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Istruzione e musica al fianco di Malala

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La storia pubblica di Malala inizia il 9 ottobre del 2012. All’epoca è una ragazzina pachistana come tante. Quel giorno un miliziano la ferisce al collo e alla testa. La situazione è seria, prima è ricoverata nell’ospedale di Peshawar; poi, aggravandosi, è trasferita in Gran Bretagna. Qui, presso l’ospedale Queen Elizabeth di Birmingham, subì una delicata ricostruzione del cranio. Fu dimessa solo mesi dopo.
Quel 9 ottobre le ragazzine come lei scesero in piazza a pregare per la loro coraggiosa coetanea, e rivendicare i loro diritti.
La colpa di Malala? Il suo diario in lingua urdu era stata affidato alla Bbc: le parole che la piccola eroina aveva impresso su quelle pagine, parlavano della vita asfittica che i Talebani permettevano nella Valle di Swat. Un particolare accento, nel diario, riguardava l’istruzione delle ragazze.

In questi giorni Malala compie gli anni. Tutte le ragazze che compiono gli anni e che diventano maggiorenni, dovrebbero essere festeggiate con un articolo! Comunque, superato questo tentativo di omaggiare le giovani donne che si affacciano agli impegni, sicuramente e in quest’occasione, i migliori auguri di compleanno, da parte del mondo civile, vanno a Malala Yousafzai.

La vita degli individui segue dei ritmi e degli itinerari che impegnano l’attenzione sempre in una direzione. Che si lavori o si studi, o ci s’impegni in qualsiasi altra attività, la routine è la classica ‘patologia’ sempre in agguato. Anche se ci si fa inoculare gli anticorpi, la palestra, il calcetto e via dicendo, beh, la routine ingloba anche loro. Non c’è niente di errato: quando si balla e quando si vive, il ritmo è tutto. L’unico rischio che una situazione ordinata può presentare, è quello di sclerotizzarsi nel pensiero.

Ed ecco venire in aiuto gente come Malala Yousafzai. Ragazze come Malala cambiano la vita e ampliano il pensiero. Non si può pensare di apprendere alcune notizie e rimanerne distaccati. Nell’inconscio qualcosa matura.

Nell’anniversario dell’evento, nel 2013, Malala ha pubblicato le sue memorie con il titolo di I’m Malala. Il Parlamento europeo le ha conferito il prestigioso premio Sakharov per la libertà di pensiero. Dopo l’attacco subito, Malala si è particolarmente e con successo battuta per l’emancipazione delle sue coetanee. Nel 2014 è insignita con il Nobel per la Pace. Su Twitter, per il compleanno, l’eroina diciottenne ha postato una foto con Il diario di Anna Frank in mano.

A Malala e Anna Frank, poiché lo spazio non permette di ospitare tutte le eroine che danno una lezione di civiltà agita, si vuole aggiungere qui, un’altra ragazza coraggio che sul tardo crinale del 2014, al pari di Malala, si adopera per difendere due ragazzine. Si sta parlando di Tugce Albayrak, ragazza di ventitré anni che, in un McDonald’s distratto di Offenbach, Germania, perde la vita in seguito al coma causato da un pugno in pieno viso. La storia di Tugce è diventata una struggente canzone del cantautore Mimmo Parisi:  (https://www.jamendo.com/en/track/1210127/mimmo-parisi).

Vale sempre la pena ricordarsi che libri, I’m Malala, Il diario di Anna Franck o una canzone, McDonalds’s Angel, non sono mai fatti di parole che si confondono nel vento; la stessa Malala, in occasione del suo compleanno, ha dichiarato in un suo messaggio su Twitter che “L’istruzione è la vera arma per il cambiamento”.

Autore: Anthony Moy

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