Il silenzio degli innocenti

Demme è un grande regista e l’ha dimostrato nel corso degli anni. Dopo Philadelphia è impossibile non parlare della sua pellicola più famosa per la quale ha vinto il premio Oscar come miglior film e miglior regia. “Il silenzio degli innocenti” (dal titolo originale “The silence of the lambs“; lambs significa “agnelli” ed essendo simbolo d’innocenza va più che bene la traduzione) fu uno dei pochi film a vincere tutti gli Oscar più importanti ossia miglior film, miglior regia, miglior attore protagonista, miglior attrice protagonista e miglior sceneggiatura non originale. Tratto dall’omonimo romanzo di Thomas Harris, “Il silenzio degli innocenti” è un thriller magistrale.

Il silenzio degli innocenti. In foto una scena del film con Anthony Hopkins e Jodie Foster.
Il silenzio degli innocenti. In foto una scena del film con Anthony Hopkins e Jodie Foster.

La messa in scena della fotografia e degli ambienti risulta essere spettacolare con un clima spettrale e tenebroso: Demme preferisce inserire una fotografia cupa come se volesse scavare nell’animo dei personaggi: non troviamo mai sequenze eccessivamente luminose proprio per mantenere un costante clima di tensione all’interno della pellicola.

Demme dirige in maniera eccellente con l’utilizzo di piani sequenza ben studiati e con un attenzione magistrale nei dettagli: egli inquadra costantemente soggetti in primo piano quasi come se volesse entrare dentro il personaggio e a far immedesimare lo spettatore all’interno di esso. Tutto viene magnificamente orchestrato dalla colonna sonora di Howard Shore. La sceneggiatura scorre in maniera ordinata senza mai strafare dal punto di vista narrativo ma che riesce a colpire visivamente per la presenza di un mostro sacro: Anthony Hopkins, con il quale Demme gioca molto in termini di regia, compare solamente per 16 minuti ma gli bastano per portarsi a casa la meritata statuetta.

Il suo sguardo è pauroso e terrificante e quando guarda la telecamera vorresti girare gli occhi per non osservarlo. Jodie Foster si porta a casa l’Oscar come miglior attrice protagonista ampiamente meritato se considerata la difficoltà nell’interpretare un ruolo molto forte dal punto di vista emotivo e lei riesce a renderlo perfettamente. Splendido anche Ted Levine nei panni di Buffalo Bill.
Potente e immortale.

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