IBREVIDIVERBI tornano con “Non si può”

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Dopo l’ottimo riscontro di pubblico e critica del precedente lavoro omonimo, IBREVIDIVERBI tornano a promuovere un nuovo singolo inedito intitolato “Non si può”. Si tratta già del secondo brano inedito svelato dal gruppo dopo “Ciò che è stato è stato” di quest’estate con il quale la band è arrivata alle finali del Premio Fabrizio De Andrè. Il singolo è attualmente in rotazione radiofonica (circuito Earone e Airplay Fm). 

 
Inoltre la band ha deciso di tentare il prossimo Festival di Sanremo nella sezione Giovani: il brano scelto per l’iscrizione è l’inedito “The show must go on”.
 
“Non si puo'” è un brano arioso e pop dal ritornello immediato fin dal primo ascolto. Il pezzo è accompagnato dal videoclip su Youtube (LINK) visibile da oggi. IBREVIDIVERBI ormai ci hanno abituato a letture “a più livelli” dei loro lavori, ed anche in questo caso, quel che può sembrare un semplice video in una location agreste, in realtà è una citazione di “Aspettando Godot” (Waiting for Godot) opera teatrale di Samuel Beckett. E un’altra citazione la troviamo direttamente nella canzone: “Morgan dice, non importa dove”. Un chiaro riferimento ad “Altrove” famoso brano del grande Marco Castoldi. A rendere la scena ancor più suggestiva, ci pensano poi le opere della factory di osteriamekkanika: “bestiali skulture” artistiche realizzate da Marco Mantesso, creativo veneto amico del gruppo.
 
IBREVIDIVERBI debuttano sul mercato discografico nel 2014 con il disco omonimo edito da Vrec, che include il singolo estivo “La Tartaruga” – per oltre 2 mesi nella TopTen dei brani di artisti emergenti piu’ trasmessi per radio – e la cover di Francesco De Gregori “Buonanotte Fiorellino”. La band residente tra Padova e Vicenza traccia un percorso personale sulla scia dei primi Tiromancino o Niccolò Fabi.
 
IBREVIDIVERBI (nome palindromo) nascono nel 2013 e sono formati da Diego Ceccon (chitarre e loopstation) e Davide Sartore (voce) entrambi provenienti da altri progetti discografici.  L’intento del duo, definito “minimalista” da Red Ronnie, è quello di riportare la musica alla semplicità di una “chitarra e voce”  giocando tra atmosfere semplici e testi in italiano mai banali.  Interessante è anche la strumentazione dove troviamo una chitarra Eko customizzata con 2 corde di basso al posto della  5° e  6° corda. Il loro punto di forza poi sono i concerti live, tanto da esibirsi anche ad EXPO2015: utilizzano una loop machine che registra tutto quello che viene suonato e sovrainciso al momento, creando un vero e proprio tappeto musicale con l’ausilio di sole due chitarre acustiche e le loro voci.

Autore: Redazione

Redazione Giornalistica

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