Dondarini Dal Fiume, insieme per sbaglio

Al Duse di Bologna, Dondarini Dal Fiume

Nel titolo dello spettacolo c’è il destino che li ha fatti incontrare. A differenza di molti cabarettisti, Dondarini Dal Fiume sono capaci di attirare l’attenzione del pubblico senza ricorrere necessariamente alle battute ad effetto. Attraverso l’improvvisazione e l’estro del momento sanno, infatti, regalare al pubblico spassosi siparietti di puro intrattenimento, riuscendo sempre a confezionare spettacoli molto godibili.

Dondarini Dal Fiume in una scena dello spettacolo
Dondarini Dal Fiume in una scena dello spettacolo

È vero che il vostro incontro artistico è stato propiziato da un errore, benedetto poi da un autore televisivo che vi ha consigliato di rimanere insieme?

Dondarini: Si è vero. Il nostro incontro artistico è nato proprio così! Io presentavo il Lab Zelig di Bologna e lui (Davide Dal Fiume) era uno dei comici. Appena è salito sul palco abbiamo iniziato ad improvvisare perché nel pomeriggio non avevamo potuto provare. Tra noi è nata subito una particolare magia. Una bella alchimia che fin dall’inizio ha conquistato il pubblico. Finito quel pezzo due autori di Zelig ci hanno detto: Ma perché non provate a fare dei pezzi insieme?

Sì – aggiunge Dal Fiume – Inizialmente gli autori Zelig ci hanno invitato a riproporre l’improvvisazione a canovaccio che ha ridato immediatamente gli stessi risultati.

Da quel momento siamo andati avanti così! Tant’è che il nostro spettacolo si chiama proprio: Insieme per sbaglio. Cosa racconta il vostro spettacolo?

Racconta di noi, mostrando i nostri pregi ma soprattutto i nostri difetti. Ma più che altro si concentra sui paradossi della vita quotidiana. Mostra quelle banalità che molte volte diventano assurdità nelle situazioni quotidiane che accadono ogni giorno. È facile per lo spettatore rispecchiarsi nei molti momenti proposti dal nostro spettacolo. Chi è che non è mai stato in fila dal dottore? In un ufficio pubblico? Chi non ha mai vissuto il primo giorno di un corso qualsiasi? Il pubblico si rivede in quello che facciamo con la possibilità di scegliere da che parte stare.

Avendo avuto per anni un percorso artistico autonomo, come siete riusciti in quella che potremmo definire una “fusione a freddo” capace di regalare un duo completo ed irresistibile?

Dal Fiume: Noi non ci eravamo mai visti prima ma siamo riusciti a fonderci grazie a un grande rispetto dei tempi e dello spazio dell’altro, soprattutto, quando siamo in scena. Questo si è tramutato ben presto in un divertimento contagioso che ha coinvolto il pubblico.

Dondarini prosegue: La nostra fusione a freddo è nata praticamente spontanea, senza sforzi. Davide aveva già avuto una esperienza a due, quindi forse lui era più pronto, ma per quello che mi riguarda, forse essendo abituato anche a presentare, quindi a fare da spalla, mi sono trovato subito a mio agio! Per entrambi, inoltre, è stato molto stimolante modificare le dinamiche dopo tanti anni. Cambiare il modo di scrivere i pezzi, di stare sul palco, di condividere gioie e dolori, insomma sicuramente siamo stati travolti da una sferzata di freschezza.

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