Intervista a Maurizio Nuti - Homo Sapiens

Maurizio Nuti degli Homo Sapiens si racconta

Intervista a Maurizio Nuti - Homo Sapiens

A tu per tu con Maurizio Nuti

Gli Homo Sapiens hanno scritto le pagine più belle della canzone Italiana. Le loro splendide melodie  hanno letteralmente  conquistato il cuore di diverse generazioni, con brani intramontabili. Nel 1974 partecipano a “Un disco per l’estate” e nel 1977 al Festival di Sanremo. Tornerai Tornerò, Bella da morire, Un’estate fa, sono solo alcuni dei brani, che ancora oggi, appassionano migliaia di persone in tutto il mondo. Attraverso i loro testi descrivono straordinarie emozioni. Conosciamoli meglio con questa intervista concessa dal chitarrista-voce storica del gruppo Maurizio Nuti.

Lei con il suo gruppo ha scritto la storia della musica Italiana, com’è nata l’idea di creare gli Homo Sapiens?

Erano gli anni 60, non c’erano le discoteche, c’erano locali da ballo, ci voleva il gruppo per forza.

Questo nome da dove deriva?

Questo nome è una curiosità. Ci siamo scervellati per trovare un nome. Poi è arrivata un disco dall’America che si chiamava Homo Sapiens. Non abbiamo inciso quella canzone, però abbiamo preso il nome.

Avete centinaia di concerti in attivo, ne ricorda uno particolarmente?

Quello più mastodontico in Canada, con 120.000 persone. Erano gli anni 80,  non eravamo nemmeno abituati a questi grandi numeri.

Qual è il suo ruolo nel gruppo?

Sono il chitarrista e pseudo autore di qualche brano ( sorride).

Lei quando ha capito che avrebbe intrapreso questa strada?

Alla prima comunione quando mi hanno regalato chitarra.

E per il futuro, quali sono i vostri progetti?

Il futuro è un’incognita, noi continuiamo ad andare avanti per la nostra strada. Finché c’è vita c’è speranza ! ( sorride).

Come si concilia la musica degli anni 70/ 80 con quella  di oggi?

Questa è una domanda alla Marzullo ( sorride), difficile rispondere. La musica degli anni 70 nasceva in tutta un’altra maniera.  Una volta c’erano gli autori che scrivevano per i cantanti, c’erano gli interpreti. Oggi c’è un po’ troppo  egoismo. Tutti tendano a scrivere per conto loro. Ricordiamoci che Morandi e Mina non hanno mai firmato un pezzo.

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