La sottile linea rosa, il cinema di Lina Mangiacapre

Prosegue al Cinema Trevi la lunga carrellata dedicata al cinema italiano delle donne, una ipotetica “controstoria” raccontata attraverso registe o attrici scelte da Maria Coletti e Annamaria Licciardello, le due curatrici del Centro Sperimentale di Cinematografia.

Domenica 24 novembre saranno proiettati tre lavori realizzati dall’artista Lina Mangiacapre. Lina Mangiacapre è stata scrittrice, pittrice e regista sia teatrale che cinematografica. Artista e militante femminista, ha svolto con passione il ruolo di instancabile animatrice culturale, impegnata a valorizzare e far emergere la creatività delle donne: nel 1970 ha fondato il collettivo femminista napoletano Le Nemesiache, dal 1976 la Rassegna di Cinema delle Donne agli Incontri di Sorrento e nel 1987 il premio “Elvira Notari” alla Mostra del Cinema di Venezia.

«Ritornare al pensiero mitico, ritornare a mnemosine riporta la memoria e lo scandalo della differenza, la coscienza e la scissione dalla natura e dal cosmo. L’origine del pensiero filosofico è coscienza tragica della differenza, il mito è quindi il retaggio di un pensiero diverso. La differenza sessuale è posta dall’uomo con la nascita del concetto e con l’uccisione delle amazzoni» (Mangiacapre, Cinema al femminile 2).

Ore 17 – Donna di cuori di Luciano Crovato e Lina Mangiacapre (1994, 85’). Una coppia alto borghese torna nella casa dove aveva vissuto molti anni prima nella speranza di ricostruire un rapporto ormai spento. L’arrivo di un giovane sembra capace di innescare un gioco a tre dagli esiti imprevisti.

Ore 19 – Didone non è morta (1987, 98’). «Napoli e i Campi Flegrei diventano lo scenario in cui Didone, la fondatrice di Cartagine, ritorna alla vita per rincontrare ancora una volta il suo grande amore, Enea, e perderlo insieme al suo sogno dell’unità di una civiltà mediterranea. In una dimensione surreale passato e presente si rincontrano in spazi e tempi paralleli. Dalla discoteca, all’incontro con la Sibilla, un viaggio all’Averno, una avventura che sfida ogni limite. Competitività, amore, potere e passione di cui il mare di Napoli e il fuoco dei Campi Flegrei sono elementi simbolici». (Mangiacapre)

Ore 21 – Faust Fausta (1991, 96’). Tratto dal romanzo omonimo della stessa autrice, che ha anche composto le musiche originali del film.

«La mia storia dimostra che mai come oggi Faust è presente. La vicenda ruota intorno all’idea che la vita ha sempre le sue carte da giocare: cambiare sesso, cambiare destino. Faust Fausta è una donna con una nuova identità, che sfida i limiti del suo passato» (Mangiacapre)

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