Solo per vederti felice di Rosario Pellecchia

La nostra attenzione è sul versatile Rosario Pellecchia, brioso Dj di Radio 105 al suo debutto come scrittore con il romanzo  “Solo per vederti felice” sul quale si è improntata la nostra piacevole chiacchierata.

“Solo per vederti felice” il tuo debutto da scrittore. La domanda sorge spontanea … da dove nasce l’idea di scrivere un libro?

Ho sempre  sognato di scrivere un libro, di pubblicarlo. Ho mille inizi di romanzi in vari computer, da quando ero ragazzino… forse non c’erano neanche i computer … Non era mai la storia giusta… io sono innamorato delle parole visto anche il lavoro che faccio.

La parola per me è sempre magica, che sia raccontata in radio, che sia cantata, che sia scritta … anzi la versione scritta è quella che mi piace di più. Le storie che scrivevo, però, risultavano poco interessanti persino per me … ed invece ad un certo punto ho trovato la storia giusta, giusta anche perché è una storia molto intima, riguarda una situazione che sto vivendo in prima persona e quindi la storia ha incontrato la voglia di raccontarla che quasi si è raccontata da sola. Quando la storia è quella giusta, me lo dicevano gli amici scrittori che ho intervistato, si racconta, per l’appunto,  da sola e tu sei solo uno strumento, un messo attraverso il quale quella storia prende vita.

Solo per vederti felice - Rosario Pellecchia

La scelta del titolo, “Solo per vederti felice” fa intuire che per amore (in questo caso per la mamma) si partoriscono idee impensabili: cosa ti sei inventato che mai avresti pensato di mettere in atto?

Hai centrato nella domanda quello che succede, strappare un sorriso ad una persona che soffre: la mamma del protagonista, che poi è la mia. La mia mamma ha davvero il problema di cui scrivo e cioè la demenza senile ed il protagonista del libro si inventa una strategia che poi gli viene suggerita da una cosa che succede mentre lui è, appunto, a casa con la madre, perché in qualche modo è “costretto” dalla sorella a passare il mese di agosto con la sua mamma a Castellammare sua città di origine e quindi si inventa questa strategia, questa dinamica folle che poi in realtà non andrà esattamente così.

Nella vita mi invento continuamente cose, anche per far sorridere chi ascolta la mia trasmissione, quindi  quello che invento per mia madre è esattamente quello che faccio tutti i giorni nel mio lavoro … infatti ad un certo punto dico “Mi volete giudicare per il fatto che sto cercando di inventarmi cose per cercare di migliorare la vita della persona che mi ha messo al mondo?… Del resto lo faccio da anni per persone che non conosco fisicamente, come potrei non farlo per colei che mi ha messo al mondo … “

Quali sono gli “ingredienti”  base della storia di “Solo per vederti felice”?

Ingredienti base sono la tenerezza, l’ironia che l’attraversa e l’amore.

Fondamentalmente l’amore. La mia storia è una storia d’amore. Io credo che tutte le storie siano storie d’amore. La mia lo è in particolare: amore, ricordi, distanze, ricongiungimento ma anche di sofferenza e nostalgia.

Durante la storia sei mai stato colto dal cosidetto “Blocco dello scrittore”?

Rosario Pellecchia. Foto di Ray Tarantino
Rosario Pellecchia. Foto di Ray Tarantino

Il blocco dello scrittore non l’ho assolutamente avuto. Ho scritto velocissimamente, tutto in tre mesi. Andavo praticamente al ritmo di un capitolo al giorno. Consigliato dai miei amici scrittori famosi, in primis Faletti che purtroppo non c’è più e mi raccontava che scrivere è un lavoro, un impegno quotidiano; quindi io finivo la diretta, tornavo a casa e scrivevo tutti i giorni fra le due e le sei… quindi no nessun blocco dello scrittore, situazione che ho vissuto, invece, quando provavo a scrivere altre storie e questa è l’ennesima dimostrazione che questa storia era decisamente quella giusta, per me ovviamente, non è detto che piacerà anche se io lo spero. 

Cosa vuoi trasmettere al lettore e cosa ti aspetti da questo romanzo?

Probabilmente il senso ultimo della storia, quello che vorrei suggerire, quello che vorrei trasmettere ai lettori è che alla fine noi scappiamo, fuggiamo da quello che poi siamo davvero, salvo poi accorgersi che abbiamo solo messo da parte delle cose, un po’ come quando si mette la polvere sotto il tappeto. Le radici, la famiglia, la madre, il padre, quello che sei stato da bambino, le tue origini, le cose che ti hanno insegnato e trasmesso in realtà non ti abbandonano mai davvero. Nella storia, nel libro, mi ricongiungo con mia madre per darle una mano e per cercare di alleviare una sofferenza che la sta attraversando ma facendo questo mi rendo conto che sto facendo qualcosa per me stesso e sto forse riappropriandomi di cose che credevo di aver lasciato andare ed invece erano lì sepolte e che meritavano di essere ripescate.

Spero che lo  leggano tutti, il maggior numero di persone possibili; è inutile negare che quando scrivi o realizzi un qualcosa che sia un libro, un disco, una trasmissione in radio speri di avere un pubblico il più vasto possibile ma non per vanità o per ego ma perché credi che la storia meriti di essere ascoltata, letta e quindi speri che piaccia che la leggano in tanti e che possano trovarla interessante, emozionante,  divertente … 

In “Solo per vederci felice” racconti di essere diventato una persona migliore, vuoi spiegarci in che modo?

Il protagonista del libro, l’autore, si accorge di dover rientrare in contatto con situazioni vere, profonde, semplici dalle quali si era allontanato e quindi il miglioramento in questo senso e spero di migliorare anche io… spero che l’autore si ispiri un po’ al personaggio.

In conclusione: tre motivi per acquistare il tuo libro…

Il mutuo … (ride) scherzi a parte …  Dunque, mi dicono i ragazzi della Mondadori che ha un registro dolce-amaro, quindi un po’ sospeso  tra la commedia e la tragedia ed è un registro, per  l’appunto, non troppo diffuso in Italia, è più diffuso in altre culture tipo quella anglosassone e francese.

E’ un libro che fa sorridere e che tocca delle corde un pochino più intime e dolenti … e direi che questo è uno dei motivi per cui andrebbe letto …

 Il secondo motivo è legato a chi mi ascolta in radio, per loro sarà un modo interessante per avere una parte di me che forse non hanno al 100 per 100, una dimensione più intima della mia persona, per quanto già in radio siamo molto noi stessi,  ma qui mi metto più “a nudo”….  il terzo motivo è… il mutuo!!

In bocca al lupo Ross

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