La mia Seconda volta di Alberto Gelpi

La mia seconda volta, diciotto anni, vitale e creativa, un talento ancora da indirizzare: questa è Giorgia (Mariachiara Di Mitri).

Brucia dalla voglia di finire la quinta liceo artistico ed evadere dalla provincia dove è cresciuta, la stessa in cui, per studiare all’Accademia di Belle Arti, s’è ritirata Ludovica (Aurora Ruffino). Lei di anni ne ha ventitré e sa già cosa vuole: diventare scenografa. Conoscendosi, scopriranno l’imprevedibilità del destino, tra amicizie profonde, amori inaspettati e sogni d’evasione accesi da una variopinta carovana sulle rive d’un lago. Troveranno il coraggio d’affrontare le conseguenze delle loro scelte… perché nessuno è un’isola e il gesto di ognuno, nel bene o nel male, si riflette su tutti gli altri. Un viaggio verso l’età adulta che tocca le speranze, i timori, le difficoltà e le gioie di ogni percorso di crescita.

La mia seconda volta

Questa è in breve la trama toccante e delicata del film, La mia seconda volta, del regista Alberto Gelpi, una pellicola basata sull’importanza delle scelte da come si può evincere dalle note di regia di Gelpi: Ogni giorno, vivendo, ci troviamo di fronte a bivi, più o meno visibili, che ci costringono a scegliere: entrare o uscire, “si” o “no”. Fa parte della quotidianità di ognuno di noi.
Ci sono scelte difficili, quelle che necessitano di attenzione, di riflessione, di tempo. E ci sono quelle facili, immediate, a cui si risponde quasi senza pensarci perché “ci piacciono”.

Scelte di testa e scelte di pancia, potremmo dire.
Eppure il comune denominatore delle scelte, facili o difficili che siano, è la non-certezza della conseguenza.

La mia seconda volta è allora un film sulle conseguenze. Uno spunto di riflessione lasciato ai ragazzi e agli adulti, che non intende fare moralismi né lanciare insegnamenti a tutti i costi. Un quadro il più possibile oggettivo che ogni spettatore potrà guardare per formarsi una propria idea. Senza dimenticare però che il film è ispirato ad una storia vera, quella di Giorgia Benusiglio che ha rischiato la vita a causa di una “pasticca”, e per questo molto motivata dal voler portare la sua testimonianza in favore di tutti i ragazzi.

E dunque La mia seconda voltaè un film sulla vita. Sui giochi e sull’imprevedibilità di ogni giorno. Sulla consapevolezza che anche volendo, spesso, non si può tornare indietro. Che la vita è una scelta, e ogni scelta porta una conseguenza. Una gioia o un dolore, da accettare. Anche quando non ci piace. Perchè è da qui che  può nascere una bellezza ancora più grande. 

Tra i protagonisti del film spiccano Simone Riccioni, ( protagonista e produttore del progetto )  un giovane attore, produttore, sceneggiatore e scrittore di talento. Nato in Uganda, nel 1988, da due  volontari laici missionari, arrivato in Italia all’età di sette anni e già a 15 ha iniziato ad esibirsi in teatro. Per la televisione lavora in alcune fiction per ragazzi tra cui “Life Bites“, “I soliti idioti”, e “3 dating” e recita al fianco di Rutger Hauer in ”Michelangelo“, la Docu-Fiction girata per il pubblico internazionale che ha inaugurato il canale di Sky Arte nell’inverno del 2012. A partire dal 2011 intensifica la sua attività attoriale per il cinema con la partecipazione a molti cortometraggi e ai film “La festa” di Simone Scafidi, “E fu sera e fu mattina” di Emauele Caruso e “Com’è bello far l’amore” di Fausto Brizzi in cui recita al fianco di Fabio De Luigi.

Nel 2013 è la volta del film “Universitari – Molto più che amici” diretto da Federico Moccia, film corale in cui è chiamato ad interpretare uno dei protagonisti e nel 2015 della pellicola “Come saltano i pesci” di cui è protagonista e produttore e di cui ha scritto la sceneggiatura insieme al regista Alessandro Valori. Nel 2017 esce il suo secondo Film  che lo vede nel doppio ruolo di attore e produttore “Tiro libero”, sempre per la regia di Valori. Il film vede tra gli altri protagonisti Nancy Brilli, Antonio Catania, Biagio Izzo, Paolo Conticini  e le stelle del basket Luca Vitali, Carlo Recalcati e Carlton Myers. Il 2018 lo vede, per la prima volta protagonista di una Produzione Internazionale “La voce del Lupo” per la regia di Alberto Gelpi accanto a Christopher Lambert e nel frattempo gira “Che Dio ci aiuti 5” , la fortunata serie televisiva per la regia di Francesco Vicario, nella quale interpreta un giovane medico  in carriera.

Mariachiara Di Mitri nasce a Roma ed a soli 8 anni si iscrive alla sua Prima Scuola di recitazione. Il suo debutto teatrale avviene nel 2013, a 15 anni, quando Aureliano Amadei la sceglie per “L’Arma” opera scritta da Duccio Camerini, accanto a Giorgio Colangeli ed Andrea Bosca.

Contemporaneamente ai suoi studi di recitazione, continua il suo percorso teatrale, diretta, tra i vari, da Francesca Macrì, Claudio Boccaccini e Daniele Pecci che la sceglie per Ofelia nel suo “Amleto” e per il ruolo della Principessa Caterina nel suo “Enrico V”. Nel 2014 gira per il Web la Serie “Fuck the Zombies” per la regia di Daniele Barbiero e nello stesso anno interpreta “Zo” nei 3 videoclip di Fiorella Mannoia “Combattente- Nessuna conseguenza – I pensieri di Zo”.

Aurora Ruffino abbiamo avuto il piacere di ospitarla, sul numero di Novembre, con una piacevole intervista. Aurora esordisce come attrice nel film “La Solitudine dei Numeri Primi” e grazie all’esperienza sul set del regista Saverio Costanzo nutre e coltiva la passione per la recitazione trasferendosi a Roma per frequentare il Centro Sperimentale di Cinematografia.

Il cinema italiano la vede successivamente protagonista nel film “Bianca Come il Latte, Rossa Come il Sangue” ma il successo consacrato dal grande pubblico arriva entrando a far parte del cast principale dell’ormai cult serie “Braccialetti Rossi”. Venezia 73^ la vede nei panni di una misteriosa sirena nel sorprendente progetto cinematografico ideato dal regista Gabriele Mainetti. Le esperienze professionali di Aurora Ruffino la vedono ricoprire numerosi ruoli in fiction di successo tra cui: “Questo nostro amore”, “Non dirlo al mio capo” e molti altri ancora.

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