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Elena Russo, il mio ruolo per riflettere

A tu per tu con Elena Russo

Elena Russo torna a teatro con lo spettacolo La Reggente. Questa volta in scena al Teatro Brancaccino di Roma dal 12 al 15 Ottobre.

Elena Russo in La Reggente. Foto di Vittorio Carfagna
Elena Russo in La Reggente. Foto di Vittorio Carfagna

Lo spettacolo di Fortunato Calvino, per la regia di Stefano Incerti, Elena recita accanto agli attori Salvatore Striano e Luigi Credendino. Come scrive La Repubblica: “I tre attori di Cinema permettono di impostare lo spettacolo con una chiave più realistica, intima, quasi “da camera” che consente al pubblico di partecipare al dramma arrivando quasi a toccare i personaggi“.

Elena interpreta così una “donna di potere” spietata e feroce. Lo fa con un rispetto e un senso di dovere unico e reale, quasi spogliandosi dei suoi panni di donna giusta per affidarsi così alle sorti di una Reggente disumana e senz’anima. Eppure la Russo dona alla sua Reggente un’anima capace di far riflettere e scuotere il pubblico. Abbiamo raggiunto l’attrice durante le prove dello spettacolo…

Bentornata su La Gazzetta dello Spettacolo, Elena Russo. Sei a teatro, in questo momento…

Sì, proprio ora sono a teatro e sto terminando le prove dello spettacolo La Reggente.

Cosa rappresenta per te questo spettacolo e lavorare con Stefano Incerti?

Sai, quando abbiamo portato in scena l’anno scorso questo spettacolo, ha avuto un grande successo. Adesso, siamo a Roma e spero che abbia la stessa accoglienza. Mi piace molto il lavoro di Stefano Incerti, amo il modo che ha di dirigermi e sono stata molto contenta di questo ruolo. Ho lottato tantissimo per portarlo in scena anche quest’anno.

Come descriveresti il tuo personaggio?

Questo è un personaggio forte e spietato, una donna che, avendo il marito in carcere, si ritrova ad affrontare certe dinamiche. Diventa una donna di una grande cattiveria che tortura le persone e ciò che ha intorno. È vero, l’ho portata in scena l’anno scorso, ma ritornare di nuovo nei suoi panni è tutte le volte una grande e bella prova per me, come se fosse la prima volta.

Come hai preparato questo personaggio?

Quando ho inziato a studiare il testo, ho voluto cercare una persona che avesse avuto un vissuto simile a questa donna. Ho conosciuto una donna con un passato molto forte e grazie a lei sono riuscita a calarmi dentro questa storia. Mi auguro di essere così più vicina al personaggio. Ho applicato il mio metodo di applicazione e studio, mi sono allenata e sono ancora qui a lavorare su questo personaggio…

Sono tornata a lavorare su questa storia e con questa troupe e sono davvero al settimo cielo.

Quale messaggio speri che colga il pubblico che verrá a teatro?

Non voglio essere presuntuosa. Ma vorrei che il pubblico riflettesse su come un carattere e un certo tipo di atteggiamento porta a fare determinati percorsi nella vita. Vorrei sollevare qualche coscienza, questo è il mio intento e credo che sia l’intento di tutti noi.

Progetti futuri?

Prima dell’estate ho finito le riprese di Furore. È davvero un bel progetto e nei prossimi mesi andrà in onda. Quindi non vedo l’ora di raccontarti questa esperienza…

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