetta dello Spettacolo incontra una delle protagoniste femminili: Eleonora Ivone. Un’attrice che oltre a non fermare mai la sua creatività sul palco, nella vita quotidiana è mamma di tre ragazze. Una madre consapevole della libertà che le donne e le ragazze meritano sempre più.

Eleonora, sei a teatro con lo spettacolo Boomerang. Presentami questa commedia…

Oserei dire che Boomerang è una commedia scorretta, divertente e anche cattiva! Racconta la storia di una famiglia borghese, come ce ne sono tante, che si trova improvvisamente riunita perché muore il padre di famiglia. I due figli e le rispettive mogli sono così insieme. Durante questa veglia funebre, vengono fuori tutti i problemi della famiglia. Il Boomerang già dal titolo cita un’arma che torna sempre indietro quando viene lanciata. Il boomerang quindi, metaforicamente, tornerà sempre indietro contro ogni personaggio della famiglia.

Cosa emerge di questa famiglia?

Emerge l’ipocrisia che poi avvolge anche la nostra società. L’ipocrisia di questa famiglia sfocia nell’indifferenza e nell’incapacità di esprimere i sentimenti. Ma quello che poi emerge più di tutti è soprattutto l’interesse. In questa famiglia, tutti i personaggi per interesse finiscono per non dare importanza alle cose realmente importanti della vita. All’interno di questa famiglia si evidenzia cioè che poi succede nella società ogni giorno. Tutti i personaggi di questa commedia sono negativi!

Parlami del tuo personaggio, invece.

Monica è una giornalista presa da se stessa e dal suo lavoro. È vittima del sistema. Vive una crisi profonda con il marito, la loro vita va in una direzione completamente opposta. È una donna che vuole emergere ed usa il suocero per le sue conoscenze, in modo da andare avanti con la sua carriera.

Quindi non ti somiglia per nulla?

Assolutamente no, c’è una diversità totale con il mio modo di essere. Ma è stato ed è interessante interpretarla. Ho cercato un’umanità nella disumanità di Monica. Quando ho letto la sceneggiatura, ho esclamato: Ma questa donna si preoccupa solo di se stessa! Certo, nella sua follia, è l’unica che riesce a razionalizzare e a dire cose vere.

In Boomerang, l’altra donna della famiglia è Amanda Sandrelli. Come ti trovi a lavorare con lei?

Amanda è una mia amica da oltre vent’anni, è stata anche la mia testimone di nozze. Siamo state già compagne di lavoro e ci siamo sempre trovate benissimo. Anche in questo caso, assieme ai nostri due colleghi uomini lavoriamo in grande armonia, grande umanità e unità di intenti per far sì che questo spettacolo esca al meglio. Tutti abbiamo lavorato per far emergere le caratteristiche dei nostri personaggi.

Eleonora, sei mamma di tre ragazze. Che rapporto hai con loro?

Sì, la primogenita ha quasi 23 anni e poi ci sono le più piccole che hanno rispettivamente 12 e 10 anni. Ho un rapporto meraviglioso con tutte e tre. Certo, ora con la mia prima figlia Margherita ho un rapporto ormai da donna a donna mentre le altre due per me sono ancora le mie bambine. L’evoluzione della maternità è bellissima fa sì che entri in una dimensione in cui ci si rapporta con amore e ci si confronta anche. Essere mamme non è soltanto dare un’educazione e degli ordini, ma anche vedere i risultati di quello che hai dato quando fanno cose importanti.

Cosa speri per le tue figlie in un’epoca in cui le donne fanno ancora fatica ad emergere?

Voglio che le mie figlie siano indipendenti, forti, sane e libere. Io credo fortemente e mi batto da sempre per il rispetto delle donne, il rispetto di se stesse e la cultura che rende le donne libere. Voglio che le mie figlie siano libere e capaci di formare un senso critico che faccia sì che nessuna di loro dipenda da quello che dicono gli altri.

In che modo sostieni le tue figlie e le loro passioni?

Io penso che dobbiamo spingere i nostri figli a seguire le proprie passioni. Bisogna dargli la sicurezza che ci sei e che li aiuti nelle loro scelte. Certo, bisogna indirizzare i nostri figli ad avere un senso di concretezza.

Dopo questo ruolo in Boomerang, c’è un personaggio che ti piacerebbe interpretare?

Mi piacerebbe molto portare in scena Filumena Marturano, la splendida opera di Eduardo De Filippo. Ricordo ancora la splendida interpretazione di Mariangela Melato in quel ruolo e mi ha sempre affascinato poterla interpretare. E poi, sarebbe bello interpretare Medea.

Su Anna Chiara Delle Donne

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