Una scena dello spettacolo live.

Millevoci, quelle di Francesco Cicchella

One Man Show da standing ovation, ecco Millevoci

Che sia stato riconosciuto come talento da tutta Italia è ormai cosa assodata. Parliamo oggi di Francesco Cicchella. Ugola d’oro, imitatore di innovazione e soprattutto un sorriso contagioso, è protagonista del one man show dal titolo Millevoci.

Mai titolo fu più indicato per raccontare la storia e la verve artistica che Francesco Cicchella porta in scena in uno spettacolo di quasi due ore, dove si alternano musica, cabaret, imitazioni ed un significato sociale che invita a riflettere seppur con il sorriso sulle labbra.

Lo spettacolo parte dal centro di tutto: la musica. Ma la musica vista con gli occhi di Francesco Cicchella, che si racconta negli aneddoti della sua vita da artista e spazia con le sue doti canore dai medley di brani anni ’60/70 rigorosamente rivisitati nei testi, con quel tocco di provocazione sociale (del tutto veritiera), fino ai giochi fatti con la musica, dove ci insegna che con i beat di brani celebri è possibile cantare qualsiasi cosa.

Tre “ospiti” nello spettacolo, interpretati dallo stesso Cicchella e che sono anche i suoi cavalli di battaglia nel mondo del cabaret: Gigi D’Alessio con le sue immancabili inedite-già sentite, l’infaticabile (e povero) Massimo Ranieri ed il napo-americano Michael Bublè. Ampio spazio alla tradizione partenopea, che ha visto il pubblico apprezzare la competenza vocale dello show man, anche nell’interpretazione parodica dei cantanti neo-melodici.

Niente videoproiezioni, niente ricostruzioni di set, ma come scenografia, la semplice presenza di una band tutta al femminile, che accompagna in musica lo spettacolo. Promosse anche i giochi di luce, realizzati ad hoc per rendere lo show, molto “internazionale”.

Cinque musiciste donne: un fiato, una tastierista, una batterista, chitarra e basso, fanno quindi da sfondo a questo poliedrico artista che regala sul palcoscenico le sue mille anime.

Millevoci ha però altri due volti da tener presente, ma al maschile: parliamo di Paco Ruggiero, Maestro musicale che ha collaborato con tanti grandi, ha scritto la sigla dello scorso Casa San Remo e per Papa Francesco e che da un po’ lo abbiamo visto sui palchi con Cicchella.

Altro compagno storico dell’artista è Vincenzo De Honestis, compagno sin dai tempi di Made in Sud, che va molto oltre il ruolo di “traduttore” durante lo show di Michael Bublè, e che si presenta in questo contesto spalla DOC e soprattutto “vittima d’eccezione” per la comicità dello show, grazie soprattutto ad un grande feeling tra i due attori che trapela anche nello spettatore.

Promosso quindi lo spettacolo, questa nuova produzione della Best Live, che dopo Troppo Napoletano, sta puntando su “cavalli di razza” partenopei per riempire i teatri, fino ad ora, con risultati ottimi. Lo spettacolo sarà in tournée italiana per tutta l’estate, e noi vi terremo aggiornati sulle date.

Su Francesco Russo

Giornalista e mente dietro l’informazione culturale contemporanea. Dal 2012 guida la redazione de "La Gazzetta dello Spettacolo" in veste di Direttore Responsabile, coordinando il racconto di cinema, teatro, musica e televisione. Da sempre convinto che lo spettacolo non sia solo intrattenimento ma lo specchio della società, analizza l'evoluzione dei media e dei trend digitali.

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