Mery Rubes - Un giorno al museo

Intervista a Mery Rubes

Mery Rubes - Un giorno al museo

Per i nostri lettori Mery Rubes, l’attrice che va veloce

“Sono un fiore sbocciato dall’asfalto” racconta Mery Rubes con semplicità e naturalezza, la stessa che le ha permesso in un anno e mezzo di diventare prima una fotomodella notata da Bruno Oliviero e poi un’attrice già protagonista di un lungometraggio di prossima uscita, un ritorno alle atmosfere dei primi Film di Roger Fratter, come il celebre “Sete da vampira”.
“Mi piacerebbe inseguire il mio sogno, lavorare a progetti importanti senza spintarelle!”.

Idee ben chiare per la bella 35enne dal cognome fiammingo e dalla mentalità milanese: tanto lavoro, poco spazio per le chiacchiere. “In un anno e mezzo ho raggiunto tanti traguardi basandomi esclusivamente sulle mie forze e la mia irruente determinazione” confessa, per lei garantiscono un Regista come Roger Fratter, un Fotografo come Bruno Oliviero ed, un grande Attore come George Hilton.

Insomma, tanta carne al fuoco…

Quando ho deciso di buttarmi, ho scelto di farlo a testa bassa, umilmente, restando la persona semplice che sono.
Sono sempre stata una “testa calda”, motivo per cui ho interrotto gli studi alla Facoltà di Scienze Naturali ma, se ripercorro il mio passato, ricordo che fin da piccola mi mettevo in posa davanti alla macchina fotografica.
Probabilmente, avevo già un’ inclinazione naturale verso questo mondo.

Inclinazione che è rimasta sopita, fino a quando…

E’ vero, è successo tutto casualmente nell’estate del 2014. Fino ad allora ero una personalità forte, amante dei cavalli, buona forchetta ed abile cuoca. Ed, invece, sono bastate alcune fotografie mie mentre ero in spiaggia ad avvicinarmi al mondo della fotografia. Il primo fotografo con cui ho lavorato, Luca Grasso, mi fece capire che ero predestinata. Da allora non mi sono piu’ fermata collaborando con Sandro Colli Vignarelli, Dusit Dughera e tanti altri, vestendo gli abiti di due Stiliste del calibro di Rossella Cavioni e Renata Anna Ercoli.

Finchè vieni notata dal piccolo schermo…

Il Produttore Antonio Castronovo ed il Regista Max Ferro, della Blue screen Film di Torino, mi scelgono per un ruolo femminile in “La promessa del sicario” e mi lanciano come attrice debuttante. Loro mi scelgono, ed io accetto la sfida, vivendola con naturalezza come se quello fosse da sempre il mio mondo. Il mio rapporto col cinema inizia cosi’: al fianco di una Guest Star come George Hilton, un autentico Signore dentro e fuori dal set, una persona che stimo enormemente.

E poi da cosa nasce cosa…

Sky Arte mi sceglie per una parte nella trasmissione “Un giorno al Museo”, un programma culturale diretto e prodotto da Thierry Bertini, poi, il Regista Roger Fratter mi propone una collaborazione che stiamo portando avanti con successo. Abbiamo iniziato una serie di produzioni dal titolo “Mery Rubes – The movie” che racconteranno il mio personaggio sotto diverse sfaccettature. Nel contempo, sono in uscita due lungometraggi “I due Killers” e ” Donne di marmo”, nei quali ricopro due ruoli ben distinti l’uno dall’altro, passando da una personalità fragile e sottomessa “la pupa del boss” a quella di una donna forte ed indipendente “La titolare di una discoteca”.

Mery Rubes corre e va veloce…

Non avrei mai immaginato di diventare attrice, ma adesso che inizio ad esserlo non voglio perdere tempo. Nessuna scorciatoia, voglio stare alla larga dal marcio e dall’indecente, ogni giorno miro a migliorare me stessa professionalmente ed avere sempre nuove sfide da vincere ed affrontare. Voglio farmi col mio sudore e la mia fatica, guardarmi allo specchio ed essere orgogliosa di me, nessuna soddisfazione è piu’ grande di una coscienza pulita, la mia! Soprattutto in questo ambiente, dolce ed impervio, che io definisco “una rosa con le spine”. Con il solo talento è dura, ma non impossibile. Ho superato molte avversità fino ad ora, mettendomi in gioco pienamente e creando una sorta di corazza indistruttibile.

E, a proposito di guardarti, gli Italiani ti hanno trovata su un libro d’eccezione..

Quando ho intrapreso la carriera di fotomodella mi sono specializzata in intimo e nudo artistico.
Mi piace esaltare il mio corpo, farlo emergere con pose complesse che evocano l’arte in ogni sua parte.
Ed ecco che questo mi ha dato la possibilità di essere scelta dal mago dell’obiettivo Bruno Oliviero, che mi ha voluta nel suo “SEX APPEAL”, un libro fotografico che in copertina ha la grande Sophia Loren ed, in un riquadro la sottoscritta..

Anche questo mondo ti ha aperto le sue porte..

Mi sto dedicando pienamente, facendo molti sacrifici, visto che odio le scorciatoie, non temo il caldo ne il freddo.
L’affetto dei fan è un fattore decisivo: sui social ho molte persone che mi seguono, mi scrivono, commentano le mie parole. E, naturalmente aver ricevuto i complimenti di un Maestro come Oliviero mi ha convinto a proseguire in questa strada. Al Photo festival di Anzio, in occasione del premio alla carriera di Bruno, sono stata premiata con tanto di medaglia come possibile nuova stella del firmamento fotografico.
A ripensarci, sorrido perché voglio e resto la ragazza semplice di sempre.

Il cinema resta il tuo primo amore…

I generi Thriller ed Action sono quelli che preferisco. Spero di diventare una buona attrice, ammiro Edwige Fenech per la sua sensualità che ha saputo sprigionare nella commedia all’italiana e, mi piace molto la creatività di Megan Montaner. e poi, inarrivabile è Sophia Loren…

Davanti alla telecamera Mery Rubes si mette molto in gioco..

Certo! ogni ruolo ha le sue scene. Anche la scena piu’ sensuale non mi preoccupa, so che non cadro’ mai nella volgarità, perché non fa parte del mio modo di essere.
Forse, il mio valore aggiunto è proprio il non aver mai fatto corsi settoriali, il non essere ingessata nel modo d’essere: sono io, sempre, in qualunque situazione.

C’è qualcuno a cui devi dire grazie?

La lista sarebbe lunghissima, a partire da me medesima. Ovviamente a tutte le persone che mi hanno da sempre sostenuto, con le quali ho collaborato, che credono in me e nelle mie capacità.
All’Artista Celio Bordin con il quale ho realizzato un progetto unico nel suo genere “La sublimazione del corpo ad opera”. A Marco Balestreri Management che ha seguito passo per passo il mio breve ed intenso cammino. Ai miei genitori: senza il loro supporto non sarei arrivata dove sono… sul primo gradino, si spera, di una scalinata molto lunga.

Autore: Redazione

Redazione Giornalistica

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