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Chiara Iezzi, i miei nuovi colori

A tu per tu con Chiara Iezzi

Chiara Iezzi è un insieme di colori, sensazioni, emozioni ma soprattutto è un insieme di armonia. Quell’armonia che assomiglia al posto che trovi nella vita per essere finalmente libera.

Chiara è libera, finalmente libera di esprimere e riscoprire se stessa attraverso la recitazione. Libera di dare a se stessa e agli altri infiniti colori e sfumature di un talento enigmatico e affascinante. La ritroviamo al cinema nel film The Broken Key dove recita accanto ad attori come Rutger Hauer, Geraldine Chaplin, Michael Madsen,Franco Nero,William Baldwin.

La Gazzetta dello Spettacolo incontra un’attrice e il suo mondo.

Benvenuta su La Gazzetta dello Spettacolo, Chiara Iezzi. Sei al cinema, in questi giorni, con il film The Broken Key. Come descriveresti il tuo personaggio? 

Esther è la direttrice del museo egizio, ed è un personaggio misterioso e un po’ ambiguo. Ha la responsabilità di alcuni segreti e codici, contenuti all’interno del Museo.

Questo è un ruolo significativo all’interno del film perchè in tutti i viaggi eroici che si rispettano, ci sono sempre personaggi che sono un po’ come dei guardiani che mettono alla prova gli eroi. Ed Esther rappresenta appieno questo.

Esther ti assomiglia? Cosa pensi ti abbia regalato umanamente e professionalmente questo ruolo? 

Quando interpreti un personaggio, spesso è diverso e distante da te. Credo di avere sicuramente dei tratti in comune con Esther come il senso di responsabilità nel mantenere riservate le cose. Sono una persona riservata che non parla delle cose altrui. Sono una persona che promette e mantiene.

Dal punto di vista dell’affidabilità, Esther mi assomiglia. Sai, spesso mi dicono che ho questa personalità un po’ misteriosa e che viene fuori quando recito. Io non mi percepisco così, ma mi sono resa conto che quando reciti escono fuori tutte le cose che hai dentro. E’ interessante fare l’attrice proprio perchè esci da te stessa e ritrovi delle parti di te che pensavi di non avere. Ritrovi le cose di te nel personaggio che ti viene dato. Sono totalmente innamorata della recitazione.

Perché bisogna andare a vedere The Broken Key? 

E’ un film interessante sotto vari punti di vista. E’ un viaggio avventuroso, alla scoperta di se stessi. Viene affrontata la tematica dei sette peccati capitali e di come bisogna trovare la propria assoluzione attraverso questo viaggio eroico. Attraverso ogni personaggio, si comprende quando ogni peccato diventa un limite e come lo si può superare per passare determinate soglie. Può essere d’ispirazione per chi è alla ricerca della sua realizzazione personale. Attraverso un viaggio così particolare e cinematografico ci possono essere degli spunti di riflessione.

Cosa ti fa innamorare quotidianamente del tuo lavoro e cosa rappresenta per te la recitazione? 

Questo lavoro ti aiuta molto ad essere. Semplicemente essere. Esci da te stessa e diventi qualcun’altra. Ti chiedi sempre: Come è essere qualcuno e poter vivere la sua vita?  La recitazione è una scoperta. Io sono molto incuriosita dalla vita degli altri. Perché le vite delle persone ti arricchiscono.

Con la recitazione, ho la possibilità di vivere tante emozioni in modo autenticamente. L’attore, quando recita, deve vivere realmente una scena e dare agli spettatori la verità. Nel momento in cui interpreti la vita di un’altra persona, hai la responsabilità di mostrare l’autenticità di quella persona.

E fino ad ora cosa pensi ti abbia regalato la recitazione? 

Mi conosco di più. La recitazione è una dimensione totalmente esplorativa e avventurosa per me. Ci vuole del coraggio per andare in profondità e riuscire a dare una performance credibile a chi ti guarda. Quando riesci ad interiorizzare gli aspetti del tuo personaggio e la sua psicologia, è bellissimo.

C’è un ruolo che in questo momento vorresti ottenere? 

Ce ne sono tantissimi. Sostanzialmente mi piacciono tanto i ruoli drammatici. Amo la letteratura e mi piacerebbe tanto poter interpretare Anna Karenina.

Quale augurio che vuoi fare alla Chiara che sarai? 

Vorrei mantenere la semplicità e l’interesse per le cose autentiche, è qualcosa che ho sempre avuto. Questa è la cosa che a me sta a cuore, mi piace l’idea di poter mantenere questa promessa come aspetto della mia personalità. Credo che sia molto utile nella vita e nella recitazione mantenere un certo grado di autenticità.

Amo molto questo mestiere, mi ci sono avvicinata dopo aver studiato, da allora mi sono presa del tempo per comprendere quanto mi potesse piacere e dare. Mi sono innamorata della recitazione perchè lì trovo una dimensione dell’autenticità necessaria. Mi sento di voler esprimere più lati di me stessa che prima avevo timore di esprimere. Adesso, mi sento più libera di esprimere molti più colori di me. Mi sento in armonia.

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