Rosalia Porcaro al Nuovo Teatro Sancarluccio

Rosalia Porcaro

In scena dal 24 al 26 aprile lo spettacolo ‘Donne’ di Rosalia Porcaro al Nuovo Teatro Sancarluccio di Napoli.

Lo spettacolo del 25 aprile ha visto l’alternarsi dei personaggi che Rosalia Porcaro ha ideato e portato in televisione e sui palcoscenici dei teatri, tratto dal più corposo ‘Mamme suocere e vajasse’ dove si esibisce con il trio musicale Anema, ridotto per esigenze sceniche.

La scenografia costituita unicamente da uno stand con i vestiti di scena, indossati di volta in volta con la presentazione dei personaggi.

Ad aprire la serata l’insolito scambio di battute con una signora del pubblico, a cui è seguito la vestizione del personaggio di Rosalyn, la escort che insegue la sistemazione grazie ad un politico, riportandoci agli ultimi anni dove la commistione tra politici ed escort ha reso surreale la moralità di alcuni degli uomini politici italiani. A seguire Veronica, l’operaia delle borze alle prese con il lavoro interinale e della filosofia del suo masto ovvero il donatore di lavoro che si riassume in ‘cca’ nisciuno è fisso’, dove comprende a sue spese cos’è l’inconscio senza capire chi è lei.

Quadretto delizioso quello della suocera di Veronica, la signora Carmela che si occupa di politica, disegnando i profili di Bossi, Berlusconi, Prodi, Monti, ma che odia le giovani che non sanno ‘scaurà ‘o purpo’, così come Assundam la casalinga di Kabul alle prese con i difficili rapporti con i soldati americani ed il rigido clima talebano.

Inserito il monologo di Annibale Ruccello dal titolo ‘Maria di Carmela’ dove in un carcere-convento-ospedale nessuno vuole ascoltare la Madonna in incognito, con le sembianze di una disabile mentale, nel quale la Porcaro dimostra la sua valenza drammatica.

Conclude il personaggio di Natasha, cantante neomelodica con i problemi sentimentali di chi si ritrova ad amare uomini sposati, che vorrebbe essere d’aiuto per le fans che la chiamano in una improbabile trasmissione, dove con la sua svagatezza non riesce neanche ad aiutare se stessa.

In sala ad applaudire l’attrice un ospite d’eccezione tra il pubblico Aurelio De Laurentiis.

In occasione della serata abbiamo posto qualche domanda a Rosalia Porcaro.

Come nasce l’idea di riassumere in un’unica trama i suoi personaggi?

In realtà talvolta le cose sono più semplici. Mi hanno proposto di esibirmi al Sancarluccio, poichè questo teatro ha una sua storicità ed avendo terminato la tournee con Carlo Buccirosso, mi faceva piacere aderire all’invito con uno spettacolo che mi riguardasse, portando tutti i miei personaggi che le persone conoscono. Ho inserito un monologo di Annibale Ruccello dallo spettacolo ‘Mamme, suocere e vajasse’ .

I suoi personaggi sono ripresi dalla quotidianità proletaria e verace, con i difetti e le debolezze dell’italiano medio, ma anche persone che si scontrano con un mondo che continua a respingerle. Denuncia o solo satira?

Parte dalla satira, perché secondo me la forza di certi messaggi parte anche dal non voler dare il messaggio ma trovare il modo per , costruendo delle cose che portano dentro a quegli elementi. Potremmo anche dire le cose direttamente, ma ispirandomi alla realtà mi piace rappresentarle ironicamente con qualcosa, perché nella realtà trovi tutto, anche i problemi .

Come non apprezzare il suo modo di descrivere la politica italiana, attraverso personaggi come la squillo di Citofonare Rosalyn o la signora Carmela. L’attuale situazione politica potrebbe ispirarle qualche altro personaggio? Cosa potrebbe venir fuori ?

Devo dire che questa attuale situazione politica ispira un po’ meno perché c’è un po’ più di preoccupazione. Anche prima c’era, ma il dopo Berlusconi ha dato meno il ‘la’ per tante situazioni. E’ come se si fosse bruciato tutto quello che era spettacolare , adesso siamo andati un po’ oltre , quindi ora è tutto un po’ sottotono, anche nella confusione.

Porcaro1

Teatro, Cabaret, Cinema, Televisione. Qual è il ruolo che le calza meglio? Quali sono le peculiarità di ognuno di questi lavori dal suo punto di vista?

Il ruolo che mi calza meglio, anche se è sempre un compromesso, è quello di fare cinema, è la cosa che più mi rapisce. Mi piacerebbe presentare dei lavori scritti da me al cinema, ma è talmente difficile. Il teatro mi rappresenta perché ho cominciato con quello, la televisione per una serie di cose non la sto facendo, ma non è una scelta mia , è un po’ successo così, dipende dalle programmazioni. Se dovessi scegliere adesso quello che sentirei maggiormente è fare del cinema.

Cosa appaga maggiormente: creare personaggi per il cabaret oppure l’interpretazione in ruoli per il teatro/cinema/Tv?

Creatore ed interprete mi appaga di più. Mi piace anche interpretare cose di altri portando qualcosa di mio come interprete, come mi è successo con Carlo Buccirosso. Lui conoscendomi bene mi ha cucito addosso il personaggio , per cui lì ho interpretato una cosa che non era scritta da me ma da lui, dove però ha riconosciuto le mie corde. Tutto questo è stato comunque gratificante.

C’è ancora qualcosa da realizzare nel famoso cassetto dei sogni?

Sì, siamo sempre lì.

In questo periodo è molto impegnata, con la tournee dello spettacolo di Carlo Buccirosso ‘Una famiglia quasi perfetta’. Prossimi progetti?

I prossimi progetti mi vedono impegnata ancora con il teatro, poi si vedrà.
C’è un regista con il quale ha una certa sintonia, con il quale preferisce lavorare? Oppure con qualcuno con il quale non ha avuto ancora l’opportunità di farlo?

Sono molti quelli con cui mi piacerebbe lavorare ma non è ancora accaduto. Diciamo che più di menzionare un regista, mi piacerebbe interpretare un personaggio che ha dentro la comicità ma che non sia soltanto comico, un personaggio più drammatico che comico. Mi piacerebbe riuscirci e che qualcuno me lo facesse fare.

Quali sono stati i compromessi con la vita per seguire questo tipo di lavoro?

Veramente io mi chiedo a cosa devo rinunciare per arrivare oltre. Perché io so cosa mi ha portato fin qua, non ho fatto grandi rinunce. Ho un bambino piccolo che ho seguito tantissimo, infatti solo da poco ho accettato dei lavori che mi portano fuori casa. Nel futuro penso che più che rinunciare a delle cose devo io concentrarmi e dare il massimo, con una concentrazione vera sul lavoro.

Autore: Laura Scoteroni

Partenopea di nascita, viterbese di adozione. Giornalista con la passione per la cultura, la musica di qualità, la poesia. Attraverso le parole fermo il tempo di avvenimenti, note e immagini. Scrivere per me è come respirare, se possibile senza asma.

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