Afterhours

Afterhours, lo show in Sardegna

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A Porto Torres protagonisti gli Afterhours

L’attesa per vedere di nuovo Manuel Agnelli e soci on stage è oramai questione di giorni. E’ tutto pronto per uno degli eventi più esclusivi dell’estate musicale sarda, l’arrivo dell’unica tappa nell’isola della tournée promozionale per il nuovo album “Folfiri o Folfox” degli Afterhours.

Sulle ali del grande successo incontrato nei vari concerti in numerose città d’Italia e del trionfo di vendite per il nuovo album doppio di inediti, la band guidata da Manuel Agnelli arriva sabato 3 settembre 2016 alle ore 21,30 presso il Parco archeologico di Turris Libisonis a Porto Torres.

Afterhours

Assenti dai palcoscenici sardi dal 2012, per l’occasione del Summer Tour per il disco “Padania”, gli Afterhours ritornano davanti ai numerosi fan ed estimatori isolani per presentare dal vivo Folfiri o Folfox, il nuovo album doppio uscito il 10 giugno. Fatica quest’ultima realizzata con un nuova formazione, in seguito all’abbandono di Giorgio Prette e Giorgio Ciccarelli sostituiti da Stefano Pilia, chitarrista storico dei Massimo Volume e Fabio Rondanini, batterista dei Calibro 35 e che pare contrassegnata da un ulteriore salto qualitativo, rinnovato slancio e incisività creativa della band.

L’evento

Sul palcoscenico del Parco archeologico di Turris Libisonis gli Afterhours si presentano con l’attuale formazione composta da Manuel Agnelli (voce, chitarra, pianoforte), Xabier Iriondo (chitarra elettrica), Roberto Dell’Era (basso), Rodrigo D’Erasmo (violino, chitarra, pianoforte, mandolino, drum machine), Fabio Rondanini (batteria), Stefano Pilia (chitarra).

Folfiri o Folfox

Folfiri o Folfox all’apparenza un gioco di parole, in realtà ha un significato molto profondo, prende il nome da due trattamenti per la chemioterapia, un chiaro riferimento alla recente scomparsa del padre di Manuel Agnelli dopo un buio periodo di malattia.
“Folfiri o Folfox é un album sulla morte e sulla vita, sulla malattia e sulla “cura”, sulle domande senza risposta, sull’egoismo che ci fa sopravvivere, sulla rabbia e sulla felicità, sulle chiusure di cerchi che ci permettono di aprirne altri. Su tutto quello che era diventato scontato e che mi ha fatto bene riaffrontare per decidere che siamo qui per vivere, non solo per subire la vita. È la storia di un bambino che non crede in Dio e, in un sogno, si fa promettere da suo padre che loro due non sarebbero mai morti. Non ho mai avuto bisogno così tanto di scrivere e comporre un disco» (Manuel Agnelli).

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