Cristina Nutrizio presenta Il Fuoco di Agnese

Grandi consensi per Il Fuoco di Agnese, il primo libro di Cristina Nutrizio.

Cristina Nutrizio. Foto da Ufficio Stampa
Cristina Nutrizio. Foto da Ufficio Stampa

Una storia complessa ed intensa, per quello che è stato definito un “thriller emotivo”, che esplora in parte anche il mondo della televisione e dell’arte. Tutte situazioni che Cristina, laureata al Dams di Bologna in Drammaturgia e in passato assistente alla regia di Dario Fo e Giorgio Strehler, conosce molto bene. Il suo lavoro, infatti, è quello di autrice televisiva di successo di Pomeriggio 5 e di Domenica Live di Barbara D’Urso. Un’attività che le da molte soddisfazioni e che l’ha ispirata per scrivere Il Fuoco di Agnese…

 Cristina, ti aspettavi ilsuccesso de Il Fuoco di Agnese?

 Ho scritto un libro che a me non ha annoiato e forse questo è il motivo per cui persone diverse, uomini e donne, giovani e più maturi hanno apprezzato questo tipo di scrittura veloce, con una storia che incuriosisce e che ha anche dei contenuti in una forma di dialogo.

Credo sia stata un po’ questa la chiave del successo, del gradimento del romanzo, anche le critiche sono state buone e sono stata fortunata perchè ho avute tante recensioni positive. Per un lettore è importante che gli addetti ai lavori parlino bene di un romanzo ma più importante è che i lettori lo consiglino con il passaparola. Ho notato che questo è accaduto e mi ha fatto piacere.

 Il Fuoco di Agnese è stato definito un thriller, ti senti di condividere questa opinione?

 Sì lo hanno definito “thriller emotivo” e in effetti questo libro è tutto frutto di fantasia. Racconta un episodio di cronaca che potrebbe comunque essere vero ed attraverso un dialogo il lettore viene accompagnato, insieme ai due protagonisti, alla scoperta di cosa è successo in un incendio dove Agnese la protagonista ha rischiato di morire.

Lei è una donna di 40 anni divenuta amante di un artista internazionale molto famoso fino a quando un incendio distrugge lo studio d’arte di lui. Tutta la descrizione emerge attraverso il dialogo tra Agnese e un prete che l’ascolta e ripercorre con lei la storia d’amore con questo artista. C’è anche un’indagine in corso. All’inizio Agnese si addossa la colpa aver appiccato l’incendio e questa è la parte thriller. Il lato emotivo è che quella che in un primo momento sembra una storia d’amore, in realtà si rivela essere poi qualcosa di molto più complesso…Ma forse è meglio fermarsi qui e non svelare il resto della trama.

 Tu fai un lavoro impegnativo. Quando hai trovato il tempo per scrivere questo libro?

L’ho scritto in due stadi. Io ormai da nove anni seguo i programmi di Mediaset, Pomeriggio 5 e Domenica Live di Barbara D’Urso, quindi sono impegnata in un quotidiano e in un contenitore pomeridiano di cinque ore. Però poi ci sono i mesi estivi e questo romanzo l’ho scritto d’estate in due anni. Tanti mi chiedono, visto che la protagonista è una che lavora in TV e che quindi si parla del mio mondo, se è un libro autobiografico.

No, non è assolutamente autobiografico ma avendo voluto io scrivere in modo molto realistico, è chiaro che dovevo scrivere di un mondo che conosco. E’ chiaro che ambientarlo in un ospedale, una fabbrica o in un aeroporto sarebbe stato difficile, avrei dovuto inventare invece qui il materiale umano, se così possiamo chiamarlo, era molto vicino a me. Ho “rubato” un po’ qui e un po’ là ma nessuno dei personaggi raccontati nel romanzo esiste veramente. Certe situazioni possono essere simili a qualcosa che ho visto o vissuto ma poi con la fantasia l’ho elaborate. Può anche essere divertente curiosare dietro le quinte del mondo della televisione o nel mondo dell’arte, che molti pensano sia così fuori dalle logiche degli intrighi di potere. In realtà c’è tantissimo marcio anche nel mondo dell’arte.

 A Domenica Live c’è anche una certa quantità di cronaca. E’ quella che in parte ti ha ispirata?

 Sì. Noi molto spesso ci occupiamo di femminicidio o di violenza sulle donne. Ci sono fatti di cronaca che uno crede di conoscere, di conoscere le situazioni perchè le legge sui giornali o le vede in TV invece dietro ogni storia, ogni uomo o donna, c’è tutto un mondo. Io ho cercato di capire le ragioni dell’una e dell’altra parte, capire che cosa può portare al crimine. Infatti all’inizio del libro ci ho tenuto a mettere una citazione di Leopardi che dice che l’uomo nasce buono, se non ha bisogno di essere cattivo non ci diventa.

A volte la situazione scappa di mano e uno pur non volendo arriva a commettere dei reati, magari per salvare se stesso. Io ho provato a spiegare dove i cattivi hanno tratto, in un certo senso l’obbligo di essere cattivi, magari non avevano altra via d’uscita…

 Pensi che questo libro ti possa aprire una strada come autrice letteraria?

 A me piace tantissimo il mio lavoro e ne sono molto contenta. E’ chiaro che non sarei stata disposta a mettermi in qualche modo in ridicolo scrivendo un libro. Tutti prima o poi scrivono un libro, è vero, ma io non ne avevo bisogno. Faccio bene il mio lavoro sono riconosciuta grazie a questo, non mi sarei esposta soltanto perchè mi veniva l’idea di fare la romanziera. E’ che sono stata incentivata a farlo, perchè le persone che hanno letto dei brani del romanzo, la prima stesura, mi hanno molto incoraggiata dicendomi: sei pazza se non ci provi! Adesso sto scrivendo il mio secondo libro però con i miei tempi perchè io non posso trascurare il mio lavoro. Ho cominciato la scorsa estate a scrivere un nuovo romanzo, adesso proverò ad andare avanti, magari anche durante le vacanze di Natale. Spero per l’estate 2019 di riuscire a scriverlo. Scrittori come Kafka o Allan Poe avevano una vita noiosa o piena di difficoltà ma essendo dei geni, nonostante questo la notte si mettevano li e riuscivano a scrivere. Io non ho questa concentrazione mentale e dopo una giornata di lavoro con tutte le questioni che devo risolvere, non riesco.

 Da uno a dieci quanto è impegnativo lavorare con Barbara D’Urso?

 Lei è molto esigente ma sa quello che vuole e quindi è un piacere. A volte ci sono persone incompetenti ed esigenti. Lei è super super super competente e quindi è anche giusto. La prima persona verso la quale è esigente è se stessa e questo è di grande esempio. La prima persona a cui chiede la concentrazione, l’attenzione e la cura è se stessa e se vuoi lavorare con lei devi adeguarti ma mi sembra giusto. Il mondo della televisione è pieno di persone sopravvalutate che fanno capricci e cose del genere. Barbara ha iniziato a diciotto anni, è una vita che fa questo lavoro e quello che chiede è perchè sa di poterlo chiedere. Sicuramente bisogna saper stare al suo passo e vi assicuro che è un passo velocissimo.

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