Tutto come (im)previsto. La scatola delle Ex, di Henry Kolt

Il protagonista dell’ultimo romanzo di Henry Kolt, Tutto come (im)previsto, trova in cantina dopo molti anni la mitica “scatola delle ex”, piena di lettere a lui spedite dalle donne del suo passato. Donne magari dimenticate, o diventate solo un pallido ricordo di una fase dell’esistenza ormai finita.

Tutto come (im)previsto. La scatola delle Ex, di Henry Kolt

Le lettere diventano il pretesto per fare un viaggio nel passato di un uomo che ha ormai lasciato tanta vita dietro le sue spalle; rievocando le sue ex, non solo fidanzate ma anche semplici amiche, il protagonista ricorda la sua gioventù e tutte quelle esperienze che hanno costruito le basi della sua personalità. Il romanzo diventa quindi una vera e propria resa dei conti in cui si analizzano episodi più o meno cruciali, così come relazioni interpersonali più o meno profonde e significative; un doveroso bilancio che porta inevitabilmente a rispolverare errori e sensi di colpa schiacciati in un angolo buio della coscienza, con la speranza di non doverli più tirare fuori.

Egli si immerge quindi nel passato viaggiando nel tempo e alternandolo a sprazzi di presente, instaurando un dialogo con ognuna delle donne da lui frequentate, che pian piano prendono vita e, a volte, anche parola. L’autore racconta infatti la sua storia con un pizzico di umorismo, facendo intrattenere di tanto in tanto i “fantasmi” dei vari personaggi femminili con dialoghi decisamente surreali. Attraverso questo viaggio condotto sul filo delle parole, il protagonista riflette sull’imprevedibilità della vita, sulle strade mai percorse e sulle “sliding doors” mancate.

Alcune donne hanno lasciato un segno profondo in lui e le ricorda con affetto, soprattutto perché sono legate a periodi fondamentali per la sua crescita e la sua formazione: è interessante infatti notare come l’autore approfitti della vicenda privata del suo protagonista per trattare di momenti storici importanti per l’Italia, come le contestazioni studentesche degli anni Settanta o la violenta fase delle Brigate Rosse. In ogni lettera c’è un pezzo di sé e del mondo che ha abitato, e ognuno di questi frammenti diventa poi un quadro in cui è possibile ritrovare il proprio percorso esistenziale, e fare pace con tutto il non detto e il non fatto. Tutto come (im)previsto. La scatola delle Ex parla quindi di quei momenti in cui il proprio passato deve venire messo in discussione per poter andare avanti con la propria vita, e in cui è giusto riportare alla luce episodi della nostra esistenza che, pur se in apparenza poco rilevanti, stavano influenzando inevitabilmente il nostro cammino.

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