Le storie del Vulcano: social movie all’italiana

Oggi vi raccontiamo del progetto Le storie del Vulcano, un esperimento di social movie tutto all’italiana.

Le storie del Vulcano. Foto Big Bang Production
Le storie del Vulcano. Foto Big Bang Production

All’italiana perché sicuramente il centro commerciale è un fenomeno sempre in via d’espansione nel Bel Paese, ma anche perché a firmare questo progetto troviamo un regista come Stefano Incerti (napoletano DOC e che ci ha abituato ai progetti all’italiana grazie a La Parrucchiera).

Le storie del Vulcano

Questo progetto parte con lo spirito di realizzare un grande esperimento sociale e creativo all’interno del Centro Commerciale: le persone che frequentano Vulcano Buono hanno avuto l’occasione di diventare protagonisti del grande schermo con le loro storie personali legate ad una esperienza nel centro commerciale.

La conferenza di Le storie del Vulcano. Foto Big Bang Production
La conferenza di Le storie del Vulcano. Foto Big Bang Production

Da storie simpatiche a qualche storia veramente toccante, questo esperimento ha evidenziato l’evoluzione dei centri commerciali che non sono più solo come luogo di shopping, ma anche di aggregazione. Tutti i video e i contenuti raccolti sono stati poi valutati e trasformati in racconto cinematografico dal regista.

A diffondere la promozione di questa iniziativa, Mino Abbacuccio il famoso comico partenopeo e la nota trendsetter Mercedesz Henger, intervenuta con il fidanzato Lucas Peracchi.

Mercedesz Henger e Lucas Peracchi. Foto Big Bang Production
Mercedesz Henger e Lucas Peracchi. Foto Big Bang Production

Le dichiarazioni

Stefano Incerti ci ha raccontato sul social movie: “L’attaccamento a questo progetto è partito subito in quanto mi è stata prospettata la possibilità di lavorare non ad uno spot, bensì di raccontare una giornata degli utenti di un contesto commerciale, e questo mi ha drammaturgicamente stimolato. Quello che ho provato a fare è stato seguire storie molto diverse tra di loro, che comunque hanno qualcosa di raccontare. Alcuni dei protagonisti di queste storie, sono stati poi successivamente convocati per approfondire le storie. Io l’ho trattato come un film: basti pensare che le musiche sono state scritte apposta per creare storia e sensazioni diverse“.

Stefano Incerti. Foto Big Bang Production
Stefano Incerti. Foto Big Bang Production

Accanto a lui, Mercedesz Henger, alla quale abbiamo chiesto, come si è sentita coinvolta in questo esperimento sociale cinematografico: “Soprattutto dopo aver visto il cortometraggio, penso di essermi affezionata un po’ ai personaggi del corto. Sono storie disconnesse, proprio come sono disconnesse le nostre vite, con un punto in comune: il Centro Commerciale. Essendo una donna poi mi piacciono tanto i centri commerciali“.

Mercedesz Henger. Foto Big Bang Production
Mercedesz Henger. Foto Big Bang Production

Diventa poi d’obbligo chiederle: ti sarebbe piaciuto essere un’attrice di questo corto? E Mercedesz continua: “Farsi seguire in un centro commerciale, sarebbe significato vedere una giornata uguale a quella degli altri attori, perchè alla fine la connessione con lo shopping è più o meno uguale per tutti. Quello che ho potuto notare è che qui c’è una varietà di negozi assurda e quindi mi piacerebbe visitarlo completamente“.

Alle dichiarazioni aggiungiamo quelle di Mino Abbacuccio, che racconta: “E’ stato particolare accettare questa proposta, anche perchè a me piace partecipare attivamente, fare l’attore! Invece assistere così da promotore, mi ha fatto capire che ci sono tanti altri mondi da guardare… e guardare alla vita vera con gli occhi dei consumatori. Io che sono un grande osservatore, soprattutto per il lavoro che faccio, ha reso ancora più affascinante l’idea di sposare questo progetto. A volte non pensiamo che ognuno dei clienti che arriva qui, ha le sue storie fuori di qui e che magari porta nel centro commerciale“.

Mino Abbacuccio. Foto Big Bang Production
Mino Abbacuccio. Foto Big Bang Production

Le storie del Vulcano risulta quindi essere un progetto che da importanza alla persona, senza tante discordanze rispetto alla vita di tutti i giorni, ma semplicemente resa “spettacolare” dall’occhio attento di un regista e di un team tecnico e artistico che ha voluto far rimanere impressa nella mente, l’esperienza di persone comuni, che si sono sentite “attori per un giorno”.

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