Danesi: anni ’80 e donna multirazziale in passerella

Un evento moda legato non solo al fashion in senso stretto, ma anche con un aspetto legato al mondo della coesione sociale, parliamo di Daniela Danesi.

L’aspetto Sociale della sfilata

Non solo abiti in passerella per la collezione Autunno-Inverno 2019/20 che ha aperto la sfilata con modelle e bandiere di tutti i paesi, per celebrare la donna multirazziale vittima di violenza e pregiudizio.

Un momento della sfilata di Daniela Danesi. Foto di Gennaro Giorgio

La moda diventa quindi strumento di coesione sociale perché espressione di libertà, grazie a colori e costumi di popoli e religioni differenti. L’iniziativa in sinergia tra la stilista Danesi e l’assessore comunale ai diritti alla cittadinanza Laura Marmorale, intervenuta alla manifestazione, si è concretizzata con un contributo alla cooperativa sociale Dedalus Casa Karabà, in provincia di Napoli, che accoglie donne immigrate per l’accesso a percorsi professionali formativi in uscita dalla violenza.

Gli ospiti

Gina Amarante per Danesi. Foto di Giorgia Bisanti

Al Fashion Show sono così arrivati 500 invitati per godersi la sfilata che ha visto due testimonial d’eccezione, Gina Amarante alias Maria (nota come la fidanzata del “principe Sangue Blu” in Gomorra) e Alessia Lamoglia (la Marinella dei Bastardi di Pizzofalcone).

Alessia Lamoglia per Danesi. Foto di Giorgia Bisanti

La collezione

Le linee delle giacche sono a volte affusolate con spalle importanti oppure scivolate che accarezzano il corpo, dalla vestibilità confortevole ed avvolgente, con la nota graffiante di particolari inserti in vera pelle o cavallino stampato, maculato, zebrato o tinta unita. I tessuti, eccellenza del made in Italy, spaziano dal classico principe di galles micro e macro, pied de poule, scozzesi, stampe su seta purissima con fantasie esclusive, disegnate e firmate Daniela Danesi come quadri d’arte contemporanea, in colori accesi e brillanti, fucsia, petrolio, oppure bicolore zebrato nero e cammello.

Le gonne si allungano in giochi asimmetrici oppure decisamente corte, i pantaloni sono maschili o a zampa.

Le bluse si arricchiscono di stampe a foulard dai disegni arabeggianti o barocco.

La maglieria ha punti a rilievo, trecce, coste, giochi di colori ed inserti in pelle e seta, danno vita a capi dalle linee pure ed avvolgenti con giochi di asimmetrie ultramoderne. La capsule sera è sfavillante con tessuti e linee iridescenti che ricordano le folli notti dello Studio 54 a New York. Abitini a trapezio oppure abiti lunghi con geometrie che mettono in risalto il corpo, in velluto, ricchi e preziosi ricami su tulle, pois e paillettes.

I colori, elemento fondante delle collezioni Danesi, spaziano dai toni del cammello e tortora nelle varie sfumature, bianco e panna, bianco e nero, i grigi screziati di bordeaux, il rosso, e il color block, colori forti e squillanti, rosa vitaminico, arancio, terra di siena, i gialli senapati, l’ottanio ed il turchese talcato.

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