Rosa Chiodo: la Cenerentola napoletana

Rosa Chiodo. Foto di Roberto Jandoli

Rosa Chiodo: la Cenerentola napoletana

Abbiamo intervistato Rosa Chiodo per il lancio del suo nuovo album “Cenerentola è nata a Napule”. Ecco i retroscena.

Musica e fiabe di Napoli: questa la storia che vi raccontiamo oggi per il nostro incontro con la cantautrice Rosa Chiodo. Ed è così che la cantautrice napoletana ci racconta del suo nuovo album, “Cenerentola è nata a Napule“, proprio con l’aneddoto che ha dato il titolo a questa opera uscita su etichetta Zeus Record. Ed è proprio lei a parlarci di queste 11 tracce, dei 7 inediti, delle 3 cover e della special track in italiano.

Benvenuta sul quotidiano “La Gazzetta dello Spettacolo” a Rosa Chiodo. Parliamo della tua passione per la musica?
Grazie a voi! Questa passione per me è innata, ed ho scoperto poi con gli anni i vantaggi della musica, che mi hanno portato a farne motivo di vita.

Essere vicini alla musica napoletana sembra anti-social e non considerata una “cosa da giovani” quale tu sei. Come mai secondo te?
Non so dirti il perché, ma ti posso parlare del mio rapporto con il vernacolo. Sono partita con un progetto in Italiano, anche se la mia radice è sempre stata il dialetto, perché credo fortemente che la musica napoletana (per linguaggio e per melodie) abbia una poesia differente. Rafforza il concetto delle emozioni… e poi non dimentichiamo che la musica napoletana è stata la culla della musica italiana, già il Festival di Napoli, nasce prima del Festival di Sanremo.
Io continuo a coltivare così le mie radici, anche perché la musica partenopea negli ultimi anni è stata ghettizzata senza alcun motivo ed io sono contenta che anche sul nazionale si sia un bel ritorno del genere che può coinvolgere anche quelli più giovani. Non va più pensata come musica territoriale, ma come mezzo viaggiante, e sta a noi farla conoscere a diverse generazioni.

Rosa Chiodo. Foto di Roberto Jandoli
Rosa Chiodo. Foto di Roberto Jandoli

Un percorso in musica con tanti grandi artisti. Qualche ricordo particolare che ti ha segnata?
Ho avuto la fortuna di incontrare dei grandi artisti che hanno inciso sulle mie decisioni di vita. Fausto Mesolella è quello che mi ha battezzato verso la musica partenopea. Poi ho incontrato Salvatore Palumbo, autore storico di Sergio Bruni, che mi ha scritto una canzone dal titolo “Si vo Dio”, a cui tengo particolarmente.
Poi Tony Esposito, Peppino di Capri, Gianni Donzelli (ndr Audio 2), tutti artisti che hanno comunque portato la musica napoletana oltre Napoli e che sono contenta abbiano visto in me qualcosa che li ha spinti a collaborare…

Parliamo di “Cenerentola è nata a Napule”. Sei tu Cenerentola?
(ndr ride) La storia nasce dall’incontro con un artigiano a Via Partenope quando avevo già iniziato il lavoro in sala di incisione. Serviva un titolo per il disco e tempo prima avevo incontrato questo artigiano che realizzava gadget della nostra città e tra i tanti c’era la scarpetta di Cenerentola. Io ovviamente chiesi “cosa c’entrasse li in mezzo quella scarpetta”, e l’artigiano mi ha raccontato che Cenerentola nasce dalla penna di un napoletano che è Gian Battista Basile… e da li “Cenerentola è nata a Napoli”!
Tempo dopo, prima della scelta definitiva (io che sono una tipa da scarpetta da ginnastica), andai in sala di incisione con una scarpetta non proprio sobria e tutti ci fecero caso, prendendomi anche un po’ in giro… e li mi venne in mente la frase dell’artigiano: proposta al produttore, non ci furono dubbi: quello era il titolo del disco.

Tu e il tuo disco. Si tratta del primo di inediti ed hai scelto come primo singolo estratto “A Chi si figlio”… come mai?
Si tratta di un progetto che ho tanto desiderato anche come cantautrice. Ho cominciato a scrivere insieme a molti autori e compositori. “A chi si figlio” è un brano che ho scritto pensando proprio ai napoletani. Noi siamo dei creativi e ci contraddistingue questa caratteristica, oltre alla generosità. Per me essere napoletano non significa nascere a Napoli, ma avere un modo di fare diverso! Diventa napoletano anche chi arriva qui e “pensa napoletano”… da qui è arrivata l’ispirazione per questa canzone, dalla comprensione che siamo un popolo libero! Si tratta di una dedica a loro…

Rosa Chiodo. Foto di Roberto Jandoli
Rosa Chiodo. Foto di Roberto Jandoli

Il futuro di Rosa Chiodo?
E’ un periodo duro per tutti e per il mondo dello spettacolo, dell’arte e della musica lo è un po’ di più. Sono convinta che oggi abbiamo bisogno di musica, ed è sbagliato il messaggio che stanno facendo passare, ovvero: che l’arte non è una necessità. Abbiamo bisogno di qualcosa che ci stimoli a superare il momento, e la musica è una delle forme più naturali per farlo.

Su Francesco Russo

Giornalista e mente dietro l’informazione culturale contemporanea. Dal 2012 guida la redazione de "La Gazzetta dello Spettacolo" in veste di Direttore Responsabile, coordinando il racconto di cinema, teatro, musica e televisione. Da sempre convinto che lo spettacolo non sia solo intrattenimento ma lo specchio della società, analizza l'evoluzione dei media e dei trend digitali.

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