Giovanni Scotti. Foto Ufficio stampa.
Giovanni Scotti. Foto Ufficio stampa.

Giovanni Scotti, recitare per comunicare

A tu per tu con Giovanni Scotti

Giovanni Scotti è entrato nel cast della fiction Sirene, la fiction di successo di RAI 1 che ha riscosso da subito il consenso dei telespettatori. Un cast eccezionale con attori come Luca Argentero, Maria Pia Calzone, Valentina Bellè, Ornella Muti.

Giovanni Scotti. Foto Ufficio stampa.
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Il giovane Scotti interpreta Nicola, ma dopo questa esperienza tutta italiana, è pronto per la carriera hollywoodiana. Una carriera tutta da scoprire in questa intervista…

Benvenuto su La Gazzetta dello Spettacolo, Giovanni. Mi presenti il tuo personaggio nella serie tv Sirene?

In questa serie TV interpreto il ruolo di Nicola,  componente arguto e speranzoso di un simpatico trio completato da Mao, innamorato deluso, e da Filippo, in preda ad una crisi ormonale adolescenziale. Tutti e tre siamo membri, non proprio indispensabili per abilità fisiche, della squadra di pallavolo del liceo allenata dal prof. di educazione fisica Salvatore Gargiulo (interpretato da Luca Argentero) ed è proprio a quest’ultimo che Nicola cerca di ispirarsi, coinvolgendo gli altri due, nella speranza che il futuro possa riservare anche a loro il successo con le donne di cui ora gode il prof.

Ti assomiglia? In cosa credi di essere diverso da lui?

Sicuramente abbiamo in comune una buona positività e tanta voglia di mettersi in gioco per raggiungere i nostri obbiettivi. Come Nicola, anche io cerco di non abbattermi di fronte alle banali difficoltà della vita quotidiana e questo mi fa essere aperto e speranzoso nei confronti del futuro.  Quello che, invece, invidio a Nicola è di sicuro la grande spensieratezza, che lo contraddistingue e che nella vita, probabilmente, non guasta.

Che esperienza rappresenta per te Sirene?

Dire che è stata una bellissima esperienza sarebbe certamente riduttivo. Sirene è stata la mia prima esperienza su un set, di conseguenza porta con sé la forza e l’importanza che hanno tutte le prime volte.   Un mondo, quello del nostro set, magico almeno quanto la storia che raccontavamo.

Quale è il ricordo più bello che porterai con te di questa esperienza?

Non credo di sbagliare dicendo che di questa esperienza ricorderò tutto: dalla prova costume all’applauso finale, quello classico di fine riprese. Sono tanti i momenti belli ed ora davvero non mi sento di sceglierne uno anziché un altro. Certamente però mi va di citare e ringraziare in particolare i miei due compagni di trio, Domenico e Francesco,  con i quali si è creato fin da subito un gran bel rapporto, e il regista Davide Marengo, che sul set ci ha dato la possibilità di esprimerci al meglio andando, talvolta, anche fuori dai binari prestabiliti.

Sarai nel cast di The Alienist. Un bel traguardo per te. Che emozione provi?

L’emozione è enorme. Quando, mesi fa, fui scelto dalla Paramount per interpretare il ruolo di Enzo Santorelli la mia prima reazione fu l’incredulità. Adesso però, con più lucidità, sono veramente fiero del lavoro fatto per ottenere il ruolo.

Hai recitato accanto ad attori come Dakota Fanning, Luke Evans e Daniel Brühl. Come ti sei preparando a questa esperienza?

A settembre sono terminate le riprese della serie, che, sperabilmente, andrà in onda già ad inizio del prossimo anno. Recitare con loro è stato per me entusiasmante, ma anche molto formativo. Da attori come loro si può “rubare” tanto ed è quello che ho fatto io guardandoli e studiandoli continuamente quando ho condiviso con loro il set.

Inoltre i set internazionali, come quello di The Alienist o anche come quello del film “The Happy Prince” di Rupert Everett (a cui ho preso parte lo scorso autunno), sono sorprendenti e arricchiscono moltissimo il tuo bagaglio, dato che ti danno la possibilità di condividere lavoro e tempo con persone di nazionalità disparate e professionalità altissima.

Sarai anche nella serie TV Tilt. Cosa puoi anticiparci?

Non posso anticipare granché purtroppo. Posso dire però che c’è un piacevolissimo affresco dell’italia da nord a sud e i temi trattati riguardano molto da vicino le giovanissime generazioni. Dunque speriamo bene!

Giovanni, sei giovanissimo e stai vivendo un bel periodo. Cosa rappresenta per te la recitazione?

La recitazione è il mio modo di comunicare, di trasmettere e di esprimermi. Paradossalmente niente più della recitazione mi permette davvero di essere me stesso.

Chi é Giovanni? Come ti descriveresti a chi non ti conosce?

Giovanni è un ragazzo con tanti interessi e sogni da inseguire. Un ragazzo che fa della determinazione il mezzo per realizzarli. Per il resto una persona semplice che ama stare con gli amici di sempre.

Un augurio che fai al Giovanni Scotti del futuro…

Gli auguro di guardare il mondo sempre con entusiasmo e curiosità, perché credo fortemente che siano elementi imprescindibili per un attore.

Autore: Anna Chiara Delle Donne

Redattrice

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