Stefano Bini: su Raidue racconto Il Lato Positivo

In onda su Rai 2 e per quattro puntate Il Lato Positivo. A condurlo il giornalista Stefano Bini, Fabrizio Biggio e Melissa Greta Marchetto, impegnati in un programma che racconta storie di chi ha fatto scelte diverse e innovative grazie anche alla tecnologia, guardando al futuro con fiducia. Soluzioni e servizi contemporanei votati al benessere sociale e alla semplificazione della vita di tutti.

Progetti con un’importante storia alle spalle, interessanti per la collettività. Un mondo di storie e di persone che stanno cambiando l’Italia, che hanno il coraggio di partire, di inventare di cambiare, per sé e anche per gli altri. Stefano Bini è il personaggio giusto per questa trasmissione, avendo alle spalle un passato particolare, che lo ha visto da giovanissimo combattere e vincere una brutta malattia. Rinato dopo quella sofferenza e quella brutta esperienza, il bravo e simpaticissimo Stefano con Il Lato Positivo sarà portatore di buone notizie dall’Italia e dal mondo diventando cassa di risonanza per voci che diversamente sarebbero inascoltate. Lo abbiamo intervistato per sapere qualcosa in più di lui e della sua nuova avventura TV…

Stefano Bini
Stefano Bini

Benvenuto su La Gazzetta dello Spettacolo a Stefano Bini. C’era veramente bisogno, in questo periodo, di sentire delle notizie positive dopo tante negative. Tu personalmente quanto bisogno hai di notizie positive e quanto sei contento di essere al timone di questo format “al positivo”?

Sono molto contento perché questo programma parla di cose allegre, positive, di persone che ce l’hanno fatta nonostante il Covid, quindi sono felicissimo. Il mio è un ritorno in Rai dopo tanti anni da persona entusiasta, da persona che guarda sempre il lato positivo delle cose. Io questo lato positivo lo trovo in tutto visto che sono una persona estremamente positiva ed estremamente entusiasta della vita. Le arrabbiature mi durano circa un’ora, le delusioni anche. So come prendere la vita anche perché avendo toccato il fondo sotto alcuni punti di vista, sono fortunatamente risalito ed eccomi qua, piu gioviale piu positivo che mai. Devo dire che è molto difficile che io mi abbatta.

Te la senti di mandare un messaggio positivo a tutti i lettori afflitti dalla pandemia?

So che è difficie ma bisogna trovare reagire trovando delle idee nuove, pensieri e stimoli nuovi, inventarsi cose da fare in casa, sottocasa, intorno casa, ingegnarsi a fare qualcosa per stemperare la mente dai brutti pensieri. Questo è il mio consiglio anche perchè io personalmente faccio così. Magari mi alzo una mattina, accendo il televisore e sento qualche bella notizia poi passo al tg ed ecco le cattive notizie quindi per tirarmi su qualcosa devo fare. Inizio con i pensieri positivi, cerco di fare qualcosa in casa, chiamo gli amici piu stretti, i parenti piu cari, strapparmi un sorriso guardando dei video divertenti su internet. Bisogna giocare con la fantasia e trovare un’alternativa a queste giornate spossate. So che è dura e che si può pensare che uno la faccia facile ma occorre trovare l’entusiasmo dentro di se. Sia per quanto riguarda i problemi per la pandemia che per I problemi economici o psicologici, bisogna trovare lo stimolo dentro di se per dire: si va avanti, si va avanti, si va avanti. Dobbiamo fare in questo modo per forza.

Tornando al programma, qual è il tuo rapporto con Biggio e Melissa Greta Marchetto, li conoscevi già?

Melissa Greta Marchetto la conoscevo televisivamente ma non avevo mai avuto l’occasione di lavorare insieme a lei. Biggio è uno dei miei attori comici preferiti e uno dei miei conduttori preferiti per cui lavorare con lui per me è stato uno spasso. Ci siamo divertiti tanto sia nella fase di elaborazione del progetto che mentre stavamo girando. Quindi battute, scherzi, risate… Per questo però devo anche ringraziare la fondazione Ania la Fondazione nazionale per le Imprese assicuratrici che ha sponsorizzato il progetto e Matteo Scortegagna, uno dei più importanti produttori che abbiamo in Italia e uno dei più grandi conoscitori della televisione italiana e non solo. Grazie ai miei partner, agli sponsor, al mio produttore, ai miei agenti Silvio e Nando Capecchi e al direttore di Rai2 Ludovico Di Meo.

Il programma da anche un forte rilievo all’ecologia e ai problemi del pianeta…

Esatto, non parliamo di buone notizie fine a se stesse ma raccontiamo notizie positive in tutti i campi, dall’architettura, la tecnologia, il sociale, i viaggi nel mondo, come riprendere a viaggiare, le storie finite bene nonostante tutto. Notizie positive a 360 gradi che rendono Il Lato Positivo una striscia positiva a tutti gli effetti. Senza stare ad incellophanarsi in un settore ma ttattando tutti i settori della vita italiana e mondiale. Questa è la cosa bella, il nostro è un piccolo programma con grandi prospettive e grandi temi all’interno.

Tu sei anche un giornalista. Ti senti più conduttore tv o più giornalista?

In prospettiva quello che vorrei fare di più è il conduttore tv perchè mi piace dare tanto agli altri, mi piace esprimermi. Come tutti i creativi se non esprimo il mio estro dentro mi si crea un po’ di magone, quindi vorrei che il mio futuro fosse sia davanti che dietro la telecamera come conduttore e come autore. Parallelamente poi vorrei continuare il percorso giornalistico che considero fondamentale ma in secondo piano rispetto alla televisione. Ovviamente tengo al giornalismo che mi ha dato da mangiare nei momenti difficili della mia vita, avendo avuto modo di lavorare in tanti giornali importanti. Mi piace molto scrivere, affino sempre la mia tecnica di scrittura e questo anche per scrivere un programma è fondamentale. Sviluppare l’aspetto critico e analizzare le cose è importante.

C’è un conduttore al quale ti ispiri e al quale vorresti somigliare?

La prima persona a cui mi sono ispirato quando ho pensato di fare questo programma è stato Raimondo Vianello. Raimondo aveva una conduzione familiare ma ironica, mai sopra le righe ma molto simpatica, maliziosa e non stupida, divertente con quell’ironia semplice, carina e non esagerata, ispirata a lui in tutto e per tutto. Ogni tanto a Milano 2 negli anni passati l’ho incontrato, lui è il mio primo esempio. Poi ovviamente i vari Conti, Scotti, Amadeus, Chiambretti, Bonolis, loro li guardo con moltissimo interesse. E’ chiaro che voglio avere la mia personalità come loro hanno la loro personalità. Prendere spunto ma senza copiare per me è la carta vincente per un creativo.

Qual’è il tuo rapporto con i social?

Non sono un “social-patico” e difficilmente posto cose che riguardano gli affari miei. Posto foto del mio cagnolino, posto i miei articoli sui giornali, riposto vecchi post vecchi di quando avevo meno righe ed ero più scalmanato. Non uso linkedin, twitter, instagram e fb in maniera morbosa, li uso in maniera parsimoniosa, il minimo indispensabile. Sono un po’ vecchio stile ma ho 35 anni e non pubblico tanto ma non posso fare a meno di farlo.

Dicci qualcosa in più del tuo cagnolino…

Si chiama Stringa e sono attaccatissimo a lui, d’altronde adoro tutti gli animali. L’ho preso 9 mesi fa al canile. Io sono cresciuto con un cane e anche con due…Mi mancava tanto il mio amore peloso!

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