Gianluca Mech. Foto di Lightales
Gianluca Mech. Foto di Lightales

Gianluca Mech a L’Ingrediente Perfetto su La7

Gianluca Mech, da quest’anno nel programma L’Ingrediente Perfetto insieme alla presentatrice Roberta Capua, si racconta.

Si tratta di un imprenditore, divulgatore scientifico, erede di una preziosa tradizione legata all’erboristica ed degno di nota è anche la sua attività di promozione contro l’obesità e la cattiva alimentazione che gli è valsa riconoscimenti anche dal mondo scientifico e medico.

Gianluca Mech. Foto di Lightales
Gianluca Mech. Foto di Lightales

Poi c’è il lato più “leggero” del lavoro di Gianluca, quello che lo vede protagonista sul piccolo schermo, che frequenta già da un pezzo, avendo partecipato a vari programmi tra i quali il reality L’Isola del Famosi nel 2016. E adesso il bravo Mech continua ad offrire i sui consigli in Ricette all’Italiana in onda su Rete 4 e da quest’anno nel programma L’Ingrediente Perfetto insieme alla presentatrice Roberta Capua. Insomma, Gianluca Mech fa il bis di consensi e di popolarità…

Gianluca Mech, benvenuto su La Gazzetta dello Spettacolo. Spiegaci qual è il tuo ruolo all’interno del programma L’Ingrediente Perfetto…

Porto ogni puntata in trasmissione il mio ingrediente perfetto, che è un ingrediente che ha tante virtù benefiche per l’organismo. Poi dispenso consigli per stare bene mangiando le cose giuste. Pensiamo ad esempio a quando possa far bene il riso integrale, che ha un indice glicemico più basso rispetto al riso brillato che ce l’ha più alto e più alto ancora il soffiato. Inoltre spiego come a seconda di come prepariamo i cibi questi possano avere effetti diversi sul nostro organismo. Il mio compito non è certo quello di cucinare in trasmissione, anche se Roberta Capua spesso mi spinge a farlo, con dubbi risultati, il mio ambito sta nel parlare delle virtù benefiche di questo o di quel prodotto alimentare e, come ho detto, del modo in cui prepararlo.

Al di la dell’aspetto più leggero legato alla tua immagine nel mondo dello spettacolo, tu vanti collaborazioni con importanti strutture sanitarie, ad esempio l’Università di Padova…

Certo. Abbiamo un centro ricerche all’Università di Padova dove abbiamo pubblicato più studi al mondo sulla chetosi. Io prendo molto seriamente il mio compito di divulgatore di argomenti scientifici che magari potrebbero risultare un po’ noiosi se non sei un ricercatore, ma che io cerco di rendere piacevoli al pubblico. D’altronde l’unico vero modo che si ha di rendere utili dei concetti scientifici è renderli piacevoli e divertenti.

Quindi potremmo dire che sei un po’ il Piero Angela dell’alimentazione, anche se essendo tu ancora giovane forse dovremmo paragonarti ad Alberto Angela…

Si’, io mi sono molto ispirato a Piero Angela negli anni. Per me lui è un divulgatore stupendo, un esempio da seguire e l’altro è sempre stato lo storico Alessandro Barbero. La storia che abbiamo sempre odiata, adesso piace tantissimo e d’altronde anche Alberto Angela sta andando molto bene con il programma Ulisse. Questo vuol dire, se mi posso permettere, che c’è un cambiamento in atto nel gusto delle persone. Il trash ha cominciato a segnare il passo, ci sono dei programmi di contenuto e di qualità e un modo diverso di presentarli. I telespettatori adesso tornano dal trash e si rivolgono a questo tipo di intrattenimento.

Un cambiamento di questo genere sarebbe auspicabile…

Quando si trattano degli argomenti importanti, parlandone non in maniera pretenziosa ma in maniera divulgativa, con l’amore di voler insegnare, raccontare qualcosa a qualcuno, allora la formula è vincente. Se questo amore manca diventa soltanto una vanità e in quel caso il contenuto non può vincere contro il trash. Il contenuto vince quando c’è amore nel condividere una cosa. Il titolo di questa intervista potrebbe essere “la cultura è me..a se la usi per darti delle arie”. Perché la conoscenza invece è voler condividere dei concetti, delle nozioni, è un patrimonio che deve essere per tutti. Se usi la cultura per comandare, per darti delle arie o per sottomettere gli altri, e non vorrei parlare di alcuni personaggi che vanno in tv a fare proprio questo, allora diventa una cosa brutta. La cultura è bella per imparare, è brutta se vuole sottomettere.

Parliamo del tuo altro impegno televisivo, Ricette all’italiana su Rete 4. Dopo tante puntate l’entusiasmo è sempre lo stesso?

E’ molto di più. Pensa che recentemente in occasione della Festa del Cinema di Roma abbiamo vinto un Italian Tv Award per le eccellenze della televisione italiana. Ci ha premiato una giuria di esperti giornalisti. Questo programma ha un grande successo non soltanto nel nostro paese ma anche all’estero. Viene trasmesso sul satellite e seguito da tanti nostri connazionali che vivono fuori dall’Italia. Quando siamo stati a New York il mio p.r. è rimasto tanto sorpreso nel vedere che gli italoamericani già mi conoscevano. Questo è un programma che parla di agroeccellenze alimentari ed io le tratto dal punto di vista della salute. Ma è anche un programma itinerante che fa vedere paesaggi e luoghi che magari non conosciamo e che vengono riconosciuti dagli italiani che vivono all estero. E’ un modo per riscoprire i sapori della propria terra ma anche panorami e luoghi, una cosa molto bella sia dal punto gastronomico che per l’amore verso l’Italia e di questo me ne rendo conto sia quando sono in Italia che quando sono all’estero.

A parte quelli di Gianluca Mech, in televisione ci sono tantissimi programmi di cucina. Tu quale preferisci?

Masterchef mi piace molto perché da la possibilità di realizzare un sogno, di mettersi in gioco facendo qualcosa che magari la vita non ci ha permesso fino ad allora di realizzare. Non è un programma che ti insegna a cucinare ma insegna alle persone a rischiare, gli da la chance di realizzarsi perché purtroppo non abbiamo tutti hanno la fortuna che ho io di fare il lavoro che avrei voluto. Da questo punto di vista Masterchef è una trasmissione molto bella.

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