Paola Iezzi. Foto da Instagram
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Paola Iezzi: sta arrivando Mon Amour

Oggi vi raccontiamo di Paola Iezzi, del suo trascorso con la musica e soprattutto dell’uscita del suo nuovo videoclip musicale dal titolo “Mon Amour”.

Paola Iezzi. Foto da Instagram
Paola Iezzi. Foto da Instagram

Protagonista dell’ultima puntata di Whiteissimo, la Iezzi che ha parlato del suo rapporto con il mondo gay dai tempi in cui c’era anche Chiara fino ad oggi. Ha parlato del Padova Pride Village e di come la musica é cambiata dal 2000 (anno di Vamos a Bailar) fino ad oggi 2020 (con l’arrivo imminente di Mon Amour).

Quando esce in video di Mon Amour?

Dipende dal montaggio. Lo pubblicherò suo social e non potrete sfuggire. È davvero una figata pazzesca. Un video davvero speciale.

Mon Amour ha un sound che riporta indietro ai tempi del Festivalbar. Quanto è cambiata la musica?

La musica ha cambiato i connotati. É cambiato con l’avvento della musica indie. Una volta si campava di dischi, ora si fanno i dischi per far parlare del progetto o fare concerti. La musica è diventata un sottofondo e non il fulcro centrale. Non c’è più l’attesa dell’uscita del disco. I cantanti dividono il pubblico con gli influencer, con i tik toker. Ancora non si sa bene però dove andremo con tutto questo. C’é un grande marasma. Inutile essere nostalgici però perché non serve a molto. Bisogna portare nel presente ciò che di buono è stato fatto.” E ancora ” andiamo avanti ma portiamoci dietro il bagaglio.

Anche la versione spagnola ha un sound molto interessante…

Anche Max Pezzali, con cui siamo molto amici, si è particolarmente innamorato della versione spagnola.

Quest’anno sarai al Padova Pride Village…

Il 1 Agosto sarò al Padova Pride Village dove vado ogni anno […] sin da subito ci siamo capiti con questo mondo. Sin da subito sono stata un oursider nella vita, lo ero con Chiara e ho continuato ad esserlo in questo mio percorso musicale. Non mi sono mai sentita completamente compresa, non mi sono mai sentita come gli altri. Mi sono sempre sentita diversa, perché ho sempre ragionato in un modo diverso e penso che questa cosa mi abbia accomunato molto alla comunità gay perché mi sono sempre sentita tagliata fuori da certe dinamiche del mondo, da una certa visione del mondo. Sono stata una poco incline ad uniformarmi, al conformismo. Ho sempre ragionato con la mia testa e ho fatto cose diverse e speciali. Ho trovato sempre nella comunità un’accoglienza. Mi sono sempre sentita compresa.

Noi quando siamo uscite abbiamo sempre parlato di certi temi anche quando non andavano di moda. Ora è troppo semplice schierarsi. A volte abbiamo dovuto discutere con i nostri discografici perché io e Chiara prendavamo posizione ma per noi non c’erano dubbi. Ora i tempi sono cambiati. Le popstar cavalcano l’ondata gay-friendly che c’è nei confronti del pop.

Io e Chiara abbiamo inaugurato il primo gay pride a Milano con Viva l’amour. Ricordo che andammo a titolo gratuito e lo avevano fatto in una discoteca. Se pensi che ora ci sono le sfilate. Da parte nostra è stata una presa di posizione forte essendo il nostro periodo di esposizione mediatica più alto […] io mi sento compresa, che quando comunico qualcosa con la musica e la mia immagine, sento che dall’altra parte c’è una reazione di accoglienza.

Autore: Redazione

Redazione Giornalistica

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