Il Conte Magico: arriva la docummedia

Abbiamo raccolto le dichiarazioni di Marco Melluso che, insieme a Diego Schiavo, è regista della docummedia “Il Conte Magico” un piccolo caso cinematografico alla cui uscita, nel luglio 2019, raggiunse la 14ma posizione nella classifica assoluta dei film più visti in sala.

Il Conte Magico

In un periodo in cui ci si interroga sul ruolo della Storia nella società odierna (e negli insegnamenti scolastici), stiamo portando avanti il nostro progetto di comunicare il Presente attraverso il Passato. Per far questo abbiamo ideato un  nuovo genere cinematografico che ha come scopo quello di narrare la Storia al grande pubblico, mistando il taglio documentaristico a elementi di finzione. In particolare, con uno storytelling moderno e non convenzionale, raccontiamo in maniera simpatica e brillante il Presente attraverso le vicende di personaggi che hanno lasciato il segno nei nostri territori,  creando  una sorta di “divulgazione creativa” e molto pop che diverte lo spettatore e, al contempo, incuriosisce e istruisce.

Il Conte magico trattasi di un docufilm brillante, ironico e contemporaneo sulla Storia del 1800, tra alchimia e studi sull’elettricità, tra moti sociali e rivoluzioni scientifiche, e sul sogno di Cesare Mattei, il bolognese più famoso al mondo. Un genere cinematografico totalmente nuovo, che  racconta la storia in modo avvincente e, con un linguaggio moderno, parla ad un pubblico di tutte le età.  Dopo il sorprendente successo de “La Signora Matilde. Gossip dal Medioevo”, si è pensato ad un nuovo ed avvincente film, a metà tra documentario e finzione, sulle vicende del conte Cesare Mattei e dell’omonima Rocchetta. Sullo sfondo, la Storia del 1800: Napoleone, i moti rivoluzionari borghesi, il Risorgimento, ma anche le scoperte scientifiche, soprattutto in campo elettrico, e l’evoluzione del pensiero moderno, di cui Bologna è stata protagonista mondiale.
Il  cast  del film è composto da Roberta Giallo, Luciano Manzalini, Antonio Pisu e Eraldo Turra, con la partecipazione straordinaria di Ivano Marescotti. Compaiono nel film in camei: Vito, Syusy Blady, Tiziana Foschi, Eva Robbin, MC Nill e Virgitsch.

La trama racconta della curiosa Dory Giallo, l’estroverso Stefano Pagliani, l’arrugginito Lucio Lattanzi e il loro operatore, il mite Arturo Leoni v-blogger del canale StoryTube “Risorgimental Channel”, ingaggiati da uno sconosciuto per indagare sul conte Cesare Mattei, nel 1800 il bolognese più famoso al mondo, caduto nell’oblio dopo la sua morte. Le vicende dei bizzarri protagonisti del film si snodano tra una Bologna mai vista, l’Appennino e la magica Rocchetta, alla ricerca del sogno di Cesare Mattei: trovare la cura per ogni male. Tra dirette social, scontri tra followers e haters, e video virali, i quattro scoprono un personaggio ricco di fascino e mistero, benefattore e imprenditore, che nel giro di pochi anni è riuscito a diventare un influencer di fama mondiale. 

Per quanto concerne il precedente docu-film, ovvero La signora Matilde, Marco Melluso spiega che il film fonde elementi del documentario e della finzione narrativa, ed ha tra i protagonisti Syusy Blady e Luciano Manzalini. Il film racconta le vicende e il mito di Matilde di Canossa, gran Signora del Medioevo, raccontata come una donna imprenditrice dell’anno 1000, una griffe la cui fama è cresciuta inesorabilmente nel corso dei secoli. 
Syusy Blady, nelle vesti di una eccentrica e appassionata di marchi, moda e marketing, guida lo spettatore in questo viaggio attraverso lo spazio ed il tempo alla scoperta di Matilde di Canossa. Attorno a lei, come un folletto, si muove Luciano Manzalini, che si diverte ad interpretare numerosi e buffi personaggi.

Il docu-film “La Signora Matilde. Gossip dal Medioevo” è stato insignito dalla Società degli Archeologi Medievisti Italiani il Premio speciale Francovich per la divulgazione del Medioevo, un riconoscimento molto prestigioso che in passato è stato assegnato a personalità illustri quali Marco Salvador (2013), Alessandro Barbero (2014), Pupi Avati (2015), Franco Cardini e Piero Angela (2016), Chiara Frugoni (2017) e al Festival del Medioevo (2018).

Il Premio ha finito per mettere d’accordo storici e specialisti con pubblico (oltre 100 sale) e critica.

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