Francesco Ferdinandi e la continua evoluzione

A tu per tu con Francesco Ferdinandi

E’ un momento felice per l’attore Francesco Ferdinandi. Dopo il successo ottenuto negli spot Lavazza e Dolce e Gabbana dove recitava al fianco di Sergio Castellito nel primo, nel secondo con Sophia Loren, torna finalmente in TV.

Francesco Ferdinandi

Questa volta torna con la fiction Il bello delle donne, lo fa con un ruolo forte, dal tema attuale ma difficile. La capacità del giovane Francesco Ferdinandi è stata quella di entrare completamente nella mente e nelle vesti di Bruno. Una sfida che oggi l’attore racconta a La Gazzetta dello Spettacolo.

Benvenuto su La Gazzetta dello Spettacolo, Francesco Ferdinandi. Parlaci del tuo personaggio ne Il bello delle donne…

Il mio personaggio si chiama Bruno, è un ragazzo che si trova in conflitto con se stesso per come deve essere e per come è. A causa della società in cui vive e della famiglia in cui vive, Bruno è molto condizionato. Ama sua madre e non vuole rompere l’equilibrio del loro rapporto. Bruno cerca sempre di sforzarsi, tenendo nascosta la sua omosessualità. Per sfogare la sua vera natura, vive una doppia vita, si è creato una specie di avatar di se stesso per poter vivere un mondo alla luce del sole.

La sua vita è in crisi e spesso Bruno compie gesti che non si aspetta. Lui preferisce, invece di agire e risolvere la sua situazione, temporeggiare e proseguire la sua vita nascosta.

Francesco Ferdinandi

Ti somiglia? Trovi dei punti in comune con questo personaggio?

Non trovo molti punti in comune con Bruno, specialmente per il percorso che compie. Credo che reagirei in modo diverso, se fossi nella sua stessa situazione. Avrei agito per essere me stesso, per testare al meglio le persone che ho accanto. Le persone che amiamo, devono e possono accettare quello che siamo. Bisogno sempre agire in qualche modo nella vita. Bruno resta continuamente in un limbo pericoloso.

Questa esperienza sul set come l’hai vissuta?

Il bello delle donne è stata una grande esperienza per me. Mi ha consentito di affrontare qualcosa come l’omosessualità che consideravo lontana da me. A livello professionale e umano ho toccato tasti che erano molto lontani da me. L’omosessualità è un tema importante e attuale, su cui spesso si specula tanto.

Questa esperienza mi è servita per sensibilizzarmi, riflettere, pormi delle domande. Ciò mi ha aiutato a livello professionale e a livello umano. Questa è stata un’occasione per vedermi in panni totalmente diversi dai miei soliti panni. Ho vissuto Bruno e la sua omosessualità che lui vive come perversione. Sono contento che mi sia capitata questa esperienza.

Hai lavorato a due grandi spot: quello della Lavazza con Sergio Castellito e quello di Dolce e Gabbana con Sophia Loren. Che esperienze sono state per te?

Sono stati due spot molto importanti, dei veri e propri micro-film. Lo spot della Lavazza è stata una grande esperienza, mi ha calato nel mondo dello spettacolo, mi sono immerso in un contesto bellissimo sia dal punto di vista lavorativo che umano. Ripercorrendo la storia di Luigi Lavazza, ho vissuto intensamente quel progetto. Il set era perfetto, curato nei minimi dettagli e ciò mi ha dato la possibilità di vedere l’organizzazione, l’esecuzione dello staff che si metteva all’opera. Vedere all’opera tutti i professionisti di ogni settore mi ha affascinato, è stata la prima vera esperienza. Ricordo ogni momento di quella lavorazione. Ho provato le stesse emozioni con lo spot di Dolce e Gabbana, è stata un’altra bellissima prova per me.

Anche lì, ho respirato la professionalità sul set con Sophia Loren e con Giuseppe Tornatore. Ricordo di aver passato una settimana intensa a girare, dalla mattina alla sera, nessuno si fermava un attimo. Sophia Loren ha una grande energia e manteneva intatta la sua figura di donna e di attrice, che mi aspettavo di vedere da sempre. Mi sono emozionato e con ammirazione, mi sono messo al servizio di questa esperienza.

Francesco, descriviti al di fuori del set. Chi sei?

Come sono al di fuori del set? Sono una persona in continuo movimento anche nelle piccole cose della vita. Ho una continua volontà per migliorarmi. L’impegno che voglio avere è quello di non adagiarmi mai. Mi impegno molto a sfidarmi, stimolarmi, mettermi alla prova. Sono sempre curioso, vado sempre alla ricerca delle cose, mi informo molto. Passo il mio tempo cercando di mantenere i legami di amicizia, quando finisco di lavorare esco con i miei amici.

Faccio molto spot, mi mantengo in forma. Certo, anche io ho momenti di relax e di riflessione! Piccoli momenti di riflessione per confrontarmi con me stesso. Oscillo tra queste perchè non amo gli estremi, è giusto mantenere una giusta misura nelle cose che facciamo.

Sogni nel cassetto?

Il sogno nel cassetto è di mantenere l’impegno che ho a livello professionale. Vorrei mettermi al servizio di questo mestiere nel migliore dei modi. Voglio essere all’altezza di questo mestiere, provando a mettermi in discussione. L’attore è un mezzo per esprimere al meglio la propria natura. Sento che la mia natura è questa e sto bene quando recito, quindi voglio proiettarmi su questo mestiere. Il sogno era iniziare questo percorso, quindi adesso voglio continuare.

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