Hannelore Cayre e “La Daronne”: dal libro al cinema

La casa editrice milanese Le Assassine torna in libreria con “La bugiarda” portando in Italia l’apprezzatissimo romanzo di Hannelore Cayre pubblicato in Francia con il titolo “La Daronne”.

La bugiarda

Un bestseller da cui è stato tratto il film omonimo del regista Jean-Paul Salomé, con Isabelle Huppert come protagonista uscito il 9 settembre nelle sale francesi. Il 12 novrembre sarà invece al cinema in Italia. Intervistiamo Tiziana Prina, editrice e traduttrice dell’opera per il mercato italiano.

Tiziana, guardando le classifiche in breve tempo ha già raggiunto il terzo posto per gradimento del pubblico e presto uscirà in versione italiana. Del resto non poteva che essere così visto che il romanzo è stato pluripremiato sia in Francia che altrove?

Sì, il romanzo di Hannelore Cayre ha in effetti un bel medagliere al suo attivo: ha ottenuto le Grand prix de la littérature policière 2017, le Prix du polar européen 2017, le Prix des Lecteurs – Festival du Polar Vileneuve-lès-Avignon 2017, the Barry Award 2020 negli USA con il titolo The Godmother, the Crime Fiction In Translation Dagger 2020 in Gran Bretagna con il titolo The Godmother, Deutscher Krimipreis – International 2019 – primo posto. Nel gennaio 2020 era in cima alla classifica dei bestseller crime di Deutschlandfunk e di Frankfurter Allgemeine Zeitung.

Come ti sei imbattuta in questo libro?

In modo indiretto: leggevo una rivista tedesca dedicata alle crime stories, dove c’è un opinionista che mi piace molto; lui continuava a citare questo libro che nella versione tedesca si intitola Die Alte (La vecchia) e così mi sono incuriosita e sono andata a cercare la versione francese.

L’acquisizione dei diritti è stata un’impresa facile?

Non proprio. Il libro è pubblicato da una casa editrice che non rientra tra le grandi francesi e dunque credo che volessero affidarlo in Italia a una CE già nota, per cui ho avuto più di un rifiuto. Io però sono molto testarda e ho rilanciato un paio di volte. C’è stato in seguito un silenzio di qualche mese, in cui non mi ero messa del tutto l’animo in pace, quando all’improvviso ricevo da Le Seuil (una casa editrice francese assai blasonata che amo molto) la proposta, in quanto aveva in carico la gestione dei diritti d’autore per l’altro editore francese. Ho allora trovato un accordo per la cessione dei diritti e… voilà le livre en italien.

Puoi sintetizzarci la storia narrata?

Patience Portefeux ha cinquantatré anni, due ottime figlie, un amore tiepido per un poliziotto e una madre demente ricoverata in una casa di riposo, la cui retta peggiora la sua già difficile situazione economica. Eppure prima di rimanere vedova in giovane età, la sua vita era trascorsa tra gli agi, grazie ai traffici della sua famiglia e del ricco marito, e il futuro le si prospettava brillante e scoppiettante come i fuochi d’artificio che tanto l’incantavano. Con la morte del marito, Patience è dunque costretta a trovarsi un lavoro, e sfruttando la sua perfetta conoscenza dell’arabo lo trova come interprete traduttrice al Ministero della Giustizia, sezione narcotici. Il lavoro non è solo frustrante, ma anche pagato in nero e senza sicurezze sociali, mettendo così Patience di fronte alla prospettiva di un futuro ben misero. Tuttavia un giorno, mentre ascolta e traduce delle intercettazioni che riguardano una famiglia di trafficanti di droga marocchini, le si presenta quella svolta che aveva sempre sognato.

Infine, cosa dire dell’autrice Hannelore Cayre e della sua apparizione sulla copertina nella prima edizione francese del libro?

Direi che ha un senso dell’immagine molto spiccato. Non solo ha scritto un libro che si adatta – come poi è successo – a una trasposizione cinematografica, ma lei stessa ha questo gusto dell’immagine. Come accennato si è travestita da daronne araba (una specie di padrina) e si è fatta fotografare di notte in un parcheggio della banlieu francese dalla figlia fotografa.

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