Tullio De Piscopo - 50 anni di carriera

Tullio De Piscopo, live per i 50 anni di carriera

Tullio De Piscopo - 50 anni di carriera

Tullio De Piscopo e le sue emozioni all’Augusteo

In occasione dei 50 anni di carriera Tullio De Piscopo ha tenuto uno strepitoso concerto al Teatro Augusteo, preceduto dalle prove e dalla Conferenza Stampa che ha visto anche la presenza di Alfonso Pecoraro Scanio, Presidente della fondazione UniVerde, nonché promotore della petizione Pizza-Unesco e Claudio SebilloBrad Manager del Napoli Pizza Village, ed insieme hanno presentato l’evento della pizza più lunga del mondo (due chilometri di bontà)  e della campagna Pizza-Unesco.

Il 15 Maggio sul Lungomare di via Caracciolo dalle  09.00 alle 20.00, allietata dalle note che si diffonderanno nell’aria della mitica “Pummarola Blues” cantata da Tullio De Piscopo, centinaia di pizzaioli italiani e stranieri si cimenteranno nell’evento record: “L’unione fa la pizza…più lunga del mondo”. Durante la manifestazione sarà possibile firmare la petizione a sostegno dell’Arte dei Pizzaioli Napoletani e della Pizza Napoletana la cui importanza deve essere riconosciuta come Patrimonio dell’Unesco. Sostenitore di tale petizione lo stesso De Piscopo che dopo le prove antecedenti l’atteso concerto e che hanno incantato la stampa ed i presenti, si è concesso con grande disponibilità ad interviste e fotografie.

Attraverso le sue origini il re partenopeo della percussione ha trovato la sua dimensione, inizialmente sembrava quasi che “gli altri” lo deridessero chiamandolo “Ue tarantella” e lui come per sfida pensava “Ce facc’ vrè io chi è tarantella” andando avanti convinto e sicuro per la sua strada e raggiungendo con tenacia e passione le vette e gli obiettivi noti al mondo. “Un percussionista nasce tale, puoi migliorare nel tempo, ma devi nascere con la passione dentro”. Queste le parole dell’artista napoletano, che senza alcun dubbio, è nato  con questo amore, infatti si può dire che da quando ha aperto gli occhi ha visto da sempre tamburi, tamburelli, strumenti a percussione, ha sempre suonato perché in famiglia il papà era musicista ed anche il fratello Romeo aveva sposato quest’arte. Da adolescente i genitori avrebbero voluto vederlo più contrabbassista ( uno strumento a forma di “osso di prosciutto” come lo ha definito lui). Verso i 10/12 anni anni il papà lo mandò a studiare presso uno dei maestro del Teatro San Carlo ma senza strumento non si poteva studiare, potevi imparare le posizioni (con la mazza di scopa della mamma e la bacchetta di papà per fare l’archetto) ma non si poteva andare avanti così, era necessario comprare lo strumento e meno male che non c’erano soldi per farlo perché in tal modo ha potuto riprendere in mano la sua amatissima batteria.

Tullio De Piscopo ha poi scherzato sulla famosa canzone “Andamento Lento” ribattezzandola “Santo Andamento Lento” in quanto, grazie ad essa, ha potuto realizzare tanti sogni sia per sé che per la sua famiglia che meritava un “riconoscimento” per averlo seguito ed appoggiato sempre nella sua vita musicale: ecco che si palesa l’acquisto della casa come l’avevano immaginata ed insieme alla casa dei “desideri” c’è stata anche la soddisfazione e l’essere orgoglioso di aver potuto permettere il raggiungimento delle lauree delle figlie che hanno preso la cattedra una in Legge e  l’altra in Lettere. De Piscopo continua la sua chiacchierata con i giornalisti dicendo che Umiltà , Fortuna e Talento sono 3 ingredienti principali ed importanti, anche se l’umiltà si acquista nel tempo in quanto, quando si è giovani non si capisce tanto il valore, anzi si ha anche un pò di “cazzimma” e soprattutto la voglia e la fretta di arrivare. L’umiltà subentra con le mazzate, le batoste, con sorprese brutte e belle che forgiano e  permettono di dare dei consigli, quando si è giovani tante cose non si comprendono.

Tra foto e battute il maestro ha poi accennato al suo nuovo lavoro composto da un triplo album antologico, “Musica senza padrone”, una vera magia, una fusione di armonie e tante canzoni tra cui: “Nostro caro angelo” di  Mina, “Volta la carta” di De Andrè e “L’era del cinghiale bianco” di Battiato.  In questo triplo cd doveva esserci anche  Pino Daniele con il quale Tullio De Piscopo si era visto il 22 dicembre del 2014 a Milano al Foro d’Assago, ultima data in cui hanno suonato insieme: “Pino sto terminando questa trilogia, sarà l’ultimo lavoro, e chi cia fa cchiù, tropp’ ‘na fatica…” ma di rimando Pino Daniele disse :”Ma quale ultimo lavoro.. Ho capito te lo presento io il lavoro e poi ti scrivo  anche una bella poesia”, poi è successo, purtroppo, quello che è successo e così nell’album vi è un inedito dedicato proprio a lui, a Pino Daniele. Difficile dedicare un qualcosa ad un amico, un fratello senza cadere nel banale  e Tullio De Piscopo ha ben pensato di scrivere  “Destino e speranza”, il suo destino e la sua speranza dell’ultimo viaggio. Un vero e proprio dialogo fra due cari, carissimi amici, Pino che parla e Tullio risponde : “La mia nave va… mollo la cima… pronto a salpare…la mia nave va apre le vele sull’infinito …  contro il tempo non puoi lottare ma puoi imparare soltanto ad amare… con semplicità bastano pane, vino e parole a renderci uniti nel bene e nel male “.

Un immenso grazie all’Artista Tullio De Piscopo per i racconti, per la disponibilità, per averci permesso di assistere alle prove trasformatesi in un vero e proprio show da brividi e grazie anche per i “tonfi” al cuore che ci regala ogni volta che suona.

Autore: Redazione

Redazione Giornalistica

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