Roberto Van Heugten torna con “L’orgoglio del lemming”

Lo scrittore Roberto Van Heugten, nato in Olanda ma residente sul Lago di Garda, in soli sette anni e mezzo ha pubblicato quattro romanzi, due ebook, venti racconti in antologie e vanta collaborazioni di vario genere nel mondo editoriale.

Roberto Van Heugten - L'orgoglio del lemming

La sua penna, più volte premiata, ha dato vita al personaggio di Gianluca Vanetti, l’investigatore suo malgrado.

Benvenuto Roberto Van Heugten. La cronaca riferisce dell’uscita nel marzo scorso del tuo quarto romanzo, Area riservata. A sei mesi dalla pubblicazione cosa ci puoi raccontare?

Posso dire innanzitutto di essere molto contento di questo libro. La quarta avventura del protagonista Gianluca Vanetti sta riscuotendo un inaspettato successo, legato probabilmente all’originalità della trama e alla complessità dei temi trattati. Con questa parola non intendo definirlo un libro difficile, anzi, grazie a un sapiente lavoro di editing il testo tratta tre argomenti con una fluidità e una sintonia non comuni.

La complessità è data dal fatto che in Area riservata affronto tematiche psicologiche attinenti alla sfera personale di un uomo in difficoltà – segnalo per gli affezionati che il libro inizia con lo scoppio parziale della famosa Casa sul meteorite – che vanno a interagire con il suo coinvolgimento in una controversa community digitale e con l’attualissimo problema dell’integrazione nel nostro territorio di quella porzione di immigrazione che interessa il tessuto economico e sociale delle popolazioni ospitanti.

È il caso di dire che finalmente è arrivato il meritato successo?

Proviamo ad augurarcelo insieme! Ero soddisfatto anche dei romanzi precedenti, in particolare Asia – uscito nel 2019 – aveva già ottenuto consensi lusinghieri e ottimi risultati in libreria. Perfino l’ebook promozionale Mille Miglia 1951, pensato con l’editore Homo Scrivens per diffondere la figura del protagonista Gianluca Vanetti, è risultato nel suo piccolo un caso editoriale da ricordare.

E ora ti ritroviamo in libreria con una nuova uscita…

Sì, pubblicata dall’editore Isenzatregua, di una divertente raccolta di racconti scritta a sei mani. Già il titolo L’orgoglio del lemming, appiccicato su un’allarmante copertina dove il simpatico roditore produce un’ombra da orso incazzato, stimola più di una curiosità. Il genere dei dodici racconti è il mitico Weird, che concentra in una parola tutto ciò che attiene al grottesco, surreale, tragicomico, impossibile… La singolarità di questa antologia sta nel fatto che io e i miei due colleghi abbiamo involontariamente scritto racconti nei quali l’editore – bravissimo nella fase di impaginazione – è stato in grado di trovare una voce corale che gli ha consentito di disporli in un ordine apparentemente logico.

Cosa ci possiamo aspettare da L’orgoglio del lemming?

Di certo il lettore passerà momenti divertenti, tra i quali gli capiterà ogni tanto di precipitare in atmosfere oniriche, surreali e talvolta addirittura noir. Ma poi si riprenderà facendosi qualche risata, che provvederemo a spegnergli presto con il racconto successivo. Un libro folle, ma di una follia sana e soprattutto voluta.

Ci segnali qualche brano?

L’orgoglio del lemming contiene racconti che hanno già avuto riconoscimenti. Il mio Merenda da Tiffany per esempio è stato selezionato al concorso “Teatro L’Avvelenata 2021” di Roma e verrà pubblicato in apposita raccolta. Giacomo Soraperra invece con il suo Se ancora vorrai ha ottenuto il secondo posto al concorso Riflessi sul lago 2019. Del terzo autore, P.I. Langosch, posso solo dire che è il “compare nascosto”. Ha partecipato a questa antologia sotto pseudonimo, è uno straniero già affermato e mi piace definirlo un ottimo sparring partner. I suoi sono quattro racconti che hanno uno stile molto personale, se ne riconosce la mano esperta e ben definita.

Torniamo un momento all’autore Roberto Van Heugten. Con l’antologia di cui abbiamo appena parlato dimostri di non scrivere solo giallo e thriller, ma di affrontare diversi generi. Definisci in cinque righe la tua scheda professionale.

Cinque righe… Mica facile! (E così ne ho già sprecata mezza). Considera che anche il modo con cui scrivo i miei gialli non è convenzionale, così come non lo è il protagonista della serie. Da sempre, anche quando scrivevo per scopi non letterari, riesco a piegare stile e terminologie al contesto in cui mi trovo coinvolto. Con la stessa abilità scrivo libri, articoli di turismo e golf, cataloghi per prodotti, storytelling aziendali. Eclettico ti piace?

Mi piace, sì. Fammi un esempio.

Te ne farò due. Nel 2017 ho partecipato al concorso Fiori di vite, con un racconto – Lo sprissetto di Carla – che narrava di un piccolo commerciante di pollame e animali da cortile, ambientato a Castelfranco veneto con usi e termini trevigiani a profusione. Selezionato e messo in antologia. Quest’anno, il già citato Merenda da Tiffany è ambientato a Roma, con dialoghi parzialmente in vernacolo, narra di un barista che non sopporta più i clienti ed è pieno di debiti… selezionato a concorso.

Nel frattempo gestisco un blog che parla di golf e località turistiche e sono uscito con Area riservata, romanzo giallo gardesano, dopo aver tradotto schede tecniche di mangimi per cani e gatti da italiano a olandese. Che ne pensi?

Che hai una penna veramente varia. In chiusura, cosa ti senti di consigliare agli aspiranti autori che possono aver letto questa intervista?

Non vorrei scadere nel già detto proprio ora. Tuttavia, sento che il consueto consiglio “non mollate mai” abbinato all’essere felicemente convinti delle proprie idee sia un buon modo per riassumere quello che è tutto sommato il percorso che ho fatto io.

Da ultimo, partecipate ai concorsi! Scegliete quelli seri e accettate il giudizio che vi verrà consegnato. A chiunque piacerebbe essere considerato un novello Stephen King, ma non è mica garantito che sia per tutti possibile.

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