Simone Frulio racconta Battito di Mano

Il giovane interprete Simone Frulio, che si è fatto conoscere a Io Canto e X Factor ci racconta il suo album Battito di Mano.

Simone Frulio. Foto di Marco Piraccini
Simone Frulio. Foto di Marco Piraccini

Questo non ci meraviglia se si pensa che il ventiduenne interprete è praticamente nato con il microfono in mano! A soli 12 anni, infatti, il talentuoso Simone Frulio già si esibiva come concorrente della trasmissione Io Canto condotta da Gerry Scotti e successivamente è stato uno dei protagonisti di un altro talent, X Factor, nella squadra di Simona Ventura. Cresciuto e maturato, Simone da una svolta alla sua carriera artistica grazie all’incontro con Paolo Paltrinieri, che diventa parte fondamentale del suo percorso professionale. Proprio da questa fortunata collaborazione nasce il cd Battito di Mano del quale l’interprete ci ha parlato estesamente in questa intervista…

Simone Frulio, il tuo nuovo cd è uscito da pochissimo, come vanno le cose?

Devo dire che mi cogli in un momento davvero bello. Battito di Mano, già nel giorno della sua uscita, si è piazzato al tredicesimo posto della classifica pop ufficiale di itunes quindi è stato un bel colpo al cuore! Aspettavo questo momento da tantissimo tempo perchè abbiamo lavorato a questo album per due anni e questo lavoro racchiude in pratica gli ultimi anni della mia vita dalla fine del Liceo, ad oggi che sono neolaureato. Ci sono dentro, quindi, tanti momenti importanti sia belli che brutti. E’ un ricordare quello che è stato il mio percorso fino a qui, e poterlo fare in musica ha un valore molto più elevato per me.

Qual è il brano all’interno di questo album che ti emoziona di più cantare?

Si intitola #poesia ed è un brano a cui tengo molto perchè il testo mi è venuto così, spontaneo. Parla dell’istinto protettivo che nasce in noi quando ci innamoriamo, della volontà di proteggere, anche dopo molti anni, la persona amata. E’ un po’ il brano chiave di tutto l’album ed è anche una canzone che a livello musicale sento molto dolce e quando la suono al pianoforte mi emoziono moltissimo.

Poi c’è il brano Sguardi che era stato scritto per il compianto Alex Baroni…

Si’, è un brano un po’ particolare che era stato scritto per Alex Baroni e che purtroppo lui non ha potuto registrare e che dopo tanti anni Paolo Paltrinieri, che è l’autore del pezzo ha deciso di regalarmi. Anche lì legato alla scelta, c’è una storia un po’ strana. Quando abbiamo scelto il materiale per l’album io avevo dei miei brani pronti poi Paolo mi ha proposto dei brani tra cui c’era anche questo, Sguardi. Io ho scelto tre brani delle sue tracce e soltanto dopo aver inciso Sguardi ho scoperto la storia del brano. Soltanto una volta che avevamo già finito l’album Paolo mi ha detto: ascolta, ho una cosa da raccontarti e mi ha detto tutto quello che ora sappiamo sul pezzo.

Di sicuro starai pensando di andare in tour per far ascoltare questo cd dal vivo…

Certo, non abbiamo delle date ufficiali ma prima del calendario stiamo lavorando ancora sullo spettacolo in se. Personalmente stavo pensando a qualcosa di un po’ particolare, dove potersi raccontare, una specie di viaggio che racchiude tutti i momenti importanti della mia vita. Poi c’è anche la voglia di omaggiare tutti quelli che sono stati i miei big della musica italiana, Laura Pausini, Giorgia, Elisa, Marco Mengoni, Ultimo con canzoni anche loro, quindi un repertorio fatto anche di cover. Così chi viene ad ascoltarmi può sentire anche canzoni che conosce già molto bene.

Tu hai partecipato a ben due talent molto conosciuti, Io Canto e X Factor. Ci fai un bilancio delle due esperienze, ce n’è stata una più positiva dell’altra?

Io Canto è stata l’esperienza che mi porto più nel cuore perchè è stata l’inizio di tutto, non avevo mai studiato canto ed è nato tutto per caso, i provini e il resto…Avevo dodici, tredici anni ed essere catapultato in un mondo così nuovo, in un programma in prima serata su Canale 5, è stato molto strano. Però è stato bello perchè ho avuto la possibilità di farmi tante amicizie con ragazzi della mia età ed anche più piccoli visto che noi di dodici anni eravamo già i grandi. Poi ho potuto conoscere personaggi celebri perchè abbiamo cantato con Michael Bublè, Michele Zarrillo, RenatoZero, Claudio Baglioni, Elisa…E’ stato importante da quel pounto di vista…Con X Factor, invece, ho fatto un salto di qualità, sentivo di essere in un talent vero e proprio, un format conosciuto a livello mondiale. Già entrare lì è una cosa tosta e una volta dentro mi sono detto cavoli, sono arrivato fino a qui. L’ impatto emotivo è stato più forte, poi essendo più grande ero più maturo.

Essendo un veterano, consiglieretsi ad un giovanissimo talento di partecipare a quest programmi televisivi?

In realtà si dice in giro che ci sono troppi talent ed è vero. C’è così tanta possibilità di scegliere che ormai non sai dove andare a sbattare la testa e parlo anche da ascoltatore. Ci sono tanti artisti, c’è troppa troppa carne al fuoco, però avendola vissuta questa esperinza dico di si’. Si fa bene a partecipare perchè si tratta comunque di un percorso formativo fondamentale. Soprattutto con X Factor, abbiamo avuto come vocal coach Paola Fogli, abbiamo lavorato con Luca Tommassini che era il direttore artistico, abbiamo cantato ed imparato e questa è la cosa più importante di quella esperienza.

A Io Canto come si è comportato con voi il presentatore Gerry Scotti? E’ stato affettuoso con voi ragazzi?

Si’, stato molto gentile, lui veniva spesso alle prove e noi provavamo per metà senttima. Eravamo molto piccoli e inesperti, per noi era quasi un gioco e Gerry Scotti è sempre stato molto disponibile ad insegnarci trucchetti e riti scaramantivi che lui metteva in pratica da una vita. Noi invece eravamo tutti pesci fuor d’acqua ma Gerry ci ha aiutato ad ambientarci in quel mondo.

Qual è il tuo sogno nel cassetto?

Fare il duetto della vita, quello con Laura Pausini. E’ lei la mia musa ispiratrice.

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