Il vestito di Marlene

Il Vestito di Marlene con Mvula Sungani Company

Il CRDL Residenza delle Contaminazioni Coreutiche in collaborazione con il Zona Franca Spettacolo, hanno dato vita ad un progetto innovativo che traccia i contorni di un garbato profilo muliebre dal titolo “Il Vestito di Marlene” la DANZA incontra il ROCK.

Il vestito di Marlene

La nuova produzione, nata da una residenza multidisciplinare al Teatro Lyrick di Assisi, fonda le sue basi su due elementi portanti la Physical Dance ed il Rock, forza e poesia di due anime artistiche da sempre all’ avanguardia: la Mvula Sungani Company ed i Marlene Kuntz.

Un cast d’eccezione che propone sul palco Emanuela Bianchini ed i solisti della Mvula Sungani Company uniti ai Marlene Kuntz per un opera simbiotica coreografata da Mvula Sungani su soggetto di Tom Cardinali e drammaturgia dello stesso coreografo e di Paolo Cardinali.

Il Vestito di Marlene” è tanto la veste di seta che accondiscende le flessuosità di un corpo femminile quanto la pelle che le costringe, le vessa o in estrema sintesi i lividi, lascito di un rapporto possessivo a farle da vestigia. Dalle muse delle notti insonni dei poeti alle prostitute complesse, spigolose, profonde di Egon Schiele. Da Marlene a Marlene senza che Marlene sia mai la stessa. Una sorta di intima esposizione che attraverso il ponte metaforico del vestito cuce lo sviluppo dello spettacolo ai fianchi partendo dalla mente, in una sintesi ammaliante, a tratti lisergica e corporale attraverso il viatico che passa della fisicità della danza di Mvula Sungani alla poetica dei Marlene kuntz, carezzandola, al petto cingendola.. Due anime, la danza e la musica, che si alternano nel ruolo di modella e sarto, di musa e cantore, alcove di un’anima comune. Un “Flash nevrotico” o una quiete ammaliante, confortante. Un passaggio/transito degli stati d’animo vittime del concetto tempo/umori. Un ritratto di donna che si esaurisce in un gemito tanto quanto di quella capace di protendere all’eterno.

Il filo conduttore dello spettacolo è la figura femminile in tutti i molteplici aspetti che la contraddistinguono. Figura alla quale spesso non si rende adeguata giustizia ma che altrettanto spesso si impone quale fonte di ispirazione. Protagonista assoluta dell’arte che non può trovare rappresentazione migliore, tenuto conto chiaramente anche di arti quali pittura e scultura, che nella danza e nella musica. Espressioni artistiche che grazie al loro dinamismo favoriscono l’interazione ed il coinvolgimento emotivo dello spettatore, estremamente funzionali all’esplicazione del concetto senza che venga meno il fondamentale aspetto della cura dell’estetica con la spettacolarità e la godibilità che inevitabilmente ne deriva. La particolarità del progetto sta nel fatto che, cosa senza precedenti nell’ambito della danza contemporanea e della musica rock, sia i danzatori che la band saranno presenti in scena. Generalmente, in progetti similari, la musica è solamente un supporto registrato funzionale alla coreografia. In questo caso le due espressioni artistiche si fondono dal vivo dando alla rappresentazione un corpo, una forza ed un’anima che altrimenti verrebbero meno. Le melodie ammalianti, tanto quanto le sonorità acide e disturbate dei Marlene Kuntz, in una simbiosi perfetta con la fisicità e la grazia della Mvula Sungani Company. Le molteplici sfaccettature dell’attività che entrambi portano avanti con successo ormai da anni consentono di avere una veduta a 360° dell’universo femminile. Permettono non solo, al fruitore, di godere di un’immagine complessiva e soddisfacente del tema trattato nonostante la sua complessità, ma lo ammalierà con sfumature e prospettive che generalmente non si è usi contemplare. Il progetto ha l’ambizione di rappresentare una proposta innovativa per il panorama culturale italiano, di ampliare le vie di comunicazione, allargare l’orizzonte dell’espressione artistica portandola ad una dimensione più compiuta.

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