SoundtrucK

SoundtrucK: Southern Rock dalla Grecia

Senza tema di smentita i SoundtrucK possono essere ben considerati una delle rock band più famose ed apprezzate della Grecia. Composta da Romanos Alex, lead vocals, Vassilis Panagopoulos, chitarra, Greg Apostolopoulos, chitarra, Dimitris Lykakis, basso e George Kalaitzoglou, batteria, la formazione nata nel 2008 e diventata presto un punto di riferimento in patria per il genere Southern Rock, torna sul mercato discografico con il secondo album, intitolato Voodoo.

SoundtrucK

Influenzati da acts come gli ZZTop, Allman Brothers e Lynyrd Skynyrd, i Soundtruck hanno avuto la possibilità e l’onore di aprire il concerto di questi ultimi ad Atene nel 2012, venendo poi lanciati non soltanto in patria ma anche nel resto d’Europa. Le eccellenti critiche da parte dei media e il gradimento sempre crescente del pubblico ha fatto il resto portando la formazione ad esibirsi in tanti concerti, passando per i piccoli clubs fino alle grandi arene e ai vari festival. E con Voodoo i cinque talentuosi musicisti greci si avviano ad una sempre maggiore notorietà e ad un’ascesa ben oltre i confini della Grecia. Abbiamo parlato con il chitarrista Vassilis Panagopoulos per farci raccontare qualcosa di più della sua formazione e della nascita del cd Voodoo…

Voodoo è il vostro secondo lavoro. Qual è secondo voi la differenza fondamentale tra questo e il vostro album di debutto?

Voodoo è il secondo album dei Soundtruck e ne siamo molto fieri. Le più grandi differenze rispetto al primo disco riguardano il nostro line-up, che è variato. Detto questo credo si intuisca perfettamente che il sound della band ha subito dei cambiamenti. I brani sono anche più completi rispetto a quelli dell’album d’esordio e il sound è più anni ’70 ma con un mix e master del 2019. Un’altra differenza è che Voodoo contiene anche alcuni pezzi slow tipo Stay e Time to Change e che non tutte le canzoni sono dello stesso stile.

Quanto tempo vi ci è voluto per registrare Voodoo e siete completamente soddisfatti di come è venuto fuori?

Le registrazioni sono durate circa 6 mesi. E’ stato un processo molto stancante ma alla fine ne è valsa la pena. Siamo molto soddisfatti del disco che ci siamo ritrovati tra le mani.

Qual è la canzone che preferisci del cd e perchè?

Direi The Train. E’ un pezzo southern rock con delle chitarre molto strong e delle liriche assolutamente personali. Mi piace davvero perchè quando la ascolto in macchina potrei andare avanti a guidare per ore.

Da dove hai preso l’ispirazione per scrivere le liriche delle varie canzoni?

Le liriche, come ti ho detto, sono molto personali. L’ispirazione viene da situazioni varie che ho sperimentato fpersonalmente, alcune buone altre meno. Ho voluto puntare l’attenzione su gli sforzi che un essere umano fa per raggiungere i propri obiettivi

Pensate di presentare Voodoo dal vivo nel vostro paese e in giro per l’Europa?

Naturalmente! Abbiamo già suonato nelle grandi città in Grecia e abbiamo programmato alcuni live show nella Repubblica Ceca e in Irlanda per il prossimo maggio. Inoltre quest’estate suoneremo in alcuni festival in Grecia e speriamo di poter suonare dal vivo sempre di più.

Chi ha avuto l’idea per la cover dell’album?

L’idea per la cover ci è venuta in mente prima che iniziassimo le registrazioni dell’album. Volevamo catturare lo stile del southern rock in un colpo solo. Poi siamo andati dal nostro amico Vagelis Petikas Revolver Design e lui ha creato il designer che vedete e che ci ha lasciato particolarmente entusiasti. I colori sono talmente belli che quando li abbiamo visti per la prima volta ci siamo detti: Eccoci qui! E ti assicuro che se ti fa l’effetto che ha fatto a noi vuol dire che non hai bisogno di vedere altro.

Chi ha scritto le 9 canzoni di Voodoo?

Sono state scritte dalla band intera, tutti insieme. Ognuno di noi è venuto fuori con la sua idea di riff. Poi ci siamo seduti e abbiamo iniziato a lavorarci sopra. E’ un divertimento e nello stesso un processo molto creativo. E’ importante che ogni musicista metta le sue personali idee all’interno di una canzone. Puoi sentire un sacco di cose differenti in ognuna delle nostre songs e questo è un fatto molto interessante. Naturalmente deve esserci una certa direzione nel songwriting ma la musica e il modo più assoluto per esprimere le tue emozioni ed è quello che ti fa sentire libero. Questa è la ragione per la quale nel nostro album ci trovi brani dallo stile molto differente. Dalle ballads ai riff heavy ed anche brani di stoner rock.

Che cosa significa essere una rock band in un paese come la Grecia?

E’ molto interessante per quello che possiamo vedere. C’è un’audience enorme che ascolta il nostro tipo di musica in Grecia e che ci regala una grande energia e dinamismo. I festival si stanno aprendo sempre di più al genere di rock che facciamo noi. Molte nuove bands inoltre hanno elementi di southern nella loro musica. Il rock in Grecia si sta davvero espandendo e ci sono gruppi che riempiono delle grandi arene con i loro fans ma anche al di fuori del nostro paese ci sono formazioni che suonano in festival famosi riscuotendo grande successo. Comunque è molto difficile avere successo e non solo nel nostro paese. Devi impegnarti moltissimo e rimanere fedele alle tue ambizioni. Secondo me la cosa più difficile è avere la tua personale visione e riuscire a seguirla.

George Kalaitzoglou ha un drumming molto potente. Quali sono le sue influenze?

Lui ascolta rock ed heavy metal da quando aveva 14 anni. Ma il punto non è soltanto quello che ascolti. L’influenza riguarda anche chiuque sappia tenere bene il ritmo e creare un groove adatto alla canzone che sta suonando. Così George dice che ogni batterista che fa bene il suo lavoro, riesce ad attrarre la sua attenzione. Per quanto riguarda poi il dinamismo nel tuo modo di suonare, quello ti viene dalla nascita. Ogni musicista ha il suo stile personale.

Quali sono i vostri piani per il futuro?

Rimanere in salute e far ascoltare la nostra musica a più gente possibile. Inoltre vogliano tenere più concerti sia in Grecia che all’estero, in tutta Europa! Il grande obiettivo per noi è l’America. Vorremmo poter suonare in qualche show lì. Sarebbe davvero grandioso! Presto poi cominceremo a lavorare sul materiale per il nostro prossimo album e intendiamo finire di scrivere tutti i pezzi per la fine di quest’anno.

Soundtruck. Chi ha scelto questo nome per la band?

Il nome della band ci è stato suggerito da un nostro carissimo amico e nostro stage manager, Kostas Melas. Ricordo che quando ci diede questa idea, smettemmo subito di discutere e decidemmo di adottare proprio Soundtruck come nome per la band. Credo sia davvero cool combinare la parola “sound” con “truck”. Anche questo fa molto southern così…è una forza!

Che ricordi avete di quando avete aperto i concerti per i Lynyrd Skynyrd nel 2012?

Ricordiamo ogni dettaglio! E’ stata un’esperienza indimenticabile. Quel giorno abbiamo presentato il nostro primo album al mondo intero. Cosa c’è di meglio che suonare le tue canzoni aprendo per un act leggendario come i Lynyrd Skynyrd? Una settimana prima del concerto ci sentivamo molto sotto pressione, ma una volta che siamo saliti on stage ci siamo divertiti alla grande. Naturalmente ti dico che ci siamo resi conto di quanto fosse stato importante quel giorno soltanto un paio di anni dopo, perchè nel momento in cui questa cosa accadde eravamo solo agli inizi del nostro “viaggio”. Ricordo bene anche il momento in cui abbiamo incontrato alcuni membri dei Lynyrd Skynyrd come Gary Rossington e Rickey Medlocke, persone meravigliose con un grande senso dell’umorismo!

Autore: Susanna Marinelli

Giornalista pubblicista, ha scritto tra le altre per le riviste Cioè, Debby, Ragazza Moderna, Vip, Eva 3000, Grand Hotel, Gossip, Tutto, Nuovissimo...Ha partecipato come ospite a varie trasmissioni tv tra cui La Vita in Diretta e in radio per Radio2Rai.

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