Leone Jon. Foto dal Web One Voice
Leone Jon. Foto dal Web One Voice

Il leone Jon è libero dopo tanta sofferenza

A Vironvay, in Francia, dopo infinite denunzie finalmente si è proceduti a portare in salvo un leone da un circo. A Jon, questo il nome della bellissima creatura, è stato tolto tutto… dalla salute fisica a quella mentale, fino alla dignità di animale fiero e imponente.

Leone Jon. Foto dal Web One Voice
Leone Jon. Foto dal Web One Voice

Muriel Arnal del gruppo per i diritti degli animali One Voice ha riferito che il povero animale ha vissuto delle indicibili torture e sofferenze: “Gli artigli di questo leone sono stati tirati e i suoi denti sono stati tagliati e limati fino alle gengive. Questo animale ha sofferto enormemente. È peggio dei leoni degli zoo nelle zone di guerra”.

Il gruppo One Voice da diverso tempo era sulle tracce del circo il cui proprietario tratta gli animali in modo atroce ed oltre i limiti della sopravvivenza.

Il felino, estremamente denutrito, è arrivato a pesare 116 chili, ovvero ben oltre la metà del peso reale di queste creature spettacolari. Jon ha un’età compresa tra i 10/15 anni e da tempo indefinito era maltrattato e tenuto in condizioni disumane per il puro scopo di esibirlo per coloro che ancora oggi, nonostante si conoscano i trattamenti riservati a queste creature, continuano a pagare il biglietto per “divertimento”.

Jon era visibilmente sofferente, costretto a farsi amputare la coda in quanto, per nervosismo, l’aveva masticata fino a ridurla ad una poltiglia, con ferite sparse su tutto il corpo, artigli estirpati dai suoi crudeli aguzzini che gli avevano tolto anche la maggior parte dei suoi denti.

Al momento Jon è curato nel rifugio per animali Tonga Terre d’Accueil a Saint-Martin-la-Plaine, un comune nel dipartimento della Loira nella Francia centrale, il suo delicato recupero sarà continuerà monitorato.

La domanda che ci poniamo è probabilmente la stessa che nasce in molti di voi lettori: “Davvero è divertimento assistere agli spettacoli del circo?”

No, non si può definire divertimento il vedere animali che contro la loro natura sono costretti a vivere in habitat non adatti, costretti a fare esercizi, giochi di ogni genere per essere derisi indossando vestiti e fronzoli che dovrebbero destare non ilarità, ma bensì pietà. Animali costretti in gabbie, obbligati a ripetere gli stessi movimenti per mancanza di spazio, per stress, per dolore psicologico.

Se solo si pensasse quanto sia contro natura, per una tigre o per un leone, saltare attraverso cerchi di fuoco, quando il fuoco è risaputo che da sempre è l’elemento di cui sono maggiorente terrorizzati. Evidentemente il metodo che obbliga a saltare nel fuoco fa più terrore del fuoco stesso?

Davvero fa ridere vedere leoni marini e foche suonare trombette con il naso, costretti in ambienti non idonei e con un clima per nulla adatto alla loro natura?

Speriamo che Jon possa riprendersi totalmente e vivere finalmente in totale pace e serenità, lasciamo in pace gli animali, lasciamoli vivere la loro esistenza… non secondo il nostro egoismo ma, bensì, come la natura ha deciso.

Autore: Silvana De Dominicis

Vice direttore di La Gazzetta dello Spettacolo, amante degli animali, la natura e la cucina veg. Umiltà e sensibilità sono nel contempo i miei pregi e difetti.

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