Janet De Nardis, tra Roma Web Fest e nuovi progetti

Incontriamo anche quest’anno Janet De Nardis, che si racconta nel suo ruolo di mamma e moglie, ma soprattutto come fondatrice del Roma Web Fest.

Ha da poco concluso la sesta edizione di cui La Gazzetta dello Spettacolo ne è stata media partner e ne fa un bilancio insieme a noi.

Janet De Nardis con la piccola Joy. Foto di Alessandro Bachiorri
Janet De Nardis con la piccola Joy. Foto di Alessandro Bachiorri

Iniziamo subito a parlare condell’edizione 2018 del Roma Web Fest. Quale è stato per Janet De Nardis il bilancio conclusivo?

E’ stata un’edizione all’insegna della creatività, dello scambio, del gusto e del contenuto. L’elemento più saliente è l’avere indotto i grandi produttori e distributori a trovare un luogo nel quale interagire allo stesso livello con i creativi, sapendo di confrontarsi con dei giovani professionisti che hanno delle idee valide che sono state selezionate all’interno di una struttura seria e coerente quale è il Roma Web Fest. Tre giorni di brainstorming continuo.

Quest’ anno, sono stati trattati tutti gli aspetti del panorama creativo inerente l’audiovisivo e le nuove tecnologie. In molti casi sono state anche elaborate delle idee potenzialmente attuabili per un maggiore sviluppo del settore come è avvenuto durante l’incontro con il Sottosegretario Lucia Borgonzoni, il presidente dell’APT Giancarlo Leone, e i rappresentanti di banche e produttori , coordinati dal Prof. Mario La Torre. In questo caso si è discusso per capire quali possano essere i punti chiave per uno sviluppo ulteriore dello storytelling all’interno del mercato web seriale, anche attraverso un incentivo a grandi piattaforme quali Netflix o Amazon.

Già in preparazione la settima edizione del Roma Web Fest, quando hai deciso di creare questo Festival avresti mai pensato a un successo del genere?

Stiamo ancora terminando di chiudere questa VI edizione, perché anche se le giornate di festival si sono concluse, ora incombono tutte quelle attività che riguardano la stampa, la raccolta dei materiali, i ringraziamenti e la condivisione con i film-maker. Insomma, tutto ciò che ruota intorno al festival che è una grande community che va curata e che non si ferma certamente al giorno stesso in cui finisce un’edizione.

Da Marzo partirà il concorso per la VII edizione e sicuramente penseremo a qualche novità per stupire tutti quelli che ci seguono. Onestamente quando ho pensato a creare il Festival non mi aspettavo niente.

Ero convinta che il futuro andasse in questa direzione, che il racconto tradizionale sposasse sempre di più la tecnologia, ma non potevo immaginare ciò che sarebbe accaduto. Sentivo semplicemente la necessità di creare una vetrina e un contenitore che permettesse ai vari settori e alle varie realtà del mondo cinematografico, televisivo e creativo indipendente di incontrarsi. Sono felicissima di come stiano andando le cose e di come sia cresciuta la manifestazione.

Quali sono state le difficoltà riscontrate nel creare il Roma Web Fest?

Sono state molte, ma più che nel crearlo, le ho riscontrate nel fare capire agli interlocutori più importanti, cioè le istituzioni, i grandi produttori e le grandi distribuzioni, che il futuro era proprio nella creatività che stava esplodendo nel web. Sette anni fa, infatti, ogni volta che si parlava di web o di internet si pensava soltanto a tutto ciò che a che fare con la pirateria e ho creato il claim “Il cinema ai tempi del web”.

Ovviamente, anche se oggi non è più così, fare capire che parlavamo tutti lo stesso linguaggio e semplicemente stavamo guardando al futuro, ad un’evoluzione di qualità,non è stato semplicissimo. Questa è stata la difficoltà più importante.

Poi, devo dire che lavorando da sempre nel mondo televisivo, cinematografico e della comunicazione, ho potuto sfruttare quella credibilità nei confronti di istituzioni e aziende che si sono fidate ed hanno accettato di partecipare alle prime edizioni e da lì è stato tutto molto più semplice. Infine affrontiamo difficoltà quotidiane come il raggiungimento di un budget decente per poter realizzare tutto il Festival.

Siamo una piccolissima realtà che gode di piccoli aiuti, mentre sono tantissime le persone che lavorano alla realizzazione del festival e lo fanno anche semplicemente per passione, ma sarebbe bello fare capire che in realtà il lavoro e l’arte vanno pagate. Miriamo a questo e alla creazione di un vero mercato che soddisfi tutti.

Quali sono i tuoi prossimi progetti?

I prossimi progetti sono molti, e sono soprattutto televisivi e cinematografici. Sto lavorando su un programma TV e alla partecipazione ad un film importante a livello internazionale per tornare sul grande schermo.

Proseguo la mia attività di docente, che mi piace molto e mi permette di continuare a studiare gli argomenti che amo e di raccogliere dati. Sto anche terminando anche la scrittura di un saggio sullo storytelling e la tecnologia. Poi ci sono tante altre situazioni ancora in embrione, ma in realtà il progetto più prossimo è quello di godermi la mia famiglia.

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