Don Chisciotte: straordinario Alessio Boni

Grandissimo successo per “Don Chisciotte” di Cervantes, con uno straordinario Alessio Boni nelle vesti di Don Chisciotte ed una bravissima Serra Yilmaz nel ruolo di Sancho Panza.

Lo spettacolo, che sta ottenendo ottimi consensi, sarà in scena a Firenze fino al 24 Marzo, per poi proseguire a Pontedera, Eboli, Arezzo, Cagliari, San Severino Marche, Urbino e Ravenna.

Don Chisciotte

Don Chisciotte è sempre stato visto come un uomo coraggioso, mosso dalla follia, capace di affrontare qualsiasi ostacolo pur di difendere i propri ideali tanto da sfidare i famosi mulini a vento che nella società odierna possono assumere le forme delle paure a noi più congeniali

Si può dire che questo intenso adattamento teatrale sia nato da una sorta di dubbio/risposta che Alessio Boni si pone, interrogandosi sul fatto che forse solo chi è dotato di follia, piuttosto che di coraggio, riesce a compiere atti eroici: “Chi è pazzo? Chi è normale? Forse chi viveva nella sua lucida follia riesce ancora a compiere atti eroici. Di più: forse ci vuole qualche forma di follia, ancor più che il coraggio, per compiere atti eroici. Don Chisciotte va oltre: trascende questa consapevolezza e combatte per un ideale etico, eroico. Un ideale che arricchisce di valore ogni gesto quotidiano. E che, involontariamente, lo ha reso immortale.

È forse folle tutto ciò? È meglio vivere a testa bassa, inseriti in un contesto che ci precede e ci forma, in una rete di regole pre-determinate che, a loro volta, ci determinano? Gli uomini che, nel corso dei secoli, hanno osato svincolarsi da questa rete – avvalendosi del sogno, della fantasia, dell’immaginazione – sono stati spesso considerati “pazzi”. Salvo poi venire riabilitati dalla storia stessa. Dopotutto, sono proprio coloro che sono folli abbastanza da credere nella loro visione del mondo, da andare controcorrente, da ribaltare il tavolo, che meritano di essere ricordati in eterno: tra gli altri, Galileo, Leonardo, Mozart, Che Guevara, Mandela, Madre Teresa, Steve Jobs e, perché no, Don Chisciotte.”

Liberamente ispirato al romanzo di Miguel de Cervantes Saavedra
con adattamento di Francesco Niccolini.

Drammaturgia di Roberto Aldorasi, Alessio Boni, Marcello Prayer e Francesco Niccolini.

In scena, insieme al fenomenale Alessio Boni e la sorprendente Serra Yilmaz, anche Marcello Prayer, Francesco Meoni, Pietro Faiella, Liliana Massari ed Elena Nico.

La regia è di Alessio Boni, Roberto Aldorasi, Marcello Prayer.

Le musiche sono di Francesco Forni, le scene di Massimo Troncanetti, i
costumi di Francesco Esposito e le luci di Davide Scognamiglio.

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